Un caro saluto dal governo

di Maria G. Di Rienzo

Tesoro, ascolta: che tu viva o muoia non fa per noi nessuna differenza. Fai parte della massa di sfigati che non contano niente. Noi rispondiamo ai “mercati”, che sono molto più importanti di te, lo capisci, vero? Naturalmente la parola “mercati” te la sbattiamo addosso in senso metafisico, per darti l’idea di un potere trascendente e incontrollabile, ma il significato reale della frase è che rispondiamo unicamente ai “proprietari” (di cui tra l’altro facciamo parte, ci mancherebbe): proprietari di terre, corporazioni economiche, risorse, titoli, finanze, eccetera. Certo, siamo molto educati e ascoltiamo tutti – anche se è una vera noia, quanto tempo sprecato! – persino i sindacati, persino il Parlamento. Ma poi, com’è giusto, decidiamo noi. Non è previsto che le negoziazioni o gli incontri o le proteste o le discussioni cambino qualcosa nei nostri programmi, meno che mai è previsto che noi si possa ritirarli e farne altri. E per favore non tirare il ballo la Costituzione, la democrazia, il pluralismo, i diritti umani. In bocca nostra sono una verniciata di belle maniere, in bocca tua sono parole sconce, pigre, assistenzialiste e irrealizzabili. Andiamo tutti in chiesa di domenica, ma guardaci bene in faccia: ti pare che possiamo credere in fregnacce quali la fratellanza umana o «ama il prossimo tuo»? Lo sanno anche i cani che demolire lo Statuto dei Lavoratori, o legiferare sulle intercettazioni per coprire il didietro a un paio di nani e ballerine, o “riformare” per la cinquantecinquesima volta la magistratura tentando di ridurla a uno strofinaccio per scarpe firmate, sono cose che non hanno niente a che fare con il risanamento dei conti pubblici. Ma possono risanare e rimpinguare i conti privati dei membri del nostro club. Spiacenti, ma tu non hai la vip card d’accesso. Accettalo e fa’ i tuoi sacrifici in silenzio. E’ permesso parlare di noi solo componendo odi ed elegie. Smettila di chiamarci “crudeli”, di inveire contro noi, di incitare all’odio. Non costringerci a fartela pagare ancora più cara, ok? Un caro saluto con il dito medio, il tuo governo.

Redazione
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