1886-2017: memo per gli statunitensi (e gli “americanofili”) che sanno leggere, da…

sventolare contro l’Amerika analfabeta e ignorante

«La Libertà che illumina il mondo» – questo è il nome originario della Statua della libertà (*) di New York – fu progettata dal francese Frédéric Auguste Bartholdi ed è completata da un sempre più “scomodo” (e dunque rimosso) sonetto, inciso sul piedistallo, intitolato «The New Colossus», scritto dalla poetessa statunitense Emma Lazarus: «Tenetevi, o antiche terre, la vostra vana pompa – grida essa con le silenti labbra –. Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse infreddolite desiderose di respirare liberi, i rifiuti miserabili delle vostre coste affollate. Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata».

Il sonetto fu ispirato a Emma Lazarus dalla visita agli immigrati in “quarantena”, in attesa nel porto di New York. Oggi quasi solo gli antirazzisti ricordano quei versi: resiste un’America contro l’Amerika.

(*) in bottega cfr Scor-data: 25 ottobre 1886. L’IMMAGINE qui sopra è tratta dal film “Il pianeta delle scimmie”.

redaz
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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