UltraPadania

Ho fatto un sogno. E fin qui nulla di strano. C’era un cronoscopio (una sorta di macchina del tempo) che mi permetteva di ricevere materiali dal futuro. Anche questo non è troppo insolito per chi, come me, è cresciuto a pane e fantascienza. Quel che è piuttosto inusuale è che nello svegliarmi ho trovato ai piedi del letto una lettera con la scaletta per due – anzi tre – «inchieste». La data era 7 ottobre 2012. Possibile che questi fogli vengano davvero dal futuro prossimo? Se è così si tratta di un sensazionale scoop; ma dirà qualche maligno forse è solo un ovvio sviluppo della situazione attuale. Giudicate voi.

 

Caro «….» [Ndr– illeggibile ma sembrerebbe Vorghezio],

era ora che nascesse il nuovo quotidiano: «Ultra-Padania» mi sembra un bel titolo. Il nostro movimento – dopo aver rotto con quei buonisti, riformisti, mezzi comunisti, terroni e un po’ negracci della Lega – ha bisogno di una voce forte.

Ti illustro in dettaglio le idee, che ti erano tanto piaciute quando te ne avevo accennato a Pontida, per le due mie prime inchieste; sono già a buon punto.

La prima si potrebbe titolare «Le zanzare più che tigre sono extra» o qualcosa del genere. Sono in grado di intervistare un operatore delle dogane che (protetto dall’anonimato) racconta di aver trovato più volte migliaia di zanzare nelle valigie di marocchini, pakistani rumeni, eccetera. «La prima volta non ci feci caso ma poi mi scattò una molla». Altra intervista a una zoologa (anche lei mi ha chiesto di non essere citata perché, «la lobby comunista-animalista mi ha più volte minacciato e ho trovato anche una mosca tze-tze nella buca delle lettere»): con l’aiuto di grafici e statistiche la zoologa spiega che la diffusione delle zanzare-tigre è assolutamente (lei ha detto «a-s-s-o-l-u-t-a-m-e-n-t-e») innaturale e che solo una importazione massiccia o allevamenti intensivi la possono spiegare. Così mi sono messo a cercare queste super-vasche e ne ho trovate due a Zola Predosa (in Emilia e dove se no?) in un condominio di negri: avevo anche un rullino che però mi è stato strappato di mano da un italiano, o meglio da un terrone, il fratello di un noto giudice gay. Purtroppo all’aggressione non c’erano testimoni per convalidare e nel condominio hanno smantellato tutto in fretta e furia; ma insomma i nostri lettori di sicuro sanno che queste cose sono all’ordine del giorno. Infine un vero colpo di fortuna che ha premiato il mio duro lavoro: sono riuscito a intervistare un immigrato iracheno che mi ha confessato tutto, un vero «alleva-zanzare pentito». Mi ha detto che il piano era vecchio, un’idea di Saddam Hussein e di Alì-il-chimico per invadere l’Occidente. «E’ ben noto che noi arabi resistiamo meglio alle zanzare ma l’Irak, con l’aiuto del cugino genetista di Bin Laden, ha sviluppato un potentissimo vaccino che ci renderà immuni». Ovviamente anche questo prezioso testimone mi ha chiesto di proteggerlo e di non rivelare il suo nome. Ma potrebbe scrivermi una lettera “giurata”. Mi ha chiesto 2500 euro che gli servono per nascondersi. Io sarei per dargliene la metà, dimmi tu.

