Può ancora l’Europa (se vuole) convincere gli inglesi a non scegliere la Brexit?

di Francesco Masala

Una strategia che non è stata ancora esplorata è la seguente:

dal momento in cui la Gran Bretagna scegliesse l’uscita dall’Europa, automaticamente, la lingua inglese diventerebbe una lingua non comunitaria.

Le lingue comunitarie, quelle che si potranno scegliere di studiare a scuola, in tutte le scuole della UE, saranno quelle dei paesi più popolosi, il tedesco, il francese, l’italiano e lo spagnolo, una quinta opzione sarebbe il polacco.

La GB è il paese europeo nel quale lo studio della lingua e il turismo “linguistico” incide di più, di gran lunga,  sul Pil nazionale.

L’Europa metta sul piatto la minaccia della esclusione dell’inglese dalle lingue comunitarie e vedremo l’effetto che fa su Boris Johnson, quello dell’aringa nel sacchetto (vedi qui), e sull’esercito dei suoi seguaci per la Brexit.

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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