3 luglio 2019: ancora il «digiuno di giustizia»

Una scor-data che… un anno dopo scende in piazza

L’appuntamento è mercoledì 3 luglio – alle 13,30 – davanti a piazza San Pietro (inizio del colonnato di via della Conciliazione) per andare fino a Piazza Montecitorio dove ci sarà un presidio dalle 15 alle 19.

A seguire Sergio Falcone spiega perchè lui, non credente, aderisce e sarà alla manifestazione.

3 LUGLIO 2019. “UN ANNO DI DIGIUNO DI GIUSTIZIA”

È passato un anno da quando l’accorato appello di monsignor Raffaele Nogaro, padre Alex Zanotelli, suor Rita Giaretta, don Alessandro Santoro della Comunità delle Piagge, padre Giorgio Ghezzi e della Comunità del Sacro Convento di Assisi dava inizio ad una staffetta fatta da persone singole, associazioni, gruppi spontanei, comunità religiose che per un anno ha portato avanti un piccolo segno di protesta, indignazione e di richiamo alla coscienza di tutti gli uomini e le donne di buona volontà.
“Avete mai pianto, quando avete visto affondare un barcone di migranti?” così Papa Francesco ci interpellava durante la Messa da lui celebrata a Lampedusa per le 33.000 vittime accertate perite nel Mediterraneo per le politiche restrittive della “Fortezza Europa”.
È il naufragio dei migranti, dei poveri, dei disperati, ma è anche il naufragio dell’Europa, e dei suoi ideali di essere la “patria dei diritti umani”.  La Carta della UE afferma: “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata.
È un crimine contro l’umanità, un’umanità impoverita e disperata, perpetrato dall’opulenta Europa che rifiuta chi bussa alla sua porta.”
[…] Anche l’Italia, decide ora di non accogliere, di chiudere i porti alle navi delle ONG ed affida invece tale compito alla Guardia Costiera libica, che se salverà i migranti, li riporterà nell’inferno che è la Libia.”
Dopo un anno queste parole sono amaramente ancora valide, e se da una parte il governo italiano ha inasprito le politiche dell’accoglienza e alimentato un clima di intolleranza con la propaganda della paura e dell’esclusione, e che nulla hanno a che vedere con la nostra cultura giuridica e con la nostra identità europea, civile e cristiana, dall’altra si sono moltiplicate incredibilmente le voci di dissenso, di coraggiosa opposizione e di pacifica condanna, nonchè le testimonianze di disobbedienza civile per le quali e con le quali ancora oggi torniamo a digiunare.
Mercoledì 3 luglio ci vedremo alle 13:30 davanti a Piazza San Pietro (inizio del colonnato di via della Conciliazione) e da lí proseguiremo fino a Piazza Montecitorio dove stabiliremo il nostro presidio dalle 15 alle 19.
Vi chiediamo, ora più che mai, di partecipare e di diffondere il nostro invito.
Padre Alex Zanotelli

Movimento Digiuno di Giustizia

L’APPELLO DEL 2018
A tutti gli uomini e donne di buona volontà – Un digiuno di giustizia e solidarietà con i migranti
Martedì 10 luglio 2018 alle ore 12 ci ritroviamo a Roma, in piazza San Pietro, per una giornata di digiuno. Da lì proseguiremo a Montecitorio per testimoniare con il digiuno contro le politiche migratorie di questo governo. E continueremo a digiunare per altri 10 giorni con un presidio davanti a Montecitorio dalle ore 8 alle 14.

8 luglio 2018

Alex Zanotelli (missionario comboniano)

UN DIGIUNO DI GIUSTIZIA IN SOLIDARIETA’ CON I MIGRANTI

Migranti

A tutti gli uomini e donne di buona volontà

Martedì 10 luglio 2018 alle ore 12 ci ritroviamo a Roma, in piazza San Pietro, per una giornata di digiuno. Da lì proseguiremo a Montecitorio per testimoniare con il digiuno contro le politiche migratorie di questo governo. E continueremo a digiunare per altri 10 giorni con un presidio davanti a Montecitorio dalle ore 8 alle 14.

