Scor-date: vaiolo, petrolio, fucilazioni, tartari…

Il tribunale di Fargo condanna Leonard Peltier a due ergastoli: sono le 9 del mattino del 1 giugno 1977. Un processo farsa ma lui è ancora in cella (confronta la sua biografia, «La mia danza del sole», edita da Fazi nel 2005).

Spartacus, il più famoso dei gladiatori ribelli, era nato (forse) il 4 giugno 109 avanti Cristo. Invece il 29 giugno – ma del 1620 – nacque un altro celebre capo-popolo, Masaniello (cioè Tommaso Aniello) il pescivendolo che guidò la rivolta antispagnola del 1647.

«Le fucilazioni sommarie nella prima guerra mondiale» si intitola la ricerca di Marco Pluviano e Irene Guerrini (2004, Paolo Gasparri editore). Fa male leggerlo ma bisogna. Per scoprire che 11 soldati vengono uccisi il 5 giugno 1917 senza processo per aver disobbedito agli ordini. Oppure che il 16 luglio 1917 altri 28 soldati vengono “giustiziati” per ribellione. Una lunghissima lista di innocenti uccisi dalla demenza militarista: solo i 4 alpini fucilati, il 1 luglio 1916, sono stati riabilitati…ma nel 1998.

«Il deserto dei tartari» di Dino Buzzati esce il giorno prima che Mussolini trascini l’Italia alla catastrofe, il 9 giugno 1940.

Una mozione «di scuse» ai discendenti dei 4743 immigrati uccisi in pubblici linciaggi è approvata il 13 giugno 2005 dal Senato degli Usa. Lo ricorda Giantanonio Stella nel suo ultimo (anzi, penultimo) libro, «Negri, froci, giudei».

Myall Creek si chiama il ruscello dove donne, vecchi e bambini aborigeni (Kwiambal) vengono uccisi e bruciati dai bianchi. È il 17 giugno 1838. Una delle tante stragi coloniali in Australia ma l’unica per la quale i colpevoli saranno condannati.

Per il 13 anno Daw San Suu Kyi, premio Nobel per la pace, passa in prigionia il suo compleanno (cade il 19 giugno). Senza aver commesso alcun reato. E senza che i governi del mondo libero facciano qualcosa contro i golpisti della Birmania (o Myanmar, se vi pare).

Nero di Roma si intitola il bel libro di Mauro Valeri (Palombi, 2009) che racconta di Leone Jacovacci. Figlio di un italiano e di una congolese: diventa campione italiano ed europeo il 24 giugno 1928 ma il fascismo non gradì e lui dovette scappare in Francia.

La più grande rivolta anti-coloniale in India decolla nello Stato di Jharkhand il 30 giugno 1855. Con 25mila morti gli inglesi ristabiliscono “l’ordine” ma dopo pochi mesi nuova ribellione.

Harriet Tubman, «la Mosè della gente nera»: nasce in schiavitù nel 1822 – forse il 30 giugno – e con la sua organizzazione (la Ferrovia sotterranea) riesce a far fuggire migliaia di afroamericani come lei dagli Stati del Sud.

L’Alta Corte di Delhi ha decriminalizzato (una vecchia legge inglese, mai abrogata) l’omosesssualità il 1 luglio 2009.

Vietato in Francia l’ingresso a «uomini di colore». Sarkozy? No, Napoleone il 5 luglio 1802.

Le guardie armate di Pinkerton assaltano un corteo operaio  a Homestead in Pennsylvania: è il 6 luglio 1892 e inizia una lunga battaglia contro i licenziamenti.

La Germania, nelle mani di Hitler, approva una legge «per la tutela della razza dalle malattie ereditarie» il 14 luglio 1933. E’ invece il 15 luglio 2009 quando l’Italia vara la legge 94, definita «pacchetto sicurezza».

Sir Jeffrey Amherst autorizza la distribuzione fra gli indiani di lenzuola infettate dal vaiolo: è il 16 luglio 1763.

Scade la concessione della Elf (petrolifera francese) nella Nigeria finalmente indipendente: è il 29 luglio 1966 e da qui partirà la “guerra del Biafra” con milioni di morti sacrificati a un nuovo accordo fra i petrolieri.

Questa rubrica esce ogni mese sulla rivista Cem-mondialità (ma stavolta
è un numero dopppio e dunque copre due mesi) per richiamare alla memoria
eventi importanti ma dimenticati: sopratutto date scomode che si muovono
fra diritti e delitti. 
Redazione
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