La rivolta del ghetto di Gaza

di Gideon Levy

La crudeltà e l’audacia del popolo di Gaza hanno raggiunto una volta di più  nuove altezze sabato: decine di razzi su Israele prima del giorno dell’indipendenza, appena dopo la  giornata della memoria dell’olocausto, e peggio , due settimane prima dell’ Eurovision. Come ti permetti Gaza, come ti permetti.

Israele non si è ancora ripreso dall’olocausto, si sta agghindati per il suo giorno dell’indipendenza, i musicisti stanno iniziando ad arrivare all’aeroporto di ben-Gurion, e voi state sparando razzi qassam. Come riusciremo a festeggiare? Le notizie  danno l’impressione che Israele sia sotto assedio; Gaza minaccia di distruggerla. Twitter ha già suggerito “la storia di Eva sul confine di Gaza” – un gioco sulla campagna sui social media sull’olocausto.

I sapientoni spiegano che è tutto a causa dell’avidità di Hamas. Il Ramadan sta iniziando e “sono sotto pressione folle per i soldi” o ” è tutto a causa della debole politica sula sicurezza”

E così sparano, quei cattivi. Hamas vuole i soldi, Israele è troppo morbido, sono terroristi, noi siamo per la pace; sono nati per uccidere. Venerdì l’esercito ha ucciso quattro manifestanti  al confine di Gaza, ma che importa. In Israele un ragazzo adolescente è inciampato mentre scappava verso un rifugio. E nessuno riesce a capire cosa sta proponendo Benny Gantz, l’alternativa. Questa è la nostra opposizione.

Tutto è completamente scollegato dal contesto e dalla realtà, intenzionalmente e volontariamente. Mezza settimana dopo la giornata della memoria dell’olocausto, la conoscenza che 2 milioni di persone sono state rinchiuse più di 12 anni dietro il filo spinato in una gabbia gigante non ricorda a Israele nulla e non suscita nulla. Mezza settimana prima della giornata dell’indipendenza, la lotta per la libertà e l’indipendenza di un altro popolo è percepita come terrore omicida senza motivo.

Anche il disperato tentativo di prevenire la fame è percepito come avidità; lo sforzo di dare  in qualche modo l’aspetto di una vacanza nel mese più sacro dell’anno è raffigurato come estorsione. Ecco quanto è grande il lavaggio del cervello e nessuno protesta. Tutti lo accettano con spallucce. Chi dubita di quanto sia vuoto e distruttivo l’ olocausto in Israele dovrebbe guardare le risposte in Israele a questa rivolta del ghetto di Gaza. Chi ignora la realtà a Gaza o cerca di negare il suo disastro non ha imparato nulla.

Gaza è un ghetto e quello che sta accadendo al sud è una rivolta del ghetto. Non c’è altro modo per descriverlo. Puoi essere contro Hamas ma non puoi avere nessuna pretesa contro Gaza. Sta lottando per la sua libertà e nessuna lotta è più sola della sua lotta, e Hamas è il suo leader.

Il conto alla rovescia per la morte di Hamas è già iniziato: mancano solo sette mesi al rapporto delle Nazioni Unite, poi Gaza sarà inadatta alla vita umana. Ma Israele sbadiglia e i suoi portavoce sanno solo  ripetere  “deterrenza,” quel mostro che abbiamo creato per giustificare ogni uccisione, chiusura e distruzione. C’è  qualcosa per dissuadere 2 MILIONI DI DISOCCUPATI, persone disperate, umiliate, alcune delle quali sono affamate o muoiono per mancanza di cure mediche e tutti sono rinchiusi?

Nessuno in Israele può immaginare la vita a Gaza negli ultimi 12 anni, compreso il divieto di Israele all’ingresso dei giornalisti israeliani, “la storia di Eva” dovrebbe essere filmato a Gaza .

Un paese che si stabilisce sulla memoria dei ghetti, che solo pochi giorni ha santificato quel ricordo, nasconde il suo volto dal ghetto molto più grande che ha  costruito con le proprie mani e non vuole vedere, a un’ora dal centro di  quel l paese. Un paese che è stato fondato dopo una sanguinosa lotta non riconosce la correttezza della lotta di un altro popolo e si chiede se la gente esiste. Una società che si considera esemplare, che è stata creata sull’indifferenza del mondo verso la sua sofferenza, si mostra con cuori mostruosi alle sofferenze che sta causando.

” Cosa erano prima?” una donna mi ha chiesto venerdì in una lezione che ho dato a Tel Aviv. E noi cosa eravamo? Cosa siamo diventati?

da qui

ps: già nel 1985 un regista svedese, Per-Åke Holmquist, aveva girato un film intitolato “Gaza Ghetto: Portrait of a Palestinian Family (1948-84)”, 

qui si può vedere il trailer

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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