In scena

1 – «ANCORA PRIGIONIERI DELLA GUERRA»

2- «PRIMA CHE IL TEMPO FINISCA»

 

 

ANCORA PRIGIONIERI DELLA GUERRA

Scalarini-Scheletri

         Una lettura a due voci di Daniele Barbieri e Francesca Negretti

         Immagini e suoni montati dal centro sociale «Brigata 36» di Imola

Quante bugie ci dicono – ancora 100 anni dopo – sul macello che fu chiamato «prima guerra mondiale». E quante verità scompaiono nelle commemorazioni di comodo: dai massacri alle rivolte, dai pescecani che si arricchivano alle “tregue spontanee”, dalle pratiche di “decimazione” agli stupri di massa.

Un esercizio di memoria contro il militarismo e i nazionalismi che – come avvoltoi – si riaffacciano ai giorni nostri.

NOTA TECNICA

  La lettura dura circa 50 minuti (65 minuti con gli inserti cinematografici e vocali; in questo caso occorre che in regia qualcuna/o abbia un computer).

     Daniele Barbieri e Francesca Negretti (o Agata Marchi, se Francesca non può assentarsi dal lavoro) sono disponibili a muoversi da Imola per le spese di viaggio e l’eventuale b&b – ove occorra dormire – più un gettone da concordare.

INFO: pkdick@fastmail.it, 0542 29945

 

SalvadorDalì-tempo

 

«PRIMA CHE IL TEMPO FINISCA»

lettura scenica di Daniele Barbieri per ricordare Riccardo Mancini.

«Prima che il tempo finisca» capiremo se aveva ragione Albert Einstein a scrivere «le persone che credono nella fisica sanno che la distinzione fra passato, presente e futuro non è che una cocciuta illusione».

«Prima che il tempo finisca» è una lettura a due voci, scritta da Daniele Barbieri e letta – di solito con Agata Marchi – con l’aiuto di insoliti orologi messi in scena dal centro sociale Brigata 36 di Imola.

Un rubinetto gocciola e scandisce un tempo sincopato, perfetto. Partiamo da lì vagabondando fra scienza, fantascienza, lavoro e incontrando musica sempre più veloce, Karl Marx, Margherita Hack, la fantascienza – Philip Dick, Fredric Brown, Isaac Asimov, James Ballard – il fisico Carlo Rovelli, Julio Cortazar… L’homo quasi sapiens possiede davvero il concetto di tempo? E l’homo forse ultra-sapiens potrà e vorrà viaggiare nel tempo?

NOTA TECNICA

La lettura dura circa 60 minuti con gli inserti cinematografici e vocali.

Del testo esistono due versioni, un po’ diverse: una più scientifica e un’altra, più legata al “tempo di lavoro” e dunque alla politica. E’ un testo pensato per due voci ma in caso di necessità si può trasformare in monologo.

Per informazioni: 0542 29945, pkdick@fastmail.it

Un commento

  • E pensare che ognuno di noi sa bene, perché lo sa in se stesso, senza bisogno della fisica, che la distinzione tra passato presente e futuro, è solo una cocciuta illusione.

    “Prima che il tempo finisca” vorrei esserci anch’io

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