La seconda inchiesta è gustosa. Meno grave certo, ma sintomatica dell’attacco complessivo che i negro-islam-balcanici stanno sferrando contro di noi, con l’inerzia (e forse la complicità) delle lobbies garantiste-gay-comuniste. Avevo notato che da un po’ di tempo molte persone si lamentavano perché dormivano male di notte a causa del coniuge (o partner) che russa. Certo non è proprio una novità che tanti russino ma le proporzioni del fenomeno sono cresciute a dismisura. Mi sono messo in caccia dei massimi esperti e ne ho trovato uno (è un nostro simpatizzante di Bergamo che però mi prega di non mettere il suo nome) che, statistiche alla mano, mi ha dimostrato come in Europa solo nelle zone di forte immigrazione si registri un eccezionale e inspiegabile aumento di “russatori”. Era un indizio ma occorreva una prova. Ho adesso l’agghiacciante conferma di un famoso medico, un epidemiologo (è uno dei nostri, ora pensionato a Chiuppano dove si è ritirato dopo le minacce fattegli da un lontano parente di Vittorio Agnoletto): il poveretto si sente minacciato e dunque mi prega di non fare il suo nome né quello del suo paesello (2mila abitanti, le squadracce comuniste-ghanesi lo troverebbero subito). Il nostro epidemiologo spiega che esiste una rara malattia, tipica del Maghreb, una sorta di predisposizione a un pesante russare che si trasmette per vie aeree, come il raffreddore, ma potrebbero esserci portatori sani. Capisci? Sull’autorevole sito degli indipendentisti dell’Alabama (www.vivalynch.org) ho trovato un altro tassello del puzzle: portatori sani islamici da molti anni trasmettono questo virus in tutto il globo. Se vuoi, adesso cerco di convincere un mezzo pentito tunisino a darmi una testimonianza giurata di come lavorino nell’ombra i centri medico-militari (perlopiù al sicuro nelle moschee ma credo che anche i buddisti siano coinvolti) in cui vengono addestrati questi untori. Se si fa fotografare di spalle, posso dare anche a lui 1500-2000 euro? Il titolo potrebbe essere «Stavolta la rivoluzione russa davvero» ma forse ci vuole qualcosa di più drammatico tipo «Mentre noi non dormiamo, loro…» con minacciosi puntini di sospensione che il nostro bravo grafico potrebbe forse corredare di turbante e barba alla Bin Laden. (Che dici: fa paura anche da morto?)

Ti gusta?

Sto lavorando a una terza inchiesta sugli immigrati che molestano le ragazzine occidentali in autobus. E fin qui siamo nell’ovvio. Ma penso di avere trovato le tracce di un’organizzazione mondiale che, per confondere le acque, versa nelle botti di vino (capisci? Il nostro vino che loro non bevono) una sostanza che trasforma noi pacifici occidentali in molestatori o peggio stupratori, pedofili, addirittura gay, femministe o comunisti. Potrei trovare anche, per una minima cifra, la testimonianza di un coraggioso albanese pentito: secondo lui, nel supermercato Coop dove lavorava, ogni sera dopo la chiusura si iniettava «una strana sostanza» in prosciutti, salami, mortadelle e carne di maiale (capisci? Quello che loro non mangiano). Tutto torna.

Fare del giornalismo coraggioso e contro-corrente è rischioso, capirai dunque come sarei felice di ricevere il premio «Oriana» per l’anno nuovo.

Con affetto «….» [Ndr– illeggibile ma sembrerebbe Vittorio Pensa].

NOTA SUL CUSCINO DELLA NOTTE

Sogni e incubi: nel cuscino della notte o talvolta ad occhi aperti. Su codesto blog le persone più assidue hanno già incontrato Giovanardi redento e un leghista pentito, le borracce e Mary Starr Gelmini, il discorso più importante di Pio Laghi, un articolo di Marie Laveau che appartengono (e apertamente lo dichiarano per evitare equivoci) a un genere molto particolare: missive e articoli MAI scritti, dichiarazioni che persone “in vista” NON hanno pronunciato o pensato, cronache di avvenimenti GIAMMAI accaduti, sogni altrui e abusivi, recensioni di libri IMPOSSIBILI (un genere in cui anche Umberto Eco si dilettò), discorsi che il papa neanche sognava di fare dal balcone di san Pietro (e infatti li scriveva – sul quotidiano «il manifesto» – la teologa Adriana Zarri). La totale inattendibilità è dunque ammessa in partenza almeno nei confronti di questo contingente universo dove attualmente mi trovo e/o vi trovate. Siamo nel “cuscino della notte” (dove si aggirano desideri e incubi), nella terra degli Elfi o – se vi piace la fantascienza – in mondi paralleli. Una celebre rubrica della «Settimana enigmistica» si intitola: “Vero o falso?”. Una prospettiva simile appare pedante e limitata. Esistono altre possibilità: il verosimile e suo zio il paradosso; il silenzio che confessa e  il desiderio che nuota controcorrente; lo sberleffo e il viggio. Se non sapete cos’ è il viggio restate sintonizzati: prima o poi sarà svelato su questo blog. Non sarà per agosto e forse neppure per settembre. Magari non sarà nel 2013 o nel 2015… ma prima o poi lo saprete. Oppure me lo dirà qualcuna/o di voi. (db)

 

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.