Trieste Science+Fiction Festival 2016…

… dal primo novembre; a proposito “a cosa servono le convention di fantascienza”?

di Fabrizio “Astrofilosofo” Melodia

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A cosa servono le convention di fantascienza, soprattutto in Italia? La domanda è spinosa – persino un po’ Spinoza oserei dire – e non credo esista una risposta univoca.

Sicuramente i fans, me compreso, porterebbero svariate motivazioni culturali, sociali, psicologiche, scientifiche e – nel mio caso- soprattutto filosofiche.

Vi siete mai chiesti come mai la fantascienza in Italia non sia una materia universitaria?

Lo so che i miei tre o quattro manzoniani – nel senso di Manzotin – o martediani seguaci sono a conoscenza delle risposte a codesti quesiti di base ma devo usare qualche roga per chi è novellino/a.

Andiamo con ordine. Le convention di fantascienza videro la luce all’incirca mezzo secolo addietro, ovviamente negli Usa, terra di pragmatismo, progresso e di fresca vittoria di Seconda Guerra Mondiale. Fra i reduci di tale guerra alcuni geniacci e qualche mestierante, invogliati dalle possibilità di un guadagno facile seppure non altissimo, iniziarono a vendere racconti alle riviste specializzate di fantascienza che erano in voga. Bene o male allora si parlava soprattutto di futuro e dunque…

Le convention nacquero in seguito come “mezzo di promozione” degli scrittori e delle riviste stesse, raggruppando autori e addetti al settore in un luogo accessibile e tangibile, in cui potessero confluire non solo appassionati ma anche totali menefreghisti – riguardo alle possibili conseguenze della tecnologia sull’uomo e all’evoluzione futura della Terra e dell’umanità medesima – da conquistare alla fantascienza.

Da poche centinaia di appassionati inossidabili sempre in caccia dell’autografo della “Science fiction Star” del momento – Asimov, Simak, Schekley, Anderson, Pohl e compagnia – il morbo si espanse e oggi lo stato dell’arte del numero di convention è a dir poco impressionante, con una fortissima presenza su suolo statunitense, seguito da Canada, Inghilterra e persino Croazia, dove avviene da tempo, per la precisione dal 1983, la più vasta e consistente convention di fantascienza nell’Europa Sud occidentale, la “SFeraKon”, organizzata nientemeno che nella struttura universitaria della facoltà di Ingegneria Elettronica e Computeristica di Zagabria. Negli anni tale convention ha avuto, fra gli ospiti illustrissimi, Robert Silverberg, Joe Haldeman, Lois McMaster Bujold, Ken MacLeod, George R. R. Martin (sì, quello del «Trono di Spade»), Ian McDonald, Bruce Sterling, Tim Powers, solo per citarne alcuni.

Negli Usa se ne contano all’incirca più di un centinaio, non sto scherzando. Si parte da quelle più generaliste, ovvero dedicate alla fantascienza tout court, quali “Life, Universe & Everything” (bello l’omaggio al Douglas Adams di «Guida galattica per autostoppisti») a Provo nello Utah, il “Nebula Awards Week End” a Chicago nell’Illinois dove si consegnano i Premi Nebula, la “Conjencture” a San Diego in California, per andare alle più specialistiche quali la “Star Fleet International Conference” a Niagara Falls nello Stato di New York, una delle più belle dedicate a Star Trek, la “TimeGate” ad Atlanta in Georgia, dedicata al Doctor Who, la “Star Wars Celebration” ad Anaheim in California, dedicata al ciclo di Guerre Stellari.

La cara, vecchia Europa dorme? Macchè. In Germania, per la precisione a Dusseldorf, ha luogo la “Fedcon”, mentre in Francia, a Cusset, abbiamo la “Generations Star Wars et Science Fiction”; in Svezia viene organizzata la “Swecon”; in Polonia abbiamo la scelta tra la “Pyrkon” e la “Polcon”; mentre i russi non stanno a guardare e a San Pietroburgo regalano fantascienza d’alta qualità con la “Maleyevka Seminars”, una non stop di conferenze sulla e di fantascienza. Persino a Tel Aviv, in Israele, viene organizzato “ICon Festival” con una grande partecipazione non solo di fan fantascientifici, ma anche di cosplayers (quei mattacchioni che si agghindano come i personaggi di fantasia) da ogni latitudine e longitudine galattica.

Guardiamo ora al vecchio scarpone. Anche quest’anno la “DeepCon” a Fiuggi è stata un successone ed è in arrivo la 16 edizione della “Trieste Science+Fiction Festival”, la più grande convention di cinema e fantascienza d’ Italia.

