due articoli di Giuseppe Cassarà e Peppe Sini

(un uomo torturato in Libia)

sulla vergognosa condotta del governo italiano a proposito dei maltrattamenti verso i migranti

Sanno tutto dei lager libici e se ne fregano lo stesso: i sovranisti sono peggio dei nazisti – Giuseppe Cassarà

Succede oggi, in una mattina di questi roventi giorni di inizio estate. Mentre l’Italia si sveglia, la Sea Watch pendola davanti Lampedusa, con 53 migranti a bordo. Salvini da terra sbraita che in Italia non entreranno: è una sensazione di deja-vu perenne, che viviamo ormai da un anno e passa. Un’altra estate, altre navi, altri morti. La propaganda leghista ha necessariamente dovuto cambiare strategia: non si dice più che gli sbarchi sono diminuiti, perché era evidente quanto fosse falso. Ora si dice altro: si distorcono le accuse di inumanità fatte alla Lega e si rispediscono al mittente, ora le Ong sono ‘pirati’, trafficanti, assassini. I cattivi di questa storia di mare e sangue sono loro. E non c’è niente, davvero niente di più insopportabile che vedere chi fino a ieri li chiamava ‘scimmie’ ora mettersi dalla parte dei migranti, ostaggio dei malvagi volontari della Sea Watch. Ma la loro coscienza sporca non riesce a non emergere; d’altronde il ‘buonismo’, come loro chiamano la solidarietà, è come un muscolo, va addestrato. Non ci si improvvisa esseri umani.

Mentre quindi ci si prepara a una nuova giornata di deragliamenti politici e umani, l’account twitter della Sea Watch International pubblica delle foto: sono alcune immagini dei migranti a bordo della nave. Sono ragazzi sorridenti, in salute. C’è una donna con un bambino. Sembrano felici. E chi voleva le lacrime come prova della sofferenza non si accontenta dei sorrisi di sollievo di chi è stato salvato dal mare. I negri devono piangere, devono supplicare per la misericordia dell’italico uomo bianco. Altrimenti non c’è gusto.

E quindi sotto il tweet si scatena il peggio dell’infamità sovranista. Al di là degli insulti razzisti, cui abbiamo fatto tristemente il callo, la maggior parte asserisce di non credere a quelle storie che sono raccontate ogni giorno sulle atrocità dei lager libici. Eppure i video ci sono, le foto anche. Ma non crederci è più semplice. È sempre più semplice non lasciare che la coscienza adombri le nostre giornate di sole. È più facile credere ai complotti per la conquista dell’Europa che al fatto che dall’altro lato del mare in migliaia sono detenuti in campi di concentramento. Quali lager, si chiedono, ti permettono di avere una chitarra, come quella tenuta in mano da uno dei migranti in foto. E si ripete la stessa storiaccia dello smalto di Josefa, da cui è passato un anno. L’idea che quella chitarra potesse trovarsi già a bordo della nave, proprio per momenti come questi, in cui si pendola davanti a un porto per giorni, in attesa di un segno umano dalla terraferma, non li sfiora nemmeno i sovranisti. Perché, ripeto, l’umanità non è qualcosa di innato. E per chi non l’ha mai praticata al di là dell’orticello di casa propria, può apparire inconcepibile un gesto di gentilezza. Deve esserci sotto qualcosa.

È lì che ho pensato che ormai il livello cui siamo arrivati è più basso di quello dei nazisti tedeschi: dopo la diffusione delle immagini dei lager libici, in molti hanno detto ‘non potremo dire che non sapevamo’. Il punto è che non lo vogliamo dire. Il punto è che ce ne freghiamo proprio. Non c’è foto di torture, di sporcizia, di inumanità, non c’è racconto di violenza o di stupri che scalfisca il nostro animo di piombo. Siamo immersi nella rabbia, una rabbia nociva che offusca la mente, siamo incapaci di provare la minima compassione. Siamo regrediti, subumani, peggio del peggio di qualunque sputazzante e sbeffeggiante popolino delle piazze medievali. Questo cancro di disumanità infetterà la nostra estate per i mesi a venire e regalerà sempre più potere a chi insiste nel risolvere i problemi dando la colpa a qualcun altro, qualcuno di indefinito, che non può difendersi, parafulmine per la nostra frustrazione, per il nostro odio, per i nostri incubi di occidentali falliti.

da qui

 

 

Il mandante (e tutte le mirabolanti avventure di Senzacravatta e Collacravatta) – Peppe Sini

  1. Il mandante
    2. Collacravatta e Senzacravatta
    3. Un dialogo pedagogico di Senzacravatta e Collacravatta
    4. Senzacravatta spiega altri due trucchetti a Collacravatta
    5. Ancora un dialoghetto di Collacravatta e Senzacravatta
    6. Ultimi appelli elettorali di Senzacravatta e Collacravatta
    7. Senzacravatta e Collacravatta dialogano ancora
    8. Senzacravatta e Collacravatta s’incontrano in tram (senza digestivo)
    9. Corta ballata del decreto sicurezza della razza
    10. Alcune nuove perle di saggezza di Collacravatta e Senzacravatta
    11. Un’altra bella chiacchierata di Senzacravatta e Collacravatta
    12. Una conferenza stampa del ministro plenipotenziario
    13. Il governo ha le idee chiare (due aforismi di Senzacravatta e Collacravatta)
    14. L’assassino era il maggiordomo
    15. E chi tace acconsente
  1. IL MANDANTE

Il primo complice e il primo mandante dei poteri criminali mafiosi schiavisti e trafficanti di esseri umani e’ il governo razzista italiano.
Il primo complice e il primo mandante della strage nel Mediterraneo e’ il governo razzista italiano.
Il primo complice e il primo mandante dei lager nazisti in Libia e’ il governo razzista italiano.
*
Basterebbe che il governo italiano riconoscesse a tutti gli esseri umani in fuga dalla guerra e dalla fame il diritto a giungere in salvo in modo legale e sicuro, e i poteri criminali mafiosi schiavisti e trafficanti sarebbero annientati.
Basterebbe che il governo italiano riconoscesse a tutti gli esseri umani in fuga dalla guerra e dalla fame il diritto a giungere in salvo in modo legale e sicuro, e la strage nel Mediterraneo cesserebbe immediatamente.
Basterebbe che il governo italiano riconoscesse a tutti gli esseri umani in fuga dalla guerra e dalla fame il diritto a giungere in salvo in modo legale e sicuro, e finirebbe l’orrore dei lager libici.
*
Basterebbe che il governo italiano rispettasse gli articoli 2, 3 e 10 della Costituzione della Repubblica italiana e tanti esseri umani innocenti ed inermi sarebbero salvi.
E’ il governo razzista italiano il primo complice e il primo mandante della riduzione in schiavitu’ di tanti esseri umani innocenti ed inermi, dei lager libici, della strage nel Mediterraneo.
Cessi questo orrore.
Si dimetta il governo.
Torni l’Italia al rispetto della Costituzione, della legalita’ che salva le vite, dell’umanita’.
*
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita’, alla solidarieta’.
Salvare le vite e’ il primo dovere.

