Telescopio spaziale James Webb: noi…

fantascientifici un poco folli siamo già «imparati»

di Claud’io

 

A MO’ DI PREMESSA

Il telescopio spaziale James Webb (JWST) è un telescopio spaziale per l’astronomia a raggi infrarossi, lanciato il 25 dicembre 2021 dallo spazioporto di Arianespace a Kourou, nella Guiana Francese, trasportato in orbita solare da un razzo Ariane 5. E’ il frutto di una collaborazione internazionale fra l’Agenzia spaziale statunitense (NASA), l’Agenzia spaziale europea (ESA) e l’Agenzia spaziale canadese (CSA) – ripreso da https://www.google.com/search?client=firefox-b-d&q=telescopio+spaziale+james+webb+sito+ufficiale

Vi siete chiesti come mai dopo essere stati sulla Luna nessuno ha più investito nello spazio sino a pochi anni fa?

Io sì. La mia risposta è che non sapevano cosa cercare o fare. Quel poco che è stato speso saltò fuori non più come bipolio USA/URSS ma per la partecipazione di quasi tutte le agenzie spaziali del mondo.

Cardine di questo è la Stazione Spaziale Orbitante. Una sorta di enorme Lego messo su alla meno peggio, ma che ha avuto e avrà ancora (per poco?) una grande importanza. Ha permesso di essere fuori dall’atmosfera terreste e di osservare qualcosa in più nell’infinito universo.

Di grande aiuto anche il telescopio spaziale Hubble. Sono 32 anni che è stato lanciato e ha dovuto subire 4/5 interventi sostanziali, inclusa la sostituzione della lente che era difettosa. La NASA non è mai stata molto attenta ai suoi fornitori.

La Stazione Spaziale ha potuto continuare e ingrandirsi grazie ai vettori dei missili nucleari intercontinentali dell’ex URSS. Ne hanno ancora alcune migliaia: ci mettono in orbita le navicelle con cui vanno e vengono dalla Stazione Spaziale. Non sono comode ma almeno funzionano. La NASA è ancora ben lontana da avere un vettore sicuro e ha calato le braghe ai privati.

La Stazione è servita per fare enormi progressi in varie branche della scienza e soprattutto ad avere una visione sempre più definita e profonda, assieme ad Hubble, del profondo universo.

Provo a definire lo schema.

Più ho la possibilità di guardare lontano e più mi avvicino all’inizio (per inizio parlo del Big Bang). Hubble è più un telescopio vecchio tipo: e tanto ha scoperto o meglio tanto si è avvicinato all’inizio. Con Webb che non ha tecnologia di lenti o altro ma lavora sugli spettri di luce è probabile che entro 10 anni si arrivi a fotografare e a studiare l’inizio di tutto, il Big Bang. Ma poi nasceranno i veri problemi.

Di questo gli scienziati sono già certi ma nel frattempo altro è stato scoperto o meglio verificato.

L’universo si sta espandendo a grande velocità e tutto dovrebbe perdersi nell’infinito ma è probabile che non sia così … e che altro ci sia. Una sorta pallone che si gonfia e poi si sgonfia, oppure la possibilità di infiniti universi paralleli che hanno linee di comunicazione e altro ancora come già ben scritto in molti romanzi di fantascienza fino ad universi a diverse dimensioni.

Intanto e in attesa del divenire si pensa anche al “breve” periodo.

Perché Marte? Tutti ci puntano… perché su Marte c’è acqua: servirà per le basi che saranno il trampolino di lancio per altre galassie. In pratica invece di avere una Stazione Orbitante ci sarà un intero pianeta a disposizione.

Qui i cinesi sono i primi. Hanno già satelliti sponda sul lato oscuro della Luna e stanno costruendo una stazione spaziale ponte per costruirne una di prova sulla Luna per poi farne una su Marte.

Sono bravi i cinesi a fare i piani decennali e portarli a termine. Lo fanno da 6.000 anni.

Ma anche Webb è solo un tassello. Se Hubble ha portato da 10 a 1.000.000 ora Webb porterà da 1.000.000 a non si sa quanto, sicuro sembra fino al Big Bang… Poi stiamo a vedere.

Incuriosisce intanto che la NASA stia investendo in uno strano gruppo di studio e con parecchi dollari. Hanno convocato una ventina di teologi (solo cristiani?): non si sa molto della reale composizione e del progetto ma trapela che si dovrebbero studiare le reazioni dei terrestri all’evenruale scoperta di razze aliene.. I cinesi molto confucianamente non ci sono e non gliene può fregare di meno. Anche a ¾ del mondo non frega niente perché impegnato in problemi di sopravvivenza.

Webb è un progetto già vecchio. Nel 1989, poco prima del lancio di Hubble, venne già iniziato lo studio di un nuovo grande telescopio spaziale. (*)

Cosa ci sia ora in fase avanzata di progettazione non è dato sapere. Siamo al termine dell’attuale tecnologia informatica che ha permesso una velocizzazione di tutte le scoperte. Il limite fisico degli attuali computer è vicino. Già anni fa, decenni anzi, erano allo studio computer biologici con caratteristiche sorprendenti. Il bello è che ci sono quanto meno prototipi di storage, connettività e probabile CPU. Consumo di energia zero, velocità inimmaginabile sia di trasmissione che di calcolo e storage infiniti.

Siamo dove eravamo 20 anni fa: CPU evolute e schermi degli anni 30. Ma già allora c’erano gli schermi touch e flat. Non uscivano perché avrebbero distrutto l’industria del tubo catodico. Hanno aspettato fino a quando le fabbriche non sono state ammortizzate più volte.

Per oggi mi fermo qui ma una verità la dico. La fantascienza è già più avanti di quanto si potrà scoprire. Noi fantascientifici un poco folli siamo già «imparati».

(*) #00000a;">La guida completa al James Webb Space Telescope – AstroSpace.it

 

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

Un commento

  • Andrea ET Bernagozzi

    Grazie per l’articolo, anche se alcuni passaggi mi hanno colto in contropiede e non sono proprio d’accordo, è molto utile avere un punto di vista esterno rispetto a quello degli addetti ai lavori (sono un ricercatore scientifico). Piuttosto preferisco fornire un contributo costruttivo. Nel testo si legge “Cosa ci sia ora in fase avanzata di progettazione non è dato sapere”. Un buon modo per saperlo è partecipare alla conferenza online “Il presente e il futuro dell’astronomia”, organizzata dl 14 al 18 febbraio dallo European Southern Observatory — il più produttivo osservatorio astronomico al mondo — e accessibile gratuitamente da parte di chiunque, per esempio via YouTube. Maggiori info al link: https://www.eso.org/sci/meetings/2022/ASTRO2022.html

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