Tremare, tramare, Polchi e invasioni

di Dibbì (*)

Oooooh. Da qualche giorno l’Italia ha il cuore in gola per colpa (ma che dico? È un merito) della inchiesta di Vladimiro Polchi pubblicata, con bella evidenza da «Repubblica»; se per caso non sapete di cosa si parla su Il pericolo dei fruttivendoli egiziani, qui in blog, tutti o quasi i particolari.

Forse non sarà corretto da parte mia (ooooooooddio, il diritto d’autore) ma posso anticipare la prossima inchiesta di Polchi.

Eccola in estrema sintesi.

Misteriose agenzie immobiliari stanno comprando – a prezzi irresistibili – case, aziende, negozi, garages, terreni su tutto il pianeta, ovunque la proprietà privata sia un diritto. Polchi si chiede se questo sia un modo per compiere un’invasione “legale”: lì per lì pensa agli islamici e/o islamisti e/o Fratelli Musulmani (è logico) ma poi capisce che stavolta sono innocenti. Indaga e, con grande fatica e qualche rischio, scopre che… gli acquirenti sono extraterrestri; si fingono umani ma nella loro forma originale sono grandi come palle da bowling. Su di loro Polchi non sa dirci altro: società, provenienza e costumi rimangono ignoti, è un evidente gap culturale (chiedo io: di Polchi o delle palle?). Oltretutto gli invasori sono imbroglioni: potendo assumere qualsiasi forma si mutano in euro e dollari che poi puf, svaniscono. Se non è un crimine questo… Gli invasori “stile bowling” lavorano in fretta per evitare che gli umani sospettino qualcosa. Ma – questo lo aggiungo io – hanno fatto i conti senza Polchi il quale, indaga-indaga, incontra un altro alieno, con le sembianze di un cane e in grado di comunicare in una forma telepatica: non è della stessa razza delle “palle da bowling” e anzi sta cercando di avvertire l’umanità del pericolo. Polchi all’inizio non è creduto neppure dal suo direttore – e qui mi permetto di aggiungere «sic transit gloria mundi» – ma trasformandosi da provetto giornalista in eccelso detective scopre il punto debole delle “palle da bowling” e, con l’aiuto di un vecchio allevatore, riesce a renderli incapaci di ragionare e a farli uscire allo scoperto. A fermare gli alieni infatti è la loro irresistibile attrazione per l’odore delle secrezioni della puzzola: così nel prossimo «Venerdì di Repubblica» (hanno collaborato gli efficienti servizi segreti della nostra repubblica, intendo l’altra “rep” quella che non è un quotidiano) troverete allegata una puzzola. Portatela in un’agenzia immobiliare e vedrete cosa accade. Il pianeta è salvo.

Questa, a grosse linee, la prossima inchiesta di Polchi che risolve in un colpo solo la minaccia di una nuova invasione e il rischio che il denaro svanisca. Purtroppo le puzzole non funzionano contro i fruttivendoli egiziani ma Vladimiro Polchi ci rassicura: i già citati efficienti servizi segreti italici (sapete? quelli di piazza Fontana, del rapimento di Abu Omar eccetera) stanno approntando un piano.

Naturalmente ho scherzato. La trama che ho qui riassunto è quella di un agile romanzo (del 1962) di Clifford Simak intitolato «Camminavano come noi» (titolo originale molto simile «They Walked Like Men»): protagonista è Parker, giornalista di una tranquilla cittadina, nulla di paragonabile al Polchi super-star. Ma – è cosa risaputa – la realtà (i fruttivendoli egiziani) è spesso ben più terribile della fantasia (le palle… di bowling).

(*) Dibbì è lo pseudonimo con il quale mi sono firmato per anni, in particolare sul quotidiano «il manifesto»; soprattutto sono stato metà della coppia Erremme (era Riccardo Mancini) Dibbì (Daniele Barbieri, cioè io). Ed è appunto a lui, a Riccardo, che questo fanta-post è dedicato: amava la fantascienza e il bowling ma, essendo fra l’altro un bravo giornalista, detestava le «palle» nel senso di bufale. (db)

Redazione
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3 commenti

  • E il complotto dei vu cumprà da spiaggia dove lo metti? alleanza negri-islam che vuol mettere in ginocchio l’Italia disturbando i sonnellini e i giochi da spiaggia dei bagnanti? E quello delle badanti, che pensano di impadronirsi del Paese dall’interno delle case, nelle quali, quinte colonne al servizio di non si sa chi (complotto nel complotto) si insinuano con il pretesto della cura dei malati e degli anziani (disgustoso, perifido ricatto)?
    Fidati, non è uno scherzo, questo, ma le prossime mosse di VP. O chi per lui.
    Ce ne sono tanti di cacciatori di palle nel nostro paese!

  • La storia assume i contorni di una commedia dell’assurdo. Lo stesso Vladimiro Polchi è stato recentemente invitato da Babel TV a spiegare i “falsi miti sull’immigrazione”. Beh, han proprio scelto la persona giusta: dal produttore (il giornalista), al consumatore (lo spettatore a casa). Vedere per credere:

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