  1. COLLACRAVATTA E SENZACRAVATTA

Collacravatta dixit:
Non bastano le persecuzioni
ci vogliono anche le deportazioni
e’ scritto nel contratto di governo
*
Senzacravatta dixit:
Chi pretende di salvare i naufraghi di razza inferiore
primo paga un riscatto in oro o in valuta
secondo gli sequestro la nave e il salvagente
terzo finisce in galera buttiamo la chiave e gli venga il colera
quarto gli dice bene che non buttiamo a mare pure lui
o lo affidiamo ai colleghi libici
*
Collacravatta dixit:
Mi sembrano nervosi gli alleati
noi invece non siamo per niente nervosi
nell’impegno a ripulire l’Italia dalla feccia
e realizzare la soluzione finale della questione comesichiama
e’ scritto nel contratto di governo
*
Senzacravatta dixit:
Nel prossimo “decreto sicurezza della razza ter” e’ previsto
di liberare tre milioni di squali nel mar Mediterraneo
di realizzare in Polonia centri di trasferenza e smaltimento dei migranti
con opportune pertinenze igieniche (docce e crematori)
di smantellare col fuoco tutti i centri sociali i campi sosta e i ghetti
(avendo cura che non ne fuoriesca il contaminante contenuto clandestino)
di abolire la magistratura che non rispetta l’autorita’ suprema ruspante
di scomunicare il papa che oltretutto e’ un immigrato clandestino pure lui
di abolire l’Onu che e’ un covo di musi neri e musi gialli pussa via
di dare lo sfratto a quell’abusivo del quirinale che mi ci voglio trasferire io
e di abolire le tasse perche’ noi al popolo gli vogliamo bene (e fo contento pure Silvio nostro)
*
Collacravatta dixit:
Noi siamo i buoni e il popolo ci ama
ed e’ per tutelare la purezza
e la felicita’ del nostro popolo
che stiamo liberando il patrio suolo
da zingari migranti e maomettani
e’ scritto nel contratto di governo
*
Senzacravatta dixit:
Governeremo mill’anni
padroni a casa nostra
Look away look away look away Dixie Land

  1. UN DIALOGO PEDAGOGICO DI SENZACRAVATTA E COLLACRAVATTA

– Senzacravatta: Mo’ t’insegno ‘sto trucchetto, senti bene: se ti pescano col sorcio in bocca, tu di’ che hai fatto tutto il contrario di quello che hai fatto, hai capito?
– Collacravatta: Mica tanto.
– Senzacravatta: Ti devo spiegare sempre tutto, tutto ti devo spiegare. Per esempio: se ti pizzicano che hai violato tutte le leggi che obbligano a soccorrere i naufraghi, tu che dici?
– Collacravatta: Che dico? Che ne so? Che era nel contratto di governo?
– Senzacravatta: Andiamo bene, andiamo. Tu devi dire: stiamo salvando vite umane.
– Collacravatta: Ma se li lasciamo affogare…
– Senzacravatta: Eh, ma allora tu non mi stai a sentire. E m’e’ toccato pure farti fare il ministro, m’e’ toccato.
– Collacravatta: No, no, adesso ho capito: io devo dire che stiamo salvando vite umane.
– Senzacravatta: Bravo. E se ci beccano che abbiamo sequestrato un po’ di poveri cristi, che devi dire?
– Collacravatta: Che era nel contratto di governo?
– Senzacravatta: Eccoci qua che ci ricaschi. Devi dire che abbiamo difeso i confini della patria dall’invasione dei terroni, cioe’: dei terroristi. Questo devi dire.
– Collacravatta: Ma e’ una frase lunga, non lo so se me la ricordo tutta.
– Senzacravatta: Apposta la devi imparare a memoria, apposta. Ma tu non ti applichi…
– Collacravatta: Si’ invece che mi applico, mi applico.
– Senzacravatta: Allora facciamo un’altra prova, via. Ti ricordi quando abbiamo fatto il Decreto Sicurezza Della Razza?
– Collacravatta: Come no, quando abbiamo copiato quelle belle leggi del 1938 che mi hai fatto vedere tu.
– Senzacravatta: Lo sapevo, sei senza speranza. Non lo devi dire che abbiamo copiato, a scuola lo dicevi che copiavi?
– Collacravatta: Io non lo dicevo, ma la professoressa se ne accorgeva lo stesso.
– Senzacravatta: E figuriamoci. Ma quello che conta e’ tenere il punto: non devi dirlo mai che abbiamo copiato quelle leggi li’, hai capito?
– Collacravatta: Ho capito, ho capito, non devo dirlo. Pero’ le abbiamo copiate.
– Senzacravatta: Ma non lo devi dire, hai capito che non lo devi dire?
– Collacravatta: Ho capito, non c’e’ bisogno che t’innervosisci.
– Senzacravatta: Io non sono per niente nervoso, ma questa e’ la volta che ti do’ un pappone se non fai quello che ti dico.
– Collacravatta: Perche’, ti ho mai deluso?
– Senzacravatta: Per carita’.
– Collacravatta: Lo vedi che mi applico, lo vedi? Ma che mi dicevi del Decreto Sicurezza Della Razza che non l’abbiamo copiato? Eh, hai sentito che ho detto? Ho detto che non l’abbiamo copiato. Ho detto bene?
– Senzacravatta: Non c’e’ speranza, non c’e’ speranza.
*
– Senzacravatta: Allora, adesso t’insegno un altro trucchetto, cerca di stare concentrato, hai capito?
– Collacravatta: Ho capito, ho capito.
– Senzacravatta: Allora: la prima regola e’ di dire sempre che hai fatto il contrario di quello che hai fatto, te la ricordi.
– Collacravatta: Si’ che me la ricordo, anzi, adesso me la segno sullo smartphone.
– Senzacravatta: Bravo ragazzo. La seconda regola e’ questa: a quelli che intignano a fare i criticoni che tanto gia’ si sa che non gli sta bene niente…
– Collacravatta: Questa la so: i criticoni sarebbero i poteri forti, la casta, il complotto dei Savi di Sion, ho detto bene?
– Senzacravatta: Si’, si’, ma stammi a sentire invece di voler sempre mettere bocca prima ancora di avere sentito quello che ti si dice: come faccio a insegnarti le cose se non sei capace di stare a sentire cinque minuti?
– Collacravatta: Non lo faccio apposta, e’ che noi giovani i discorsi lunghi non li seguiamo, a noi ci piace twitter.
– Senzacravatta: O mia bella madonnina, che pazienza che ci vuole con questo qui. Andiamo avanti: ti dicevo del Decreto Sicurezza della Razza, allora: a quei sindaci, quei giudici e quei preti comunisti – che l’inferno se li inghiotta con tutte le scarpe – che fanno tutta quella lagna che e’ incostituzionale, che e’ disumano, che e’ criminale e criminogeno…
– Collacravatta: I comunisti usano sempre le parole difficili, che poi devi andarle a cercare su wikipedia che neppure ce le trovi…
– Senzacravatta: Sei capace di stare a sentire senza interrompere? Dicevo: che gli rispondiamo noi a tutti ‘sti comunisti leccanegri?
– Collacravatta: Non che e’ nel contratto di governo?
– Senzacravatta: Eh no.
– Collacravatta: Allora mi arrendo, dimmelo tu.
– Senzacravatta: E te lo dico io, te lo dico, e tu fattelo entrare nella capa: si deve rispondere che possono andare tutti a quel paese, che tanto il governo siamo noi e si fa come diciamo noi e se non gli sta bene emigrassero in Siberia o in Libia emigrassero.
– Collacravatta: Gli rispondiamo come al Vaffadei.
– Senzacravatta: Bravo, lo vedi che se t’impegni… Perche’ la regola e’ questa: quando ci sono quelli che vogliono criticare e’ inutile perderci tempo; prima li mandi a quel paese e meglio e’. Al popolo gli piace che chi governa vada per le spicce.
– Collacravatta: Come Gion Uein.
– Senzacravatta: Adesso hai capito: come Gion Uein, come il duce.
– Collacravatta: Mi sa che non l’ho visto quel film, che faceva?
– Senzacravatta: Difendeva il popolo italiano.
– Collacravatta: Come noi.
– Senzacravatta: Proprio come noi, adesso mi sei piaciuto. Facciamo un’altra prova, allora: all’Onu che dice che mettere la taglia sugli ebrei – cioe’: sui migranti – e’ illegale? Che gli rispondiamo all’Onu?
– Collacravatta: Gli rispondiamo come al Vaffadei.
– Senzacravatta: Ottimo. E al papa, al papa immigrato e comunista?
– Collacravatta: Gli rispondiamo come al Vaffadei pure a lui.
– Senzacravatta: Mo’ hai capito, vedi di ricordartelo, eh?
– Collacravatta: Da quando ti frequento ho imparato un sacco di cose.
– Senzacravatta: E vedrai quante altre te ne insegnero’ se mi dai retta.
– Collacravatta: Che fortuna, che fortuna.
– Senzacravatta: E adesso ricordati di passare al distributore a riempire la tanica di benzina, che stasera dopo il consiglio dei ministri ti porto a dare fuoco agli zingari. Mica siamo burocrati, siamo uomini d’azione noi.
– Collacravatta: E’ nel contratto di governo.
– Senzacravatta: Adesso l’hai detta giusta: e’ nel contratto di governo, si’. (A parte: Che fatica pero’).

