Trame da riscrivere

Dove si parla di «Io la salverò, signorina Else», di Daniele Pugliese, di Emilia Aru, di Arthur Schnitzler e altro (*)   

A volte tutto raddoppia. Ecco un insolito romanzo che si intreccia con il tema del doppio (psicoanalitico) per una casa editrice bi-lingue e dunque doppia per vocazione. Era possibile incontrarli qualche giorno fa a Cagliari – nella rassegna «I libri presentati dai lettori» – alla Piazza Repubblica Libri, in corso Vittorio Emanuele 370 dove il lettore Vincenzo Soddu dialogava con Daniele Pugliese, autore di «Io la salverò, signorina Else».

Un romanzo breve, o una novella come preferisce Pugliese, che immagina di potersi inserire in un punto cruciale della trama di «Signorina Else» di Arthur Schnitzler e dopo aver conquistato la confidenza della protagonista, Else appunto, di riuscire a salvarla – attraverso un dialogo serrato – dal suicidio che Schnitzler le ha riservato. Un libro nel libro ma il tema del doppio torna ossessivo per altri tre motivi che ci riconducono allo scrittore (ma anche medico) Schnitzler. In primo luogo il romanziere austriaco usava “raddoppiare” la narrazione introducendo – allora una novità, oggi un’abitudine – il «monologo interiore» che gli consentiva di mettere sulla pagina anche il caotico svolgersi dei pensieri. In secondo luogo il fortissimo interesse verso la psicoanalisi di Schnitzler fu ricambiato da Freud che lo considerava un suo «doppio» letterario. Infine per il suo racconto «Doppio sogno» che, come i cinefili ricorderanno, nel 1999 diventò «Eyes Wide Shut», l’ultimo film girato da Stanley Kubrick.

«Io la salverò, signorina Else» regala a chi legge sia il piacere di uno stile fuori
dall'ordinario che il valore della parola e della relazione fra persone come una
possibilità di consapevolezza, di salvezza persino. É anche un invito a rileggere i
 classici per trovarne spunti attuali: suggerisce di reinventare, ricreare, cambiare
 trame e personaggi delle pagine che si vanno leggendo, un esercizio antico e
 inconsapevole che Pugliese esplicita e porta all'ennesima potenza.
L'altro doppio è l'editrice Portaparole che ha sede (e radici) in due Paesi: infatti
 i volumi escono contemporaneamente in italiano e in francese; se faticate a
trovarli in libreria andate su Internet. Portaparole è una creatura di Emilia Aru,
 nata a Suelli, vissuta a lungo in Francia (che nel 2010 l'ha nominata «Chevalier
 de l'Ordre des Arts et des Lettres») e ora a Roma. 

(*) Recupero in versione lievemente modificata (visto che nel frattempo la
 presentazione del libro c'è stata) un mio articolo uscito due giorni fa sul
 quotidiano «L'unione sarda». Aggiungo un'informazione che rende ancora
 più appassionante la scelta di Pugliese: nel 1928, cioè quattro anni dopo
 l'uscita di «La signorina Else», Lili – la figlia di Arthur Schnitzler - si suicidò:
 è un atto apparentemente inspiegabile e per il padre un colpo tremendo dal
 quale non si riprenderà. Devo a un'amica questa scoperta – del libro di
 Pugliese e della editrice Portaparole – e mi fa piacere condividerla anche
 qui. (db)
Redazione
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