Prato, scioperano contro lo sfruttamento ma…

… vengono massacrati di botte

di Davide Falcioni

Alcuni operai della Gruccia Creations di Prato, azienda a conduzione cinese specializzata nella fabbricazione di grucce per vestiti nel cuore del comparto del tessile più importante d’Italia, sono stati picchiati e sono finiti in ospedale: da tempo denunciano condizioni di vero e proprio sfruttamento in fabbrica.

Tensione alle stelle questa mattina alla Gruccia Creations di Prato, azienda a conduzione cinese specializzata nella fabbricazione di grucce per vestiti nel cuore del comparto del tessile più importante d’Italia. Come rivela la pagina Facebook Firenze Dal Basso alcuni lavoratori sono stati picchiati e una decina di loro hanno dovuto ricorrere alle cure del Pronto Soccorso: “Dodici ore di lavoro a nero senza riposo. Padroni che tirano pietre e spazzatura sui lavoratori durante gli scioperi. Fino ad arrivare all’aggressione squadrista di oggi: dopo che il padrone aveva garantito un accordo per la regolarizzazione, non si è presentato al tavolo per la firma e lo sciopero è ricominciato. I lavoratori sono stati aggrediti da una squadraccia padronale sotto gli occhi della polizia presente sul posto. Pugni e calci in faccia e nelle costole, una decina di lavoratori all’ospedale”.

Da settimane gli operai della Grucce Creations sono, come centinaia di altri delle fabbriche tessili della città toscana, in forte stato di agitazione denunciando condizioni di lavoro irregolare e anche seri problemi di sicurezza negli stabilimenti. “Abbiamo contratti di 4 ore – raccontavano alcuni di loro settimane fa – ma in realtà ne lavoriamo 12, siamo trattati come animali, senza che ci vengano riconosciute ferie e malattia. Vogliamo contratti regolari e il rispetto dei nostri diritti”. In molti hanno riferito quali sono le condizioni di lavoro. “Nell’azienda di grucce, per esempio, non abbiamo protezioni né per gli occhi né per le mani: se uno si ammala i soldi vengono ritirati dalla busta paga”.

Accanto alla lotta degli operai si è schierato in particolare il sindacato Si Cobas con i responsabili territoriali Luca Toscano e Sarah Caudiero che però non potranno mettere più piede a Prato nei prossimi tre anni se non per svolgere attività sindacale e solo dopo averlo comunicato alla questura. A deciderlo il questore Alessio Cesareo che ha firmato a maggio il foglio di via obbligatorio dopo aver esaminato le notizie della sezione Anticrimine sulla pericolosità dei due sindacalisti. “Un paradosso vergognoso e inaccettabile – ha commentato Toscano – mentre da tutte le parti ci si riempie la bocca dell’emergenza sfruttamento nelle aziende tessili a conduzione cinese, la questura decide di allontanare dalla città due persone che si impegnano al fianco dei lavoratori per provare a riportare il rispetto delle leggi in materia di lavoro e i diritti nelle fabbriche pratesi”.

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