  1. SENZACRAVATTA SPIEGA ALTRI DUE TRUCCHETTI A COLLACRAVATTA

– Senzacravatta: Te li sei imparati i trucchetti che t’ho insegnato l’altra volta?
– Collacravatta: Come no. Me li sono scritti sullo smartphone.
– Senzacravatta: Allora mo’ t’insegno un bel trucchetto per la campagna elettorale.
– Collacravatta: Ganzo, dai.
– Senzacravatta: Devi dire le parolacce, alla gente gli piace chi dice le parolacce.
– Collacravatta: Ho capito, ho capito, questo lo so fare. Come il Vaffadei, no?
– Senzacravatta: Bravo. Allora vediamo, esercitati un po’.
– Collacravatta: Porco qui e porco la’.
– Senzacravatta: Bene, e poi?
– Collacravatta: Cacca, pipi’.
– Senzacravatta: Insomma, non ti viene niente di meglio?
– Collacravatta: Te lo posso dire in un orecchio? E’ che a casa la mamma non voleva che si dicevano le parolacce.
– Senzacravatta: La mamma no, ma Grillo si’. Che non lo sai che la gente vi ha votato solo per le parolacce? Adesso che fai il capo del partito delle parolacce le devi saper dire pure tu, coraggio.
– Collacravatta: Va bene, stavolta te le dico in un orecchio, poi dopo le metto su twitter, va bene?
– Senzacravatta: E sia, sentiamo.
– Collacravatta: (bisbiglia).
– Senzacravatta: E ci voleva tanto? Adesso mettile subito sui social. Bene bene, facciamo un po’ di ripasso. Che gli devi dire a chi dice che il “decreto sicurezza della razza” e’ incostituzionale?
– Collacravatta: Gli dico vaffallovo.
– Senzacravatta: Bravo. E a chi pretende che quei pezzenti dei naufraghi li dobbiamo portare a riva invece di affogarli?
– Collacravatta: Vaffallovo loro e i musi neri amici loro.
– Senzacravatta: Bravo, non siamo mica bagnini, siamo difensori dei sacri confini della patria noi.
– Collacravatta: Della patria e della razza, no?
– Senzacravatta: Adesso mi sei proprio piaciuto. Lo vedi che se studi poi riesci? Bravo, Bravo. E a tutti quei pretacci e quei giudici comunisti che dicono che violiamo la legge e la morale e che perseguitiamo e facciamo morire i poveri cristi?
– Collacravatta: Non gli posso dire sempre vaffallovo?
– Senzacravatta: Si’, pero’ bisogna pure saper cambiare, per far vedere che siamo gente del popolo, ma anche di cultura.
– Collacravatta: Di cultura, ho capito, ho capito. Allora gli dico vadaffallovo, che e’ di cultura perche’ gli do del lei.
– Senzacravatta: Non si deve dare del lei, che e’ uno spagnolismo antipatriottico. Si deve dare del voi, che invece e’ autarchico. Ricordatelo.
– Collacravatta: Del voi, del voi. Ho capito.
*
– Senzacravatta: Adesso te ne insegno pure un altro di trucchetto, poi prova a dire che non ti voglio bene.
– Collacravatta: Lo so, lo so che mi vuoi bene, m’hai pure regalato quel bel libro di quello statista tedesco.
– Senzacravatta: Lo devi leggere tutto, e devi fare i riassuntini su un quadernetto.
– Collacravatta: Non va bene sullo smartphone?
– Senzacravatta: Sarebbe meglio su un quadernetto, ma va bene lo stesso.
– Collacravatta: Ho gia’ cominciato; ti faccio vedere quello che ho scritto?
– Senzacravatta: Vediamo un po’.
– Collacravatta: Guarda, guarda.
– Senzacravatta: Ma allora non capisci proprio niente: dove nel libro c’e’ scritto dello spazio vitale germanico tu devi dire italiano. Pensavo che lo capivi da solo. Dov’e’ che governiamo noi, a Berlino?
– Collacravatta: No, a Roma.
– Senzacravatta: E allora noi i voti li dobbiamo prendere in Italia. Lo spazio vitale italiano, devi dire, italiano.
– Collacravatta: Adesso ho capito. E quindi pure la difesa della razza italiana.
– Senzacravatta: Va bene pure ariana, e’ uguale.
– Collacravatta: Cosi’ pero’ mi confondi. Siamo italiani o siamo ariani?
– Senzacravatta: Siamo italiani di razza ariana, segnatelo. Tutti i veri italiani sono di razza ariana, gli altri sono nemici della patria, invasori che infettano il sangue e il suolo.
– Collacravatta: Questa e’ bella, me la segno subito.
– Senzacravatta: Bene.
– Collacravatta: Grazie. E quell’altro trucchetto?
*
– Senzacravatta: Ecco quell’altro trucchetto e poi per oggi basta che mi hai gia’ stressato abbastanza.
– Collacravatta: Ma devi per forza offendere sempre? Guarda che non e’ per niente carino…
– Senzacravatta: E’ per educarti. Infatto l’altro trucchetto e’ questo: dobbiamo sempre far finta di litigare.
– Collacravatta: E perche’ dobbiamo litigare se stiamo cosi’ bene insieme a fare la difesa della razza?
– Senzacravatta: Perche’ l’amore non e’ bello se non e’ litigarello.
– Collacravatta: Ah.
– Senzacravatta: Eh.
– Collacravatta: Ah.
– Senzacravatta: Senti bene: se noi facciamo finta di litigare gli imbranati che non vogliono votare per me votano per te, e quelli che non vogliono votare per te votano per me. E la mettiamo in saccoccia a quei babbei dell’opposizione. Hai capito?
– Collacravatta: Pero’ siamo amici lo stesso, no?
– Senzacravatta: Certo che siamo amici, dobbiamo governare insieme altri quattro anni.
– Collacravatta: Allora va bene. E che devo fare per far finta di litigare?
– Senzacravatta: Mi devi dire le parolacce.
– Collacravatta: Come porcapaletta?
– Senzacravatta: Di piu’, di piu’.
– Collacravatta: Come mannaggialipescetti?
– Senzacravatta: Di piu’: mi devi dire che sono un gaglioffo.
– Collacravatta: Ma la gente neppure lo sa che significa gaglioffo.
– Senzacravatta: Allora trova tu le parole: per esempio devi dire che dico solo… solo…
– Collacravatta: Stupidaggini?
– Senzacravatta: Andiamo, puoi fare di meglio.
– Collacravatta: Ah, adesso mi e’ venuta una buona idea, te la dico in un orecchio.
– Senzacravatta: Bravo, questa e’ proprio forte, mettila subito su facebook.
– Collacravatta: Di corsa, di corsa, e grazie, eh.
– Senzacravatta: Bravo, bravo, continua cosi’ che vai bene. (A parte: che clientone).