Il manifesto di quest’anno è realizzato nientemeno che dal fumettista illustratore Davide Toffolo. La notizia è stata data ufficialmente proprio durante una conferenza stampa all’Hotel Excelsior del lido di Venezia, in occasione della mostra di Arte Cinematografica.

Come annunciato nel puntuale e scoppiettante comunicato stampa diramato dall’associazione organizzatrice – la “Cappella Underground” – si rende noto che la selezione ufficiale di “Trieste Science+Fiction Festival 2016” presenterà nel concorso internazionale in anteprima italiana: l’americano “Approaching the Unknown”, scritto e diretto da Mark Elijah Rosenberg, al suo debutto, con Mark Strong nel ruolo del capitano William Stanaforth alle prese con una solitaria missione su Marte; “Embers” di Claire Carré, già definito come uno dei più memorabili film di fantascienza indipendenti degli ultimi dieci anni, in cui i sopravvissuti a un’epidemia globale cercano di dare un senso alla loro vita in un mondo senza memoria; l’iraniano “Under the Shadow” di Babak Anvari, che riflette sulla condizione della donna nel dopo rivoluzione a Teheran attraverso l’archetipo della casa posseduta e la mitologia dei djinn; l’inglese “Kill Command” di Steven Gomez, che, in un ritorno ai temi di Terminator e Robocop, presenta un’unità d’élite dell’esercito inviata su di un’isola per testare i più recenti prototipi di macchine per uccidere; il serbo “The Rift” di Dejan Zecevic, in cui un satellite precipita sulla Terra portando con sé… qualcosa da un altro mondo.

I primi tre titoli della seguitissima sezione “Midnight Movies”, dedicata all’horror e all’exploitation saranno il gore indiano “Ludo” di Q e Nikon, un gioco semplice ma mortale di cui cadono vittime quattro adolescenti; l’americano “Southbound”, cinque racconti a incastro tra incubi e segreti in una lunga notte su una strada desolata; e il già cult “Attack of the Lederhosen Zombies” di Dominik Hartl, irresistibile apoteosi di zombie sulle nevi austriache.

La selezione ufficiale del “Trieste Science+Fiction Festival” presenterà tre concorsi internazionali: il “Premio Asteroide”, competizione internazionale per il miglior film di fantascienza di registi emergenti a livello mondiale, e i due “Premi Méliès d’argento” della “European Fantastic Film Festivals Federation” per il miglior lungometraggio e cortometraggio di genere fantastico europeo. La sezione “Spazio Italia” ospiterà il meglio della produzione nazionale. Immancabili infine gli “Incontri di Futurologia” dedicati alla scienza e alla letteratura, in collaborazione con le principali istituzioni scientifiche, e la consegna del “premio alla carriera Urania d’argento” (organizzato con l’omonima testata letteraria) a un maestro del fantastico.

Insomma il programma è ricco e vario. Senza nulla invidiare alle altre convention, Trieste si candida per diventare dal 1 al 6 novembre la capitale della fantascienza europea, non solo italiana.

Per ritornare alla domanda fatta precedentemente, sulle università dove non s’insegna fantascienza, Trieste costituisce una piacevole eccezione, proprio grazie ai docenti di sociologia della letteratura e agli insegnanti di cinema: l’insegnamento e le lauree sulla fantascienza costituiscono una piacevole costante per l’ateneo triestino che si dimostra all’avanguardia.

Pur essendo un’ottima macchina da promozione, come insegnano tutti i bravi docenti di comunicazione e marketing, l’appuntamento triestino diventa anche motore culturale, in virtù delle pellicole presentate ma anche per il ricco programma di conferenze che, come al solito, avranno luogo presso il bar storico San Marco, dove – per inciso – si fa ancora il caffè come una volta, con un bombolone che sembra uscito da un romanzo steampunk: provato e testato dal sottoscritto, anzi “soprascritto” Astrofilosofo, nella convention del 2014.

 

L'astrofilosofo
Fabrizio Melodia,
Laureato in filosofia a Cà Foscari con una tesi di laurea su Star Trek, si dice che abbia perso qualche rotella nel teletrasporto ma non si ricorda in quale. Scrive poesie, racconti, articoli e chi più ne ha più ne metta. Ha il cervello bacato del Dottor Who e la saggezza filosofica di Spock. E' il solo, unico, brevettato, Astrofilosofo di quartiere periferico extragalattico, per gli amici... Fabry.

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