Rodrigo Paz impone il gasolinazo alla Bolivia

A fine dicembre, mentre l’attenzione dell’America latina era già rivolta a quanto sarebbe accaduto pochi giorni dopo in Venezuela, il presidente boliviano ha utilizzato la strada del decreto per eliminare le sovvenzioni statali alla benzina e al diesel senza alcuna consultazione e attuato una violenta repressione contro lo sciopero a tempo indefinito e i blocchi stradali di minatori, contadini e

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Requiem della Bolivia progressista

L’analisi del voto negli articoli di Marco Consolo e David Lifodi Sarà ballottaggio a destra, il 19 ottobre, tra il sorprendente Rodrigo Paz e Jorge “Tuto” Quiroga. Nel primo turno del 17 agosto scorso, i due candidati di sinistra raccolgono briciole a causa di un vero e proprio suicidio politico del Mas, frammentato per una sempre più inspiegabile guerra senza

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Bolivia: tra Morales e Arce vince la destra

Il conflitto interno al Mas – Movimiento al Socialismo, il partito di governo, è scoppiato definitivamente lo scorso agosto. La disputa tra l’ex presidente Evo Morales e l’attuale, Luis Arce, ha assunto toni sempre più aspri che si ripercuotono all’interno dei sindacati e al Congresso, dove il partito si è diviso tra evistas ed arcistas. L’opposizione ringrazia e guarda con

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La Bolivia laboratorio della contrainsurgencia

La presidenta Jeanine Añez concede le elezioni presidenziali il prossimo 6 settembre, ma il governo confida nella strategia della tensione e nell’emergenza sanitaria (gestita malissimo) per frenare Luis Arce, il candidato del Mas avanti nei sondaggi. L’estrema destra boliviana, divisa e rissosa al pari di quella venezuelana, guarda proprio al golpismo antibolivariano e al duqueuribismo colombiano per scongiurare il ritorno

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Bolivia: lo scempio

Evo Morales da tempo non era più l’indio ribelle che toglieva il sonno a Washington. L’ultradestra ha sfruttato nel modo migliore le sue enormi contraddizioni, e quelle del Movimiento al Socialismo, per dare vita ad un colpo di stato apertamente programmato e capeggiato da fondamentalisti religiosi quali l’autoproclamata presidenta Jeanine Añez e il picchiatore Luis Fernando Camacho. In gran parte

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