  1. ANCORA UN DIALOGHETTO DI COLLACRAVATTA E SENZACRAVATTA

– Collacravatta: Ma li hai visti tutti ‘sti regazzini del Friggeiforfiuciu?
– Senzacravatta: Li ho visti, li ho visti.
– Collacravatta: Mi ricorda quando pure noi facevamo sega a scuola, eh?
– Senzacravatta: Piu’ o meno.
– Collacravatta: Solo che noi facevamo sega per andare a farci le canne, ti ricordi?
– Senzacravatta: Tu puo’ essere, che eri fascistello come quell’amico tuo, io andavo al centro sociale a fare il comunista.
– Collacravatta: Tu andavi al centro sociale? E facevi il comunista?
– Senzacravatta: Ero giovane, per rimorchiare le squinzie. Da giovani se ne combinano tante.
– Collacravatta: E magari a quei tempi ancora non la difendevi la razza italiana?
– Senzacravatta: A quei tempi non c’era la razza italiana, c’era la razza padana e la razza terrona.
– Collacravatta: Allora a quei tempi io ero terrone, mannaggia.
– Senzacravatta: Eh si’.
– Collacravatta: Adesso invece non sono piu’ terrone, sono italiano, e’ vero?
– Senzacravatta: Adesso si’, visto che fai il ministro, e’ l’evoluzione della specie.
– Collacravatta: Che fortuna.
– Senzacravatta: E’ proprio una bella fortuna. Per te.
– Collacravatta: Pero’ non c’e’ il rischio che un giorno pure gli africani si evolvono e diventano italiani pure loro?
– Senzacravatta: Questo proprio no, perche’ non sono mica ariani. Per evolversi bisogna essere ariani. Natura non facit saltus.
– Collacravatta: Io non lo capisco l’inglese, che vuol dire?
– Senzacravatta: Che se nasci maschio bianco cristiano caucasico e dolicocefalo fai parte della razza dominante, se nasci baluba resti schiavo finche’ campi. E’ la legge della natura: il banco vince, e l’ariano tiene il banco.
– Collacravatta: E noi lo siamo, e’ vero?
– Senzacravatta: Che?
– Collacravatta: Ariani.
– Senzacravatta: Al cento per cento, cabron.
– Collacravatta: Adesso sto piu’ tranquillo. Pero’ mi resta una curiosita’: ma che significa ariano?
– Senzacravatta: Che abbiamo bisogno di aria, che ci serve lo spazio vitale, che il posto al sole basta solo per noi.
– Collacravatta: Adesso ho capito, e’ come quando andiamo al mare e sulla spiaggia non ce li vogliano i musi neri perche’ il posto al sole dev’essere tutto per noi.
– Senzacravatta: Vedi che se ti ci metti le cose le capisci?
– Collacravatta: Se si fanno gli esempi le capisco meglio. Poi a me andare al mare mi piace, hai visto che abbronzatura? Mica come te che sembri una mozzarella.
– Senzacravatta: Ma se lo sanno tutti che ti fai le lampade e tu metti il fard.
– Collacravatta: E’ che ci tengo a fare bella figura. Agli elettori piace vedere le persone ben curate.
– Senzacravatta: Sara’, ma agli elettori piace pure vedere che sei un bestione, la gente vuole votare per i rinoceronti, non per le sciampiste.
– Collacravatta: Sei proprio un barbaro.
– Senzacravatta: E senno’ come ci diventavo ministro?
*
– Collacravatta: Ti dicevo dei ragazzini del Friggeiforfiuciu…
– Senzacravatta: I gretini si’, ah ah ah, zio Feltrone li chiama cosi’ e a me mi fa sempre ridere.
– Collacravatta: Pero’ hanno ragione che l’ambiente e’ importante.
– Senzacravatta: E chi dice di no?
– Collacravatta: Allora dobbiamo fare qualcosa.
– Senzacravatta: Come no? Mettiamo le telecamere nelle scuole, no? Cosi’ la finiscono di fare i movimenti e le porcherie nei cessi.
– Collacravatta: No, dicevo qualche cosa per l’ambiente.
– Senzacravatta: Che, ricominci? Eppure te l’ho spiegato cento volte e cento volte m’hai dato ragione: bisogna rilanciare l’economia, bisogna fare le grandi opere, cosi’ i padroni si arricchiscono, noi gli mettiamo una tassa bassa cosi’ la pagano e nel giro di qualche anno abbattiamo il deficit e ci danno il Nobel. Ci pensi? Ci danno il Nobel a noi.
– Collacravatta: Mi piacerebbe se ci danno il Nobel.
– Senzacravatta: Tu fai come ti dico io e vedrai… nel giro di un par d’anni Nobel assicurato.
– Collacravatta: Mi piacerebbe che mi dessero quello per la letteratura, pero’ bisognerebbe saper scrivere…
– Senzacravatta: Sei sempre incontentabile. Come quando dicevi di chiudere l’Ilva.
– Collacravatta: Ero proprio un fesso, per fortuna che poi me l’hai spiegato che non andava chiusa.
– Senzacravatta: E tu hai capito, tardi ma hai capito. E tutte quelle altre opere che volevate bloccare? Eh?
– Collacravatta: Che scemi che eravamo. Pero’ dopo tu ce lo hai spiegato quale era il bene superiore della razza ariana e ti abbiamo dato ragione.
– Senzacravatta: Meglio tardi che mai.
– Collacravatta: Pero’ mi piacerebbe fare contenti questi ragazzini del Friggei…
– Senzacravatta: Ah, pure io voglio farli contenti, che ti credi, lo dico da papa’.
– Collacravatta: E’ vero, tu sei papa’.
– Senzacravatta: Sicuro che sono papa’. E allora senti che facciamo: gli regaliamo a tutti il telefonino e la pleystescion e se sono promossi anche il motorino e la vacanza a Ibiza.
– Collacravatta: Mica male. Ma i soldi dove li troviamo?
– Senzacravatta: Come dove li troviamo? Siamo il governo, Facciamo qualche altro buffo, buffo piu’ buffo meno.
– Collacravatta: E’ vero, e’ vero. Potremmo regalargli anche la discoteca gratis, e la maglietta della nazionale.
– Senzacravatta: Questa e’ una bella idea, lo vedi che a forza di stare con me ti vengono pure a te le idee buone?
– Collacravatta: E’ proprio vero. Pero’, pero’…
– Senzacravatta: Pero’ che? Io quando sento qualcuno che dice pero’ m’innervosisco subito. Lo sai come dice il proverbio: credere, obbedire, combattere. E i proverbi, si sa, vengono prima del vangelo.
– Collacravatta: E’ che ‘sti ragazzini chiedono di fare qualche cosa per la natura…
– Senzacravatta: E noi gliela facciamo la natura come la vogliono loro, anzi pure meglio: tutta di plastica e acciaio inossidabile, che e’ piu’ igienica. Gli facciamo Disneyland gli facciamo.
– Collacravatta: Mi sa che non e’ quello che vogliono, loro vogliono la natura selvaggia.
– Senzacravatta: Per quello c’e’ la televisione.
– Collacravatta: Ma se poi restano scontenti?
– Senzacravatta: Allora ti rivelo il magico segreto.
– Collacravatta: Il magico segreto?
– Senzacravatta: Il magico segreto. Lo sai che io ci ho i magici segreti.
– Collacravatta: E quale e’ ‘sto segreto?
– Senzacravatta: Che di quello che vogliono ‘sti ragazzini noi ce ne freghiamo, e sai perche’?
– Collacravatta: No, perche’?
– Senzacravatta: Perche’ hanno meno di diciotto anni e non votano. A noi ci interessano quelli che votano, altro che i pischelli frigna-frigna.
– Collacravatta: Le sai tutte, tu. Andassero a quel paese i pischelli frigna-frigna che neppure votano.
– Senzacravatta: Tu viemmi dietro e vedrai: qui si fa la storia, qui si fa il Reich millenario.
– Collacravatta: Padroni a casa nostra e ruspe in azione, eh? E’ scritto nel contratto di governo.
– Senzacravatta: L’hai detto, amigo. (A parte: Che pazienza che ci vuole).

