BARA LITTORIA

di  Gian Luigi Deiana

(chi ha officiato il funerale fascista di sassari?)

prima o poi sarebbe dovuta arrivare la prova della piazza, e la prova della piazza puntualmente è arrivata; vi sono stati dei precedenti illustri, quali il progetto di predappio come museo nazionale e il funerale di pino rauti a roma; ma la prova della piazza è toccata a sassari, e precisamente sul sagrato di una chiesa;

ora, al di là delle dichiarazioni di sdegno o dei gridi di guerra, è necessario capire bene tre cose che corrispondono ai tre officianti di questa danza macabra:

prima cosa, o primo officiante: quale è il senso costituzionale della sentenza della corte di cassazione (gennaio 2018) che dichiara legittima l’espressione di simbologie fasciste purchè non apologetica?

seconda cosa, o secondo officiante: quale è il senso di un rito funebre nella chiesa cattolica, che al cosiddetto segno della pace e alla formula decisiva ”andate in pace” lascia conseguire blasfeme e rituali dichiarazioni di fascismo?

terza cosa, o terzo officiante: quale titolarità ha il comune di sassari sulla piazza corrispondente al sagrato della chiesa, con tanto di vigili e sorveglianze?

consiglio di considerare la questione alla luce della recentissima decisione del parlamento spagnolo di togliere ai resti funebri di francisco franco la dignità del memoriale nazionale, garantendo agli eredi solo una privata traslazione;

la vicenda di sassari mette in evidenza l’imbecillità (finta o reale) della sentenza della cassazione, in coerenza con la quale se io sono un leader riconosciuto della mafia o della pedofilia i miei adepti possono ”privatamente” rendermi ”pubblico” omaggio in una chiesa o in una piazza senza che ciò possa essere ritenuto materia reato ovvero di pubblica offesa;

la vicenda di sassari mette anche in evidenza che la chiesa, in genere deputata all’espressione dell’estrema pietà e del perdono, non fa mai uso del suo corrispondente dovere di scomunica nell’uso blasfemo del rito funebre, quello che porta l’uomo all’ impegno di tacere nella consegna dell’anima a dio;

la vicenda di sassari, in ultimo, mette anche in evidenza la volontaria impotenza della pubblica autorità sugli spazi di sua competenza, e precisamente su cosucce come manifestazione non autorizzata, apologia di fascismo e altro;

se di fronte a un fatto simile tu povero cittadino provi sgomento, o sei semplicemente un idiota o il tuo sgomento è fondato; purtroppo non sei un idiota; tu sei sopraffatto da una suprema corte che spaccia nella forma di un diritto privato (il cordoglio in un funerale) una mortifera droga pubblica (l’apologia di fascismo); tu sei ingannato da un clero officiante un rito di perdono che tuttavia concede di buon grado il confine del sacro ai gridi di vendetta; e infine tu sei preso per culo da una autorità cittadina che ti crocifigge per una affissione non timbrata ma che concede la sua piazza a esibizioni vietate dalla costituzione della repubblica;

personalmente penso che sia sbagliato confidare nella tregua politica consigliata dalle cerimonie della morte: le cerimonie sono ”sempre” pubbliche, e dunque un patto di questo genere esige reciprocità, oppure si avanza il tempo degli avvoltoi.

http://www.cobasscuolasardegna.it/bara-littoria/

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

Un commento

  • giuseppe callegari

    La storia si ripete nella stessa maniera, ma propone dei correttivi che permettono alla maggioranza silenziosa dei Ponzio Pilato di lavarsene le mani, ammiccando inconsciamente con frasi del tipo “E’ solo folklore” o “Si tratta di un’esigua minoranza.” E’ fin troppo facile comprendere che tale atteggiamento è il miglior fertilizzante per una maligna erba che si credeva sconfitta per sempre.

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