Per adesioni al digiuno e partecipazione scrivere a questa email: digiunodigiustizia@hotmail.com

UN DIGIUNO DI GIUSTIZIA IN SOLIDARIETA’ CON I MIGRANTI

“Avete mai pianto, quando avete visto affondare un barcone di migranti?” così Papa Francesco ci interpellava durante la Messa da lui celebrata a Lampedusa per le 33.000 vittime accertate (secondo il giornale inglese Guardian che ne ha pubblicato i nomi) perite nel Mediterraneo per le politiche restrittive della “Fortezza Europa”.
È il naufragio dei migranti, dei poveri, dei disperati, ma è anche il naufragio dell’Europa, e dei suoi ideali di essere la “patria dei diritti umani”. La Carta della UE afferma: “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata”.
È un crimine contro l’umanità, un’umanità impoverita e disperata, perpetrato dall’opulenta Europa che rifiuta chi bussa alla sua porta.
Un rifiuto che è diventato ancora più brutale con lo scorso vertice della UE dove i capi di governo hanno deciso una politica di non accoglienza. Anche l’Italia, decide ora di non accogliere, di chiudere i porti alle navi delle ONG ed affida invece tale compito alla Guardia Costiera libica, che se salverà i migranti, li riporterà nell’inferno che è la Libia. Perfino la Commissione Europea ha detto: “Non riportate i profughi in Libia, lì ci sono condizioni inumane.”
Per questo stiamo di nuovo assistendo a continui naufragi. L’ONU parla di oltre mille morti in questi mesi.
Papa Francesco ha fatto sue le parole dell’arcivescovo Hyeronymous di Grecia pronunciate nel campo profughi di Lesbos: “Chi vede gli occhi dei bambini che incontriamo nei campi profughi, è in grado di riconoscere immediatamente la “bancarotta dell’umanità”.
È il sangue degli impoveriti, degli ultimi che interpella tutti noi, in particolare noi cristiani che saremo giudicati su: “Ero straniero… e non mi avete accolto.” Noi chiediamo a tutti i credenti, di reagire, di gridare il proprio dissenso davanti a queste politiche disumane.

Noi proponiamo un piccolo segno visibile, pubblico: un digiuno a staffetta con un presidio davanti al Parlamento italiano per dire che non possiamo accettare questa politica delle porte chiuse che provoca la morte nel deserto e nel Mediterraneo di migliaia di migranti.
“Il digiuno che voglio – dice il profeta Isaia in nome di Dio – non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo senza trascurare i tuoi parenti ?”.

Padre Alex Zanotelli a nome dei Missionari Comboniani

Monsignor Raffaele Nogaro- Vescovo emerito di Caserta

Don Alessandro Santoro a nome della Comunità delle Piagge di Firenze

Suor Rita Giaretta- Casa Ruth -Caserta

Padre Giorgio Ghezzi – Religioso Sacramentino

“La Comunità del Sacro Convento aderisce e partecipa nella preghiera “ è quanto riferisce padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi

15/02/2015 Migrants arrive at Sicilian harbour of Pozzallo –  REUTERS/Antonio Parrinello

Alex Zanotelli: Coraggio! Disobbedire, disobbedire e ancora disobbedire Nasce la nuova resistenza “

Il 27 novembre 2018 sarà ricordato come il Martedì Nero  della Repubblica italiana perché il Parlamento  ha trasformato in legge il Decreto Sicurezza che è in netta contraddizione con i principi della nostra Costituzione. E questo è avvenuto senza una discussione parlamentare e senza la possibilità di inserire emendamenti. Altro che centralità del Parlamento! È un brutto segnale per la nostra democrazia. Il Decreto Sicurezza è una legge repressiva anche nei confronti degli italiani. Rende reato, per esempio, il blocco delle strade o delle ferrovie (strategia nonviolenta attiva), proibisce l’assembramento di persone (elemento costitutivo della stessa democrazia), impone il daspo e gli sgomberi. È forse l’inizio di un sistema poliziesco guidato dall’uomo forte?