  1. ULTIMI APPELLI ELETTORALI DI SENZACRAVATTA E COLLACRAVATTA

– Senzacravatta: Affoghiamoli tutti, ‘sti morti de fame. Barbun! Terun!
– Collacravatta: E deportiamo i superstiti: e’ nel contratto di governo.

  1. SENZACRAVATTA E COLLACRAVATTA DIALOGANO ANCORA

– Senzacravatta: E pure questa e’ fatta, come disse quello che ammazzo’ la moglie.
– Collacravatta: Intanto pero’ il liscebusso l’ho buscato io.
– Senzacravatta: Ma che vuoi che sia? Per me non cambia niente. Amici come prima.
– Collacravatta: Amici, amici, dici bene tu, ma io ho dimezzato i voti.
– Senzacravatta: Ma li ho presi io, no?
– Collacravatta: E allora?
– Senzacravatta: E allora siamo alleati o no?
– Collacravatta: Si’.
– Senzacravatta: Appunto: e quello che e’ tuo e’ mio e quello che e’ mio e’ tuo.
– Collacravatta: Ah, non ci avevo pensato.
– Senzacravatta: Lo vedi? Tu segui i miei consigli e vedrai che ti troverai sempre bene.
– Collacravatta: Io li seguo i tuoi consigli, ma poi al mio partito mi dicono certe parole…
– Senzacravatta: Perche’ non sai quelle che ti dicono al mio. Ma io ti ho sempre trattato bene, no? Anche quando tu facevi un po’ lo scapestratello, no?
– Collacravatta: Ma me l’avevi detto tu che dovevamo fare finta di litigare.
– Senzacravatta: Infatti, infatti. E i risultati elettorali ci hanno dato ragione, no?
– Collacravatta: A te si’, a me mica sono tanto sicuro.
– Senzacravatta: Ma si’, invece. Ma adesso bando alle ciance che c’e’ un sacco di lavoro da fare. Per cominciare il “decreto sicurezza della razza bis”. E’ un’ideona chiamarlo “decreto sicurezza della razza bis”, no?
– Collacravatta: Perche’ e’ un’ideona?
– Senzacravatta: Perche’ bis e’ come quando il pubblico alla fine dello spettacolo chiede di continuare, no? Come dice il pubblico? Bravo, bene, bis.
– Collacravatta: La sai lunga tu.
– Senzacravatta: E allora: Nel “decreto sicurezza della razza bis” ci mettiamo pure la castrazione chimica per chi non e’ di razza ariana.
– Collacravatta: Ma la castrazione chimica non e’ nel contratto di governo.
– Senzacravatta: Uffa. Va bene: allora facciamo la castrazione meccanica, eh? Che ne dici?
– Collacravatta: Mi sa che nel contratto di governo non c’e’ neppure quella meccanica.
– Senzacravatta: Ma allora sei proprio incontentabile sei: capisco che dobbiamo fare finta di essere ambientalisti (come i “gretini” – quanto mi diverte ‘sta battuta dei gretini!) e la chimica puo’ non piacere, ma la castrazione meccanica non inquina.
– Collacravatta: Non inquina?
– Senzacravatta: No che non inquina.
– Collacravatta: Allora penso che puo’ andare bene.
– Senzacravatta: Certo che va bene, va benone. E poi mica la pratichiamo sugli ariani, ma solo sulle razze inferiori.
– Collacravatta: Ah, se e’ solo sulle razze inferiori…
– Senzacravatta: Lo vedi che quando ragioniamo poi mi dai ragione, lo vedi?
– Collacravatta: E’ vero.
*
– Senzacravatta: E poi nel “decreto sicurezza della razza bis” ci mettiamo pure di affondare le imbarcazioni che violano le acque territoriali, cosi’ facciamo contenta pure quella li’.
– Collacravatta: Quella li’ quale?
– Senzacravatta: Quella che vuole il blocco navale davanti alla Libia.
– Collacravatta: E perche’ dovremmo farla contenta?
– Senzacravatta: Perche’ quella e’ una buona idea, se li affondiamo li’ poi non abbiamo tutte quelle rogne coi giudici comunisti, con quell’eretico clandestino comunista in vaticano, coi giornaloni e i professoroni comunisti e antipatriottici.
– Collacravatta: Cosi’ non ci possono piu’ processare per sequestro di persona!
– Senzacravatta: Bravo, lo vedi che ci sei arrivato da te?
– Collacravatta: Ma non e’ omicidio se li affondiamo?
– Senzacravatta: No che non e’ omicidio, e’ difesa dei confini. Se poi quelli non sanno nuotare potevano evitare di andare in mezzo al mare, no? Ci arriverebbe anche un babbuino, ma quei baluba no.
– Collacravatta: Ma e’ legale?
– Senzacravatta: Legale? Ma al ginnasio non li leggevate i classici dove e’ scritto che e’ legge la volonta’ del piu’ forte?
– Collacravatta: Mica me lo ricordo.
– Senzacravatta: Perche’ eri sempre distratto, lo so io a che pensavi: al Napoli e alle bagasce, siete tutti cosi’ voi terroni.
– Collacravatta: E se poi dall’Europa ci dicono che non si puo’?
– Senzacravatta: E che ce ne frega a noi di quello che dice l’Europa? A casa nostra chi e’ il padrone?
– Collacravatta: Tu.
– Senzacravatta: Noi, devi dire noi.
– Collacravatta: Noi.
– Senzacravatta: Bravo. E poi gli altri governi europei che fanno meglio di noi? Niente.
– Collacravatta: Pero’ affogarli…
– Senzacravatta: Noi ci limitiamo ad affondare solo le navi, poi quei tarpani affogano da soli.
– Collacravatta: Quindi non li facciamo morire noi?
– Senzacravatta: No, muoiono da soli per imprudenza ed imperizia.
– Collacravatta: Allora si puo’ fare.
– Senzacravatta: Certo che si puo’ fare: del resto lo facciamo gia’, non te ne sei accorto? Quando naufragano da soli e noi non li soccorriamo ed impediamo ad altri di soccorrerli, che pensi che succede? Cibo per il pesce azzurro e sostegno alla filiera dell’industria alimentare.
– Collacravatta: E’ vero, i naufraghi che impediamo di soccorrere ce li leviamo gia’ di torno e nessuno fa storie.
– Senzacravatta: Hai detto bene: nessuno fa storie. Perche’ non gliene frega a nessuno.
– Collacravatta: E’ vero. Neppure i giudici comunisti dicono niente, neppure quei perdigiorno dell’opposizione di sua maesta’, neppure i giornaloni e i professoroni come dici sempre tu, nessuno dice niente.
– Senzacravatta: Nessuno dice niente perche’ lo sanno che abbiamo ragione noi: l’unico migrante buono e’ il migrante morto.
– Collacravatta: Questa mi pare di averla gia’ sentita. E allora avanti tutta con gli affondamenti. E’ solo un miglioramento di quello che facciamo gia’.
– Senzacravatta: L’hai capita, finalmente: e’ la semplice prosecuzione della “politica dei porti chiusi” con altri mezzi.
– Collacravatta: Pure questa mi pare di averla gia’ sentita. E se e’ solo la prosecuzione di quello che gia’ facciamo, e’ come se fosse nel contratto di governo.
– Senzacravatta: Sicuro che e’ nel contratto di governo. E cosi’ ci risparmiamo pure la fatica delle deportazioni che ti piacciono tanto ma costano un’iradiddio.
– Collacravatta: Pero’ tutti quelli di razza inferiore che gia’ stanno qui in Italia bisognera’ pure cacciarli, no?
– Senzacravatta: Certo, certo. Ma bisogna fare le cose adagino adagino perche’ chi va piano va sano e va lontano.
– Collacravatta: Adagino? Pensavo che bisognava darsi una mossa.
– Senzacravatta: Sicuro che bisogna darsi una mossa, ma bisogna pure essere realisti: per esempio nelle campagne la manodopera ci vuole, e mica vorrai ridurre in schiavitu’ gli ariani, no? Sarebbe un crimine disumano.
– Collacravatta: E’ vero.
– Senzacravatta: Invece questo branco di zio Tom sembrano fatti apposta. Per cui ce li teniamo finche’servono, poi quando sono troppo fiacchi via col vento!
– Collacravatta: Ecco, li teniamo come schiavi.
– Senzacravatta: Come schiavi.
– Collacravatta: Ma non era stata abolita la schiavitu’?
– Senzacravatta: Ma dove campi, sulla luna? Quando mai? Nessun paese civile ha mai abolito la schiavitu’.
– Collacravatta: Mi pareva.
– Senzacravatta: Ti pareva male: su che si reggeva l’economia dell’impero romano? Dico: l’impero romano, mica ceci. E il Reich millenario? E pure i comunisti fanno tante storie ma in Russia coi Gulag ci davano giu’ di brutto.
– Collacravatta: Non ci avevo pensato, non ci avevo proprio pensato.
– Senzacravatta: E’ questo il bello del razzismo: che puoi fare tutto quello che ti pare.
– Collacravatta: E fai la bella vita.
– Senzacravatta: La bella vita, si’: come la facciamo noi, che eravamo due fischiotti senz’arte ne’ parte e adesso governiamo il paese: e mica lo Zimbabwe o il Liechtenstein, l’Italia, l’Italia governiamo.
– Collacravatta: Che fortuna.
– Senzacravatta: Hai detto bene. Tu continua a seguirmi e vedrai che pacchia.
– Collacravatta: Ma non avevi detto che la pacchia era finita?
– Senzacravatta: Per le razze inferiori, per le razze inferiori e’ finita, ma per noi maschi bianchi ariani mariani la pacchia non finisce mai.
– Collacravatta: Evviva la pacchia.
– Senzacravatta: E adesso di corsa al Gran consiglio, pardon: al Consiglio dei ministri.
– Collacravatta: Giddap.
– Senzacravatta: Adelante, Pedro. (A parte: Ditemi voi che partito dev’essere il partito che questo fa il capoccia; buon per me, dico io).

