Keiko Fujimori al potere in Perù…

… riapre una ferita che non si è mai rimarginata. Tra il 1996 e il 2000, durante la dittatura di Alberto Fujimori, padre della neopresidente, circa 300mila donne provenienti dalle aree rurali delle Ande e della Selva amazzonica furono vittime di sterilizzazioni forzate nell’ambito di un distopico “Programma nazionale di pianificazione familiare”. Morto nel 2024 senza un processo, l’ascesa della

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Perù: ballottaggio con il rischio di frode

A seguito del ballottaggio del 7 giugno tra Roberto Sánchez e Keiko Fujimori la candidata di estrema destra sembra prevalere per poco più di 600 voti sfruttando lo scrutinio del voto dei peruviani all’estero, ma soprattutto adoperandosi per far annullare 7.000 voti nella zona rurale di Puno, dove Sánchez ha raccolto una maggioranza schiacciante. di David Lifodi

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Perù con il fiato sospeso

L’esito del primo turno presidenziale, di domenica 12 aprile, è ancora in forse a seguito del caos elettorale che costretto il governo a prolungare l’apertura dei seggi fino al giorno successivo in alcune zone di Lima. Al momento, è sicura di raggiungere il ballottaggio Keiko Fujimori, mentre si disputano il secondo posto Rafael López Aliaga, anch’esso di estrema destra, e

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L’indecifrabile giostra peruviana

A poco più di un mese dalle presidenziali del prossimo 12 aprile José María Balcázar è il nuovo presidente ad interim dopo il breve intermezzo di José Jerí, costretto a lasciare per traffico di influenze. Farà da traghettatore a due esponenti di estrema destra quali Rafael López Aliaga e Keiko Fujimori, che si disputeranno il voto conservatore e probabilmente anche

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Perù: osceno omaggio dello Stato a Fujimori

L’ex presidente peruviano, macchiatosi di crimini di lesa umanità, sterilizzazioni forzate delle donne, massacri gratuiti e numerosi episodi di corruzione, se ne è andato lo scorso 11 settembre, all’età di 86 anni, senza mai chiedere scusa. Il lutto nazionale dichiarato dal governo rappresenta un insulto alla memoria e rivendica i delitti come una modalità di agire politico che non riconosce

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