La povertà che incrina il capitalismo negli Usa

di Gianluca Cicinelli

La neo insediata amministrazione Biden dovrà combattere la povertà dilagante negli Usa sulle macerie lasciate da Trump in materia di politiche sociali. E’ interessante dal punto di osservazione italiano capire come nella patria del capitalismo e del disprezzo sociale verso chi non ha soldi l’ala “progressista” della politica a stelle strisce intende affrontare l’emergenza acuita dalla pandemia. Nel viaggio su come affrontare la lotta alla povertà bisogna estendere i confini dell’informazione al resto del mondo, obiettivo auto censurato da parte del “mainstream” italiano. Parliamo allora del People’s Policy Project, un “think thank” statunitense, un ente non governativo di ricerca e sostegno, che si occupa di equità sociale, economica e politica, fondato nel 2017 da Matt Bruenig, avvocato esperto di redistribuzione del reddito, spesso etichettato come corrente socialista in casa del Partito Democratica.

Dalle colonne del New York Times Bruenig si occupa dei circa due trilioni di dollari (duemila miliardi) destinati da Biden all’emergenza Covid nonostante la forte ostilità dei repubblicani. Va specificato che fin qua i soldi degli aiuti pubblici sono stati destinati a un sistema di crediti d’imposta, cioè una modalità che permette di pagare meno tasse e non a un finanziamento come immissione di soldi liquidi nelle tasche dei poveri. In sostanza riguardano soltanto chi ha un lavoro, penalizzando proprio i più bisognosi. Il People’s Policy Project chiede un’inversione di tendenza in favore dei disoccupati e chiede a Biden il coraggio di operare in questo senso, perchè paradossalmente l’attuale sistema include famiglie a basso reddito escludendo quelle ancora più povere. Se Biden non cambia la modalità degli aiuti, spiega Bruenig, le famiglie totalmente prive di entrate riceverebbero 3000 dollari in benefici di credito d’imposta mentre quelle che guadagnano di più riceverebbero 6.618 dollari.

Il discorso è un po’ più complesso di così e riguarda un sistema economico basato fin da metà anni ’70 sull’Earned Income Tax Credit, Eitc, una forma di sussidio che esclude volutamente dal beneficio le minoranze a partire dalle persone di colore, secondo la denuncia del People’s Policy Project. In cifre: il 15% dei bambini neri è troppo povero per ricevere qualcosa dal programma così come avviene per il 10% dei bambini ispano-americani, mentre i bambini bianchi esclusi sono 5%. L’Eitc quindi discrimina le persone già penalizzate dal razzismo nel mercato del lavoro e il credito d’imposta destinato agli occupati favorisce ulteriormente questa discriminazione istituzionale. L’unico modo per porre fine a questa ingiustizia, propongono i ricercatori a Biden, è di eliminare del i programmi di credito d’imposta a favore di un programma universale di sussidio con una somma mensile fissa a tutte le famiglie. Ciò che in Paese economicamente più arretrato degli Usa come il nostro sembra scontato non lo è affatto nella patria del liberismo sfrenato.

Le cifre che porta Bruenig a sostegno della sua tesi su come sia sfacciatamente razzista e discriminatorio l’attuale sistema di aiuti parlano chiaro: la procedura per accedere al sostegno tramite crediti d’imposta prevista dall’Eict è talmente complicata che il 22% degli aventi diritto non riceve quella forma di sussidio. Un argomento in più in favore degli aiuti diretti separati dal sistema fiscale, che oltretutto restituirebbero ai bisognosi dal 13 al 20% del totale ricevuto, ovvero i soldi che attualmente i richiedenti sono costretti a dare alle società che compilano per loro i documenti.

Il motivo principale per cui questo dibattito statunitense va evidenziato oltre oceano riguarda la natura stessa del sistema liberista che è costretto per la prima volta da decenni a rifondare se stesso. Un intero modello economico basato su esclusione sociale, razzismo e indifferenza verso i poveri ha fallito proprio in rapporto alla penalizzazione causata all’economia generale del Paese. Il capitalismo come unico sistema possibile, come viene definito dai suoi estimatori, sta scricchiolando sotto i colpi della pandemia da Covid. E’ troppo presto per individuare un suo superamento, ma gli assestamenti che provengono dagli Usa da sempre costituiscono il banco di prova per quanto avverrà successivamente in Europa e nel mondo e vanno tenuti d’occhio per essere pronti a cogliere l’occasione che presentano per costruire una società economicamente più equa ed egalitaria dal punto di vista dei diritti.

ciuoti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.