  1. SENZACRAVATTA E COLLACRAVATTA S’INCONTRANO IN TRAM (SENZA DIGESTIVO)

– Senzacravatta: E che ci fai qui?
– Collacravatta: Oh bella, sto sul tram.
– Senzacravatta: Ma se giri sempre con l’auto blu.
– Collacravatta: E tu con l’aereo di stato.
– Senzacravatta: Infatti io non prendo il tram, ci salgo solo per farmici qualche selfie, al popolaccio gli piace.
– Collacravatta: E io ci faccio una diretta facebook se proprio vuoi saperlo, perche’ al popolaccio gli piaccio anch’io, che sono pure parecchio piu’ elegante.
– Senzacravatta: E’ come quando si dice che uno si attacca al tram, no?
– Collacravatta: C’e’ da ridere?
– Senzacravatta: Mi sembra di percepire una certa acredine.
– Collacravatta: E che vuol dire acredine?
– Senzacravatta: E’ quando uno e’ cornuto e mazziato e finalmente se ne accorge.
– Collacravatta: E sarei io?
– Senzacravatta: Ma scherzi? Parlavo dell’atmosfera. Noi siamo amici, io poi sono amico di tutti.
– Collacravatta: Bell’amico che sei.
– Senzacravatta: Perche’, che c’e’ che non va?
– Collacravatta: E me lo chiedi pure? Con tutti i voti che mi hai soffiato domenica.
– Senzacravatta: Se proprio ci tenevi, te li dovevi tener da conto.
– Collacravatta: E come si fa?
– Senzacravatta: Un giorno te lo spiego, mica posso spiegarti tutto in una volta sola.
– Collacravatta: Intanto ci ho preso una bella fregatura.
– Collacravatta: Nessuna fregatura, e’ che il popolo ariano e mariano sa riconoscere il suo leader. E il leader e’ rassicurante e magnanimo. Come il duce.
– Collacravatta: Perche’, invece io sarei isterico e meschino?
– Senzacravatta: Be’, con tutto il baccano che hai fatto le scorse settimane per cercare di rubacchiarmi quattro voti.
– Collacravatta: No, questo non posso proprio accettarlo: sei tu che da un anno in qua mi stai sgraffignando voti a piu’ non posso, quasi quasi mi pento di aver fatto il governo insieme.
– Senzacravatta: Non dire stupidaggini, se non si faceva il governo insieme finiva che si votava di nuovo e tu gia’ eri a spasso.
– Collacravatta: Ah, la metti cosi’.
– Senzacravatta: Certo che la metto cosi’, non fare lo smorfioso con me che tanto non attacca.
– Collacravatta: Se vuoi far cadere il governo dillo subito.
– Senzacravatta: Io? Dillo tu se vuoi far cadere il governo.
– Collacravatta: Io non voglio far cadere un bel niente, stiamo facendo un bel lavoro, no?
– Senzacravatta: L’hai detto, giovane, l’hai detto. Quindi lasciami lavorare e piantala di punzecchiare che dagli oggi e dagli domani hai visto poi che succede…
– Collacravatta: Che, mi minacci?
– Senzacravatta: Io? Io voglio bene a tutti. Figurarsi.
– Collacravatta: Figurarsi, come no. Ma se vuoi far cadere il governo…
– Senzacravatta: Io? Io no, tu piuttosto…
– Collacravatta: Ah, io no di sicuro, finche’ c’e’ un contratto di governo…
– Senzacravatta: E allora e’ tutto a posto e andiamo avanti. Avanti cosi’, col vento in poppa.
– Collacravatta: Col vento in poppa per te.
– Senzacravatta: Per noi, per noi.
– Collacravatta: Sara’, ma intanto io ho perso le elezioni, bella figura m’hai fatto fare.
– Senzacravatta: Ma che vuol dire, l’importante e’ come va la coalizione, e la coalizione va bene, no? E poi, e poi…
– Collacravatta: E poi che?
– Senzacravatta: Ma proprio devo suggerirtele sempre tutte io le risposte? E poi c’e’ il contratto di governo!
– Collacravatta: Ah gia’, c’e’ il contratto di governo.
*
– Senzacravatta: E per dimostrarti quanto ti voglio bene oggi t’insegno un altro paio di trucchetti.
– Collacravatta: Hai visto come ho imparato bene quelli che m’hai insegnato l’altra volta?
– Senzacravatta: Bravo, bravo.
– Collacravatta: Me li sono scritti sullo smartphone. Primo: di’ sempre il contrario di quello che fai; secondo: a chi ti critica digli che vada in quel posto.
– Senzacravatta: Continua ad applicarti e vedrai che diventi un politico coi fiocchi.
– Collacravatta: Perche’ coi fiocchi?
– Senzacravatta: E’ un modo di dire. Per dire uno bravo.
– Collacravatta: Ah, con te non si capisce mai.
– Senzacravatta: Non si capisce mai che?
– Collacravatta: Non si capisce mai quando fai un complimento e quando invece offendi.
– Senzacravatta: Ullalla’, che parole grosse. Ma bando alle ciance, veniamo a noi. Adesso ti do’ un’altra lezione.
– Collacravatta: Sono tutt’orecchi.
– Senzacravatta: Allora, la regola e’: piu’ la spari grossa e piu’ gli abbocconi ci credono.
– Collacravatta: E che c’entra?
– Senzacravatta: C’entra, c’entra. Come pensi che si prendono i voti, governando bene? Andiamo, non siamo mica all’asilo infantile. E poi ti pare che noi due… via, non mi far dire uno sproposito.
– Collacravatta: E come si prendono allora i voti?
– Senzacravatta: Vince chi le spara piu’ grosse.
– Collacravatta: Per esempio?
– Senzacravatta: Per esempio hai presente quando dico che piu’ naufraghi facciamo affogare nel Mediterraneo e piu’ vite salviamo?
– Collacravatta: Come no, lo dici sempre.
– Senzacravatta: E non ti pare che c’e’ qualche cosa di strano?
– Collacravatta: No, che c’e’ di strano?
– Senzacravatta: Come volevasi dimostrare. Piu’ le spari grosse e piu’ ti ci credono.
– Collacravatta: Mi sa che non l’ho capita…
– Senzacravatta: Ma si’ che l’hai capita, e’ come quando ti ho detto di dire il contrario di quello che fai.
– Collacravatta: Ah, e’ la stessa cosa?
– Senzacravatta: Piu’ o meno.
– Collacravatta: Allora non e’ vero che stiamo salvando vite umane chiudendo i porti?
– Senzacravatta: Ah, che pazienza che ci vuole: si’ che e’ vero, salviamo un sacco di vite umane, piu’ naufraghi muoiono e piu’ ne salviamo.
– Collacravatta: Eh, dicevo io…
– Senzacravatta: Contento adesso?
– Collacravatta: Si’, si’, pero’ dobbiamo pure fare le deportazioni, eh, e’ nel contratto di governo.
– Senzacravatta: D’accordo, faremo pure quelle, per farti contento…
– Collacravatta: Non e’ che mi fai contento, e’ nel contratto di governo, bisogna salvare l’Italia dall’invasione delle razze inferiori.
– Senzacravatta: Vedo che hai studiato, bravo, bravo.
– Collacravatta: L’ho letto quel libro che m’hai dato.
– Senzacravatta: Si vede, si vede.
– Collacravatta: Pensavo pure che quasi quasi smetto di mettere ‘sto completino giacca e cravatta e mi faccio una divisa militare, tu che dici? Casomai dovessimo invadere la Polonia.
– Senzacravatta: Un abito confacente al portamento marziale proprio di chi e’ in vetta alla gerarchia di una razza superiore e’ una buona idea, io quando capita l’occasione arraffo sempre giubbotti e uniformi di polizia e carabinieri, mi donano anche se siccome sono un po’ robusto mi fanno un po’ troppo bombato.
– Collacravatta: E’ che non ti curi il personale, ma il personale conta. Un giorno t’insegno a truccarti. Ci ho tutto il necessaire.
*
– Senzacravatta: E adesso senti quest’altra perla di saggezza: devi fare il magnifico coi soldi degli altri.
– Collacravatta: Coi soldi degli altri?
– Senzacravatta: Coi soldi degli altri.
– Collacravatta: Quindi bisogna prenderli ai ricchi?
– Senzacravatta: Ma allora non capisci proprio niente: i ricchi non sganciano uno sghei neanche se gli dai fuoco alla casa: ai poveri li devi prendere, che quelli sono cosi’ fessi che piu’ li derubi e piu’ sono contenti.
– Collacravatta: Ma se non ci hanno un occhio per piangere.
– Senzacravatta: Infatti tu mica glieli levi mettendogli le mani in saccoccia che ci trovi solo il moccio dei fazzoletti; tu glieli levi con le tasse e le imposte.
– Collacravatta: E come?
– Senzacravatta: Fai pagare di meno ai ricchi (cosi’ poi ti fanno la mancetta, no?), e fai pagare di piu’ ai pezzenti. E’ la flattazza.
– Collacravatta: La flattazza?
– Senzacravatta: La flattazza, e’ nel contratto di governo.
– Collacravatta: Ah, la flattazza. Nel contratto di governo.
– Senzacravatta: Proprio.
– Collacravatta: Ma pensa un po’, che forza. La sai lunga tu e a starti a sentire s’impara sempre qualche cosa. Grazie, grazie.
– Senzacravatta: Di niente, di niente. Quando ci si vuole bene e si e’ di razza ariana… (A parte: Che spassetto, ragazzi miei, e’ la fine del mondo).

  1. CORTA BALLATA DEL DECRETO SICUREZZA DELLA RAZZA
  2. Senzacravatta dixit

Dai tempi dei tempi l’umanita’
in cittadini e clandestini si divide
chi e’ cittadino la legge lo protegge
chi e’ clandestino la legge lo punisce
il cittadino che non ama il suo governo
diventa issofatto clandestino
chi ha una casa usi il chiavistello
e per il clandestino il manganello.

  1. Collacravatta dixit

Del popolo noi siamo gli avvocati
ma il popolo in due specie si divide
quello che vota e quello senza voto
quello che vota merita le coccole
e quello senza voto le mazzate
la razza superiore ha i suoi diritti
ogni razza inferiore ha i suoi doveri
schiava dev’esser oggi come ieri.

III. In coro

Dal fondo del mare ci guardano ci guardano
le vittime affogate
che volevano essere salvate
e divennero di pesci lauto pasto.
Cosi’ s’imparano a non fare un masterplan.

Dall’alto dei cieli ci guardano ci guardano
le vittime bruciate
nei roghi nei ghetti nelle spianate
che divennero fumo che il vento disperde.
Cosi’ lo sanno che per noi sono [la parola di Cambronne].

Dai lager libici ci guardano ci guardano
le vittime torturate
volevano una vita migliore – pensate! –
e presto passeranno a miglior vita.
Piu’ loro crepano e piu’ noi vinciamo la partita.

  1. ALCUNE NUOVE PERLE DI SAGGEZZA DI COLLACRAVATTA E SENZACRAVATTA

Collacravatta dice che il governo
non e’ razzista sono le razze inferiori
che non sanno stare al posto loro
e morire con dignita’ in qualche posto lontano
senza dare fastidio a chi lavora
e vuol guardare in pace la televisione

Senzacravatta dice che non e’ il governo
e’ il nostro popolo che sa che e’ giunta l’ora
di proclamarsi francamente razzisti
e quello che vuole il popolo anche dio lo vuole
c’e’ una provvidenza nel mondo e chi di fame muore
bisogna se ne faccia una ragione

  1. UN’ALTRA BELLA CHIACCHIERATA DI SENZACRAVATTA E COLLACRAVATTA

– Collacravatta: E mo’ che i baiocchi li abbiamo finiti, che si fa?
– Senzacravatta: Si fa finta di niente e si firmano cambiali.
– Collacravatta: Cambiali? E chi ce le accetta?
– Senzacravatta: Mica le chiamiamo cambiali, sventatello. Le chiamiamo con un altro nome. Che te ne pare di minibot?
– Collacravatta: Minibot? E che significa?
– Senzacravatta: Non significa niente, alla gente gli piacciono i nomi che non significano niente, pensa all’Ovra: quello si’ che era un colpo di genio.
– Collacravatta: L’Ovra? E che era?
– Senzacravatta: Niente, niente, una cosetta che ci sto pensando da un po’ di tempo. Mi sa che la metto nel “decreto sicurezza della razza bis”.
*
– Collacravatta: Ma la gente rumoreggia. Qui bisogna fare qualche cosa per distrarre il popolo. Ci vorrebbe qualche deportazione. Che e’ pure nel contratto di governo.
– Senzacravatta: Ma te l’ho gia’ spiegato che le deportazioni sono costose, sarebbe meglio provvedere qui, se capisci cosa voglio dire.
– Collacravatta: Mica tanto.
– Senzacravatta: E figurarsi.
– Collacravatta: No, no, adesso me lo spieghi. Se me lo spieghi capisco.
– Senzacravatta: Ma non posso mica passare tutto il tempo a spiegarti le cose a te, che poi gli amici tuoi dicono che al ministero non ci sto mai.
– Collacravatta: Va bene, mi spieghi questa e poi non ti chiedo piu’ niente. Parola.
– Senzacravatta: Parola, parola. Ma quali parole, qui bisogna passare ai fatti, alle vie di fatto.
– Collacravatta: Cioe’?
– Senzacravatta: Cioe’, cioe’, bisogna liberare lo spazio vitale dalle razze inferiori, no?
– Collacravatta: Si’, si’, ma come?
– Senzacravatta: Come, come… li possiamo deportare nel governatorato a est?
– Collacravatta: Non lo sapevo che avevamo ‘sto governatorato.
– Senzacravatta: Infatti non ce l’abbiamo, era una domanda retorica.
– Collacravatta: Ah, ecco.
– Senzacravatta: Siccome non ce l’abbiamo il governatorato la soluzione finale la dobbiamo fare qui.
– Collacravatta: E come si fa la soluzione finale?
– Senzacravatta: Come insegna la storia.
– Collacravatta: La storia maestra di vita, eh? Come diceva quello.
– Senzacravatta: Proprio. Come diceva quello. Che poi non e’ che diceva e basta. Diceva e faceva.
– Collacravatta: Non lo so se parliamo della stessa persona.
– Senzacravatta: Altroche’.
– Collacravatta: E allora?
– Senzacravatta: E allora che? Che si fa quando la gatta figlia?
– Collacravatta: Si affogano i gattini.
– Senzacravatta: Lo vedi che se ti applichi le cose le capisci…
– Collacravatta: E dove li affoghiamo?
– Senzacravatta: Li lasciamo affogare da soli.
– Collacravatta: Ah, ecco. Ma dove?
– Senzacravatta: La’ in mezzo al mar. Come dice la canzone.
– Collacravatta: La’ in mezzo al mar ci son camin che fumano. Quella di canzone?
– Senzacravatta: Proprio quella, bravo.
– Collacravatta: E quelli che sono gia’ arrivati a riva?
– Senzacravatta: I camin che fumano si possono fare pure sulla terraferma, no?
– Collacravatta: Ma mica possiamo…
– Senzacravatta: Si’ che possiamo. Con quel bel decreto li abbiamo buttati fuori dai centri abitati dove non possono piu’ iscriversi all’anagrafe e prender casa. E allora dove vanno?
– Collacravatta: Nelle baraccopoli in campagna.
– Senzacravatta: Bravo. E che succede la notte nelle baraccopoli?
– Collacravatta: Non lo so, che succede?
– Senzacravatta: Succede che qualcuno distrattamente lascia un mozzicone acceso su una tanica di benzina che si era portato cosi’ per fare sport e per irrigare qua e la’ le baracche…
– Collacravatta: E scoppia un incendio!
– Senzacravatta: Autocombustione. Se certa gente vive in quei ghetti miserabili, a darli alle fiamme gli si fa un favore.
– Collacravatta: E’ come con gli autodafe’.
– Senzacravatta: Corbezzoli, ma allora hai studiato. Bravo, bravo. E che viene fuori?
– Collacravatta: Camin che fumano?
– Senzacravatta: Camin che fumano. Mi piace quando andiamo d’accordo. Governeremo insieme mill’anni noi due. (A parte: E pensare che c’e’ gente che gli ha pure dato il voto a questo qui. Povera Italia, aveva proprio ragione il duce).

  1. UNA CONFERENZA STAMPA DEL MINISTRO PLENIPOTENZIARIO

Calma, calma, che rispondo a tutti.
Tu hai detto che vuoi salvare i naufraghi?
E io ti fo la contravvenzione, ti levo la barca e pure i pedalini.
Tu hai detto che in Libia ci sono i lager?
E io ti ci mando in vacanza.
Tu hai detto che il “decreto sicurezza della razza” e’ incostituzionale?
E io ti rispondo come l’immortale poeta: “Me ne frego”.
Tu hai detto che il governo fa una politica razzista?
E io ci vinco le elezioni.
Tu hai detto che violiamo le leggi e i diritti umani?
Se se ne e’ accorto pure un babbeo come te, pensi che noi del governo della razza superiore non lo sappiamo? Sveglia, ragazzi.
Tu hai detto che cosi’ torna il fascismo?
Sapessi da quant’e’ che aspettiamo.
C’e qualche altro sarchiapone che vuole essere messo a posto?
Bene, basta cosi’, grazie a tutti. E adesso: c’e’ qualcuno che vuole farsi un selfie prima di andare in gattabuia o al confino?

  1. IL GOVERNO HA LE IDEE CHIARE (DUE AFORISMI DI SENZACRAVATTA E COLLACRAVATTA)

– Senzacravatta: I naufraghi, il loro posto e’ il lager.
– Collacravatta: E quegli straccioni che sono gia’ arrivati qui, deportarli tutti subito.

  1. L’ASSASSINO ERA IL MAGGIORDOMO

Trascinati a riva dal gioco delle correnti, affiorarono a poche bracciate dalla spiaggia prima uno, poi due, poi dieci, cento, mille cadaveri di naufraghi annegati.
Il ministro plenipotenziario invio’ una task-force a investigare.
Al telegiornale della sera il ministro plenipotenziario annuncio’ che l’assassino era il maggiordomo.

  1. E CHI TACE ACCONSENTE

Senzacravatta pretende
che non siano soccorsi i naufraghi
ma lasciati annegare
nel mare colore del vino nel mare colore del sangue.

Senzacravatta pretende
che i superstiti dei lager libici
siano nuovamente reclusi nei lager libici
finche’ morte non sopraggiunga.

Senzacravatta pretende
che tutti ci si adegui al regime
delle persecuzioni razziste
della segregazione e della schiavitu’.

Senzacravatta pretende
che l’omissione di soccorso sia una virtu’
che l’apartheid sia legge dello stato
e che salvare le vite sia un crimine.

Senzacravatta pretende
di imporre un brutale regime razzista
di ripetere le gesta del testadimorto in bombetta
e del folle imbianchino.

E chi tace acconsente.

 

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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