Servizio Serafini Fuerteventura

di Valerio Calzolaio

Massimo Serafini è un vecchio comunista. Ha compiuto 70 anni a settembre, da tre ha aggiunto un’altra storica scelta alle tante della sua vita (coerente): è in pensione e si è trasferito nell’isola (più) desertica delle Canarie, Fuerteventura, con Marina. Vivono a sud, nel piccolo agglomerato di La Pared, pieno di tedeschi, surfisti, nudisti, a ovest dell’istmo che collega alla meravigliosa orientale Jandia Playa Sotavento. E stanno molto bene. Parlano spagnolo, hanno votato alle amministrative, militano in tutti i movimenti locali e globali (no alle trivellazioni, sì all’acqua pubblica, indignados, rinnovabili 100%, ecc) e scommettono sulla sostenibilità integrale (e integrata), si sono iscritti a un corso di formazione per imprenditori ecoturistici, vivono con poco, mangiano pesce, ospitano amici. E’ una scelta che merita molta attenzione, sta già facendo scuola, farà tendenza.

Massimo forse lo conoscete già. E’ stato deputato Pdup e Pci dal 1983 al 1992. Per i 20 successivi anni è stato nella segreteria nazionale di Legambiente, d’estate su Goletta Verde, d’inverno nelle piazze operaie, sempre nei movimenti sociali e ambientali. E’ alto, asciutto, bello, vissuto. Militante simpatico e schietto.

Emiliano-romagnolo (di Alfonsine, vicino Ravenna) diventò comunista nel luglio del ’60, partecipando diciottenne alle manifestazioni contro il governo Tambroni. Presto “si estremizzò”, fu cacciato dal Pci con la formula del “non rinnovo della tessera” (per aver appoggiato pubblicamente la nascita del Psiup), si legò a Federico Stame. Nel ‘64 furono cacciati dal Psiup, lui accettò di entrare all’ufficio studi economici del sindacato, nel ‘67 finì dentro (per 5 mesi) insieme a altri 12 compagni per scontri dopo una manifestazione del Pci sul Vietnam.

Con il Sessantotto fonda il collettivo bolognese operai-studenti, lavora in Cgil con Claudio Sabatini, si lega all’esperienza politica del Manifesto prima e del Pdup poi (divenendo uno dei dirigenti di punta, compagno di vita e di lotte di Magri e Castellina). Sempre continua le scorribande umane che lo portano come volontario in tutte le catastrofi, dall’alluvione di Firenze ai vari terremoti (Belice, Friuli, Irpinia). E un’intensa vita affettiva, da qualche tempo è pure nonno. Cresce anche una forte voglia di lasciare l’Italia, accentuata infine dalla dura esperienza della lenta agonia dell’amata madre.

Marina Turi è una informatica professionista e una femminista inquieta, non ha ancora maturato la pensione, dovreste proprio conoscerne l’effervescenza. Stanno vedendo, ora sono lì, intendono restarci a lungo.

Alle Canarie? Il mitico paradiso? Ebbene si, si può fare! Situata nell’oceano Atlantico, a soli 100 km dal Marocco, Fuerteventura è la seconda isola dell’arcipelago (dopo Tenerife) e ha le spiagge più lunghe: arida e poco popolata, dal 2009 è patrimonio mondiale della biosfera come area siccitosa (dryland) e biodiversa. “Creata” da una serie di eruzioni vulcaniche molto tempo fa (30 milioni di anni, giorno più giorno meno), clima subtropicale, alla stessa latitudine di Florida e Messico, niente fiumi, piove due o tre giorni l’anno, brevemente, per poche decine di minuti, temperatura di rado sotto i 15 gradi o sopra i 30 (a dicembre come ad agosto, anche di notte). La superficie è di 1.660 km² (una via di mezzo fra Sardegna e Asinara, forma simile alla seconda); popolazione di 100.929 abitanti (2008), numero precario per residenti semestrali e turisti crescenti. Fa parte della provincia di Las Palmas, ed è divisa in sei municipalità (pueblos): Antigua, Betancuria, La Oliva (al nord), Pájara (quella di Massimo e Marina), Puerto del Rosario (la capitale), Tuineje e in 67 insediamenti individuali (villaggi).

Le attività principali ora sono il turismo (tedesco soprattutto, con vari obbrobri architettonici ed eco-mostri incompiuti) e l’allevamento di capre (32 tipi certificati, ottimi formaggi), un poco di artigianato, agricoltura (frutta, ortaggi, aloe) e pesca. Il primo hotel venne costruito nel 1965, seguito dalla costruzione dell’aeroporto a El Matorral: iniziò una nuova era per l’isola. Con le sue 3.000 ore di sole all’anno, sta divenendo una delle principali destinazioni turistiche europee. Ci sono circa 152 spiagge lungo la costa, 50 chilometri di fine sabbia bianca e 25 di ghiaino vulcanico, paesaggi e contesti unici, tanto vento. Gli alisei estivi e le onde di marea invernali dell’Atlantico fanno dell’isola, per tutto l’anno, un paradiso dei surfisti. Velisti, subacquei e pescatori d’altura sono attratti da acque limpide; balene, delfini, pesci spada e tartarughe sono una vista frequente.

Gran parte dell’interno consiste di aree protette (proprio sotto casa Serafini-Turi inizia un importante grande parco nazionale)ui piove e diluvia da una giornata (estiva) e ancora per molte decine di ore. Là l’escursione termica giorno-notte è fra 10 e 15 gradi e nel periodo più freddo di rado rado si abbassa oltre i 10; qui a muccia questo giovedì di tarda estate erano già 8 gradi.ui piove e diluvia da una giornata (estiva) e ancora per molte decine di ore. Là l’escursione termica giorno-notte è fra 10 e 15 gradi e nel periodo più freddo di rado rado si abbassa oltre i 10; qui a muccia questo giovedì di tarda estate erano già 8 gradi. , il . , fra ampie piane e rilievi aspri, cime vulcaniche e piccole oasi di verde, campi di lava e dirupi a calanchi, paesini con case dipinte a calce e ruderi abbandonati, taverne e piccoli negozi, baie e calette. Massimo e Marina riescono a stare lontani dalle località turistiche, godono del proprio ritmo di vita e della bellezza dell’isola. La casa (linda e accogliente, senza sfarzi ed eccessi) è costata relativamente poco, la vita quotidiana non richiede molte spese: pesce fresco a basso costo, benzina a un euro, acqua buona (pur talora razionata), prezzi contenuti, facilità di viaggiare (da residenti il 50% di sconto verso ovunque…). Si, si può fare.

UNA BREVE NOTA

Chi passa per questo blog è abituato alle recensioni (solitamente giallo-noir) di Valerio Calzolaio che escono in prima battuta sul settimanale “Il salvagente“; questo invece è un inedito. (db)

 

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.