Liguria (by Pabuda)

non è il mare, per me, che la fa così.

bruciate le cartoline colorate!

c’è quell’enorme piana

alle sue spalle

carica di detriti, sabbia e mota

e vini densi

che la sospinge.

così punta i piedi:

per non finire

nello sprofondo del Tirreno.

gettate gli ombrelloni da spiaggia

e gli ombrellini dei long-drink!

la verità

è tutta un’increspatura montagnosa.

a guardar bene

c’è pure la litigiosità dei genovesi,

con le loro nostalgie

e depressioni.

c’è molta pietra

a solidificarne il carattere,

le terre umide son

rare consolazioni:

circoscrivono

paesini dell’entroterra

dall’aspetto malaticcio.

le fotografie aeree

non ti riveleranno

niente di sincero:

non vedono e non sentono

la fatica

dell’infinità di gradini

sconnessi e disuguali

a salire e a scendere

e neppure

certe bettole

dove

le insegne e le pubblicità

appese ai muri

somigliano

a quelle dimenticate

ad Asmara e Assab.

in Liguria

tutto è vecchio

e ansimante.

Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

Un commento

  • pacodettofranz

    è un vecchio superbo, orgoglioso e ansima solo per chiedere affetto. Non è vecchio ma gioca ad esserlo. Evviva Zena, la mia città adottiva. Sempre.

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