un’altra buona scuola è possibile

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cercavo una citazione di Gramsci che non mi ricordavo, fra i risultati del motore di ricerca trovo un link chi incuriosisce, lo apro e scopro una pagina davvero bella.

capita che un dirigente scolastico faccia degli auguri di buon anno scolastico citando, non il governo, non don Bosco, non i test Invalsi, non il merito e la concorrenza, cita Peppino Impastato e Antonio Gramsci.

speriamo che non lo licenzino.

Auguri di buon anno scolastico

“Bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione, ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.” (Peppino Impastato)

Da sempre, ma in questi ultimi mesi soprattutto, anche in conseguenza dell’attuazione della Legge 107, si parla molto della scuola, dei suoi problemi organizzativi e dei progetti di riforma da attuare, per superare la complessità che vive e che sempre di più ha bisogno di essere progettata, gestita, monitorata, valutata e riprogettata.

I problemi mai risolti e le soluzioni che hanno avuto difficile o parziale attuazione, hanno rischiato di spingere ai margini della nostra attenzione gli studenti, di sfuocare i loro bisogni di apprendimento e di crescita, la didattica, i processi di apprendimento e la loro progettazione e organizzazione, la passione, l’impegno e il lavoro quotidiano degli insegnanti e del personale tutto della scuola.

In questo nuovo anno scolastico che sta per cominciare, in questo nuovo cammino e nuova stagione della vita e della conoscenza, desidero rivolgere a tutti coloro che fanno parte della comunità educante del Liceo Paolo Giovio e a tutti coloro che hanno una partecipazione ed interesse nella scuola, un sincero e partecipato augurio di Buon anno scolastico.

Auguro ai docenti di saper accompagnare con amore e cura i loro studenti nel loro cammino, di saperli guidare a tradurre le mappe dei saperi nel loro territorio, di saperli aiutare a imparare, ma soprattutto imparare ad essere e a vivere.

Auguro ai genitori di avere coraggio e cuore che danno ai loro figli l’entusiasmo di vivere e senza i quali non ce la farebbero e verrebbero più facilmente meno.

Auguro agli studenti di saper imparare ad essere, imparare e imparare la “conoscenza della conoscenza”, come dice E. Morin. Auguro loro di acquisire conoscenze e competenze per affrontare la complessità e l’inatteso, di imparare a vivere con il coraggio per affrontare i problemi della loro vita personale, come cittadini e come parte del genere umano, di saper rinforzare ogni giorno la loro missione di sapere, saper essere e vivere, saper pensare e agire nel presente e nel loro futuro che verrà.

Auguro al personale ausiliario ed amministrativo, con la passione e la pazienza di sempre, rese più forti dalla revisione e dall’aggiornamento delle loro conoscenze e competenze, di saper cogliere e sostenere i processi e gli strumenti funzionali all’educazione, alla crescita degli studenti, alla professionalità del personale docente e al servizio per l’utenza. Auguro loro soprattutto di comprendere ed avere pazienza.

Auguro a tutti i portatori di interesse di continuare a contribuire e partecipare con sempre più convinzione e forza alla crescita della comunità educante del Paolo Giovio in funzione del ben-essere e del ben-vivere di ciascuno degli studenti e di tutti coloro che alla loro crescita e formazione partecipano.

A tutti auguro di saper costruire e stabilire legami, comunicazioni e dialoghi tra le varie anime della scuola e saper guidare la crisi della cultura che stiamo vivendo aiutandoci a realizzare l’educazione alla comprensione reciproca e all’educazione alla civiltà, nella direzione che indicava Antonio Gramsci, quando affrontando il problema educativo lo legava all’espressione, al bisogno storico di crescita politica, sociale e culturale.

 “Cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione immanente con tutti gli altri esseri. (…) Basta vivere da uomini, cioè cercare di spiegare a se stesso il perché delle azioni proprie e altrui, tenere gli occhi aperti, curiosi su tutto e su tutti, sforzandosi di capire ogni giorno di più l’organismo di cui siamo parte; penetrare la vita con tutte le nostre forze di consapevolezza, di passione, di volontà; non addormentarsi, non impigrire mai; dare alla vita il suo giusto valore, in modo da essere pronti, secondo la necessità, a difenderla o a sacrificarla. La cultura non ha altro significato.” (Antonio Gramsci)

Auguro un sereno anno scolastico a tutti, pieno di bellezza e di gioia per la vita e la conoscenza.

Il dirigente scolastico

Marzio Caggiano

da qui

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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