Ma la gravità di questo Decreto sta nel fatto che nega i principi di solidarietà e di uguaglianza che sono alla base della nostra Costituzione. Il Decreto prevede per i migranti l’abolizione della protezione umanitaria, il raddoppio dei tempi di trattenimento nei Centri per il Rimpatrio(CPR), lo smantellamento dei centri SPRAR (Sistema per i richiedenti asilo e rifugiati) affidati ai Comuni (un’esperienza ammirata a livello internazionale, per non parlare di Riace), la soppressione dell’iscrizione anagrafica con pesanti e concrete conseguenze, l’esclusione all’iscrizione del servizio sanitario nazionale e la revoca di cittadinanza per reati gravi. Trovo particolarmente grave il diniego del diritto d’asilo per i migranti, un diritto riconosciuto in tutte le democrazie occidentali, menzionato ben due volte nella nostra Costituzione. Questa è una legge che trasuda la ‘barbarie’ leghistae rappresenta un veleno micidiale per la nostra democrazia. Di fatto il decreto è profondamente ingiusto perché degrada la persona dei migranti e crea due classi di cittadini, rendendo lo ‘straniero’ una minaccia, un nemico e sancendo così la nascita del ‘tribalismo’ italiano, come lo definisce Gustavo Zagrebelsky. Anzi crea l’apartheid giuridica e reale…

Per di più questo Decreto si chiama “sicurezza”, ma sicurezza non offre, perché moltiplicherà il numero dei “clandestini” e degli irregolari che verranno sbattuti per strada. L’effetto è già sotto i nostri occhi: tre migranti su quattro si sono visti negare l’asilo, migliaia di titolari di un permesso di soggiorno sono stati messi alla porta, circa quarantamila usciranno dagli Sprar. E sono spesso donne con bambini che hanno attraversato l’inferno per arrivare da noi! Così entro il 2020 si prevedono oltre 130.000 irregolari per strada. E gli irregolari verranno rinchiusi nei nuovi lager, i CPR. A questi verrà ingiunto, entro sette giorni, di ritornare nei loro paesi. Ma né i migranti né il governo hanno i mezzi per farlo. Così rimarranno in Italia mano d’opera a basso prezzo per il capolarato del nord e del sud.

È questa la conclusione amara di un lungo cammino xenofobo di questo paese, iniziato con la Turco-Napolitano (i CIE!), seguito dalla Bossi-Fini, dai decreti Maroni e dalla legge Orlando-Minniti, oltre che al criminale accordo di Minniti con la Libia. Questo Razzismo di Stato è poi sfociato in una guerra contro le ONG presenti nel Mediterraneo, per salvare vite umane, e alla chiusura dei porti, in barba a leggi nazionali e internazionali! Non c’è più Legge che tenga, la legge la fa la maggioranza di turno al governo! È in ballo il diritto, la legge, la nostra stessa democrazia. È grave che ora anche il Presidente della Repubblica abbia firmato questo Decreto. Non possiamo più tacere. Dobbiamo reagire, organizzare la resistenza per salvare la nostra comune umanità.

Per questo ci appelliamo a:

–  Corte Costituzionale, perché dichiari il Decreto sicurezza incostituzionale;

–  Giuristi, perché portino queste violazioni dei diritti umani alla Corte Europea di Strasburgo;

– Conferenza Episcopale Italiana perché abbia il coraggio di bollare questo Decreto e la politica razzista di questo governo come antitetici al Vangelo;

– Istituti missionari, perché facciano udire con forza la loro voce, mettendo a disposizione le loro case per ‘clandestini’ come tante famiglie in Italia stanno facendo;

– Parroci , perché abbiano il coraggio di offrire l’asilo nelle chiese ai profughi destinati alla deportazione, attuando il Sanctuary Movement, praticato negli USA  e in Germania;

– Responsabili degli SPRAR, CAS e altro, perché disobbediscano, trattenendo nelle strutture i migranti, soprattutto donne con bambini;

– Medici, perché continuino a offrire gratuitamente servizi sanitari ai clandestini;

– Cittadinanza attiva, perché in un momento così difficile e buio, si oppongano con coraggio a questa deriva anti-democratica, xenofoba e razzista anche con la ‘disobbedienza civile’ così ben utilizzata da Martin Luther King che affermava:

”L’individuo, che infrange una legge perché la sua coscienza la ritiene ingiusta ed è disposto ad accettare la pena del carcere per risvegliare la coscienza della comunità riguardo alla sua ingiustizia, manifesta in realtà il massimo rispetto per la legge!”

Coraggio, inizia ora la Resistenza civile!

ALEX ZANOTELLI

Firma la petizione

https://www.change.org/p/corte-costituzionale-decreto-in-sicurezza-democraziasottoattacco

PERCHE’ IO (non credente) ADERISCO AL DIGIUNO DI GIUSTIZIA

di Sergio Falcone

Da giovane ero un cane sciolto, un romantico, giovane e inesperto ma con tanta voglia di cambiare l’odiata e odiosa realtà. Non amavo il Partito comunista e credevo che tutte le organizzazioni rivoluzionarie andassero nella stessa direzione, ognuna col suo particolare modo di essere. Le teorie dei Cento fiori e della diversità che e’ ricchezza. Quando si trattava di schierarmi, di prendere posizione per l’uno o per l’altro, c’era sempre qualcosa che mi fermava, che non mi piaceva. Nessuno aveva la capacità di convincermi fino in fondo. Alla luce di come è andata e dell’abiura dei vecchi gruppi dirigenti, e’ stato un bene, il tirarmene fuori. Sono rimasto un cane sciolto, anarchico e nonviolento, refrattario e ribelle ai luoghi comuni e agli intruppamenti. Non mando il cervello all’ammasso e cerco di ascoltare chi, all’atto pratico, mi è affine, anche se può sembrare distante.

Quando ho letto questo e gli altri comunicati del Movimento Digiuno di Giustizia non ho esitato ad aderire.

Preferisco che siano loro, le individualità volenterose a parlare in mia vece. La sinistra, nel suo insieme e in tutte le sue frammentazioni e componenti, era e resta latitante, a parte le solite affermazioni di principio e i comunicati che lasciano il tempo che trovano. Abbiamo bisogno di atti concreti, di agire in prima persona, non di chiacchiere.

 

Redazione
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2 commenti

  • sergio falcone

    [adista.it] Digiuno di giustizia per i migranti: in marcia da San Pietro a Montecitorio
    https://www.adista.it/articolo/61613

  • sergio falcone

    La chiesa che dissente, oggi Zanotelli torna in piazza

    il manifesto, quotidiano comunista
    3 luglio 2019

    Luca Kocci

    https://ilmanifesto.it/la-chiesa-che-dissente-oggi-zanotelli-torna-in-piazza/

    È trascorso un anno da quando, il 10 luglio 2018, il missionario Alex Zanotelli, insieme all’ex vescovo di Caserta Raffaele Nogaro, a don Alessandro Santoro della Comunità delle Piagge di Firenze, ai religiosi Giorgio Ghezzi e Rita Giaretta che lavorano con i migranti e con le donne vittime di tratta e sfruttamento sessuale, lanciarono il “Digiuno di giustizia in solidarietà con i migranti”: migliaia di adesioni in tutta Italia e un presidio fisso a piazza Montecitorio, ogni primo mercoledì del mese.

    «Un anno dopo, la strage dei migranti per le politiche restrittive della “Fortezza Europa” continua, è un crimine contro l’umanità», spiega Zanotelli, che oggi sarà di nuovo in piazza: alle 13.30 a San Pietro e di lì in marcia fino a Montecitorio, in presidio davanti alla Camera dei deputati.

    «Il governo italiano ha inasprito le politiche dell’accoglienza e alimentato un clima di intolleranza con la propaganda della paura e dell’esclusione che nulla hanno a che vedere con la nostra cultura giuridica e con la nostra identità europea, civile e cristiana» (nonostante i rosari di Salvini), prosegue Zanotelli, «ma si sono moltiplicate le voci di coraggiosa opposizione e di pacifica condanna, nonché le testimonianze di disobbedienza civile per le quali e