Votare per gli aguzzini?

presa da “il Puttanaio”:
https://www.facebook.com/pages/IL-PUTTANAIO/10818041256300

Il puttanaio è un blog che pubblica un continuo di vignette caustiche contro l’insieme delle forze politiche che con i loro comportamenti promuovono l’antipolitica; il taglio di alcune a volte suscita qualche perplessità, perplessità che elimino, quando necessario, con eventuali interventi di rettifica.
Il merito principale del blog è di essere sempre presente nella “congiuntura”, di seguire la cronaca solo per inseguire gli avvenimenti più significativi.
Decido di ospitare qui quegli interventi, oltre che sul mio, perché propagandisticamente efficaci, anche se bisognosi di glosse a margine.
Preciso: interventi oltre che efficaci e sempre impetuosi. L’italia che protesta e grida.
Non credo si possa, da loro e da nessuno, pretendere altro.

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Una piccola rettifica. Non si è “scemi” se, votazione dopo votazione, si ritorna sempre sugli stessi nomi, sugli stessi partiti, sulle medesime fallimentari proposte di governo. Non è la scarsa intelligenza a guidare le persone, ma l’insieme delle condizioni materiali (della quali fanno parte l’ideologia corrente, la formazione e l’informazione, monopolizzata dal capitale) in cui le persone stesse si trovano a agire e operare le loro scelte.
Tra queste primeggia l’illusione determinata dal miglioramento delle condizioni di vita che, tramite grandi lotte, nel secolo scorso i lavoratori sono riusciti a conquistare.
Questo miglioramento gli ideologi della borghesia sono riusciti a spacciarlo come proprio al sistema, che era sicuro avrebbe assicurato, generazione dopo generazione, il benessere universale.
In realtà questo miglioramento dipendeva dalla presenza di organizzazioni ispirate direttamente o indirettamente dal comunismo e dalla presenza di una potenza che si diceva comunista e che rappresentava il cattivo esempio (cattivo per i padroni) che i lavoratori avrebbero potuto voler imitare. La direttiva dunque era: se accennano a ribellarsi meglio concedere loro qualcosa per non dover dare tutto.
Oggi queste condizioni non ci sono più, ma le persone faticano a credere che i miglioramenti (ogni generazione che migliora le proprie condizioni di vita rispetto la generazione precedente) non si realizzeranno. Anzi, più che faticare, rifiutano, sovrastati come sono dall’incalzare dei bisogni del quotidiano, a vedere che quei signori che sono sempre stati al governo (lo sono ancora) e che nel passato hanno donato (perché costretti, ma questo non si vede) qualche briciola della ricchezza prodotta anche a chi la produceva, hanno tutt’altra disposizione d’animo.
Ci si attacca allora a ciò che è, si cerca di evitare l’inevitabile. Di rendersi conto che solo una stagione di lotte guidate da prospetive anticapitalistiche può arrestare il dissanguamento di pensionati, giovani e lavoratori.
Ai vampiri piacciono i nostri soldi. Sono come dei drogati. Non riescono a farne a meno e bisognano di dosi sempre maggiori.
Quando ci si renderà conto di questo, idea ostica da accettare, perché è anche l’idea dell’immensa responsabilità che cade sulle nostre spalle, allora sì che si potrà guardare con fiducia al domani. Allora sì che i vampiri della finanza dovranno adattarsi a disintissocarsi e ingozzarsi un po’ meno.
Il comunismo vale in quanto ipotesi di futuro nella misura in cui è presente attivo in marcia verso quel futuro.
Mauro Antonio Miglieruolo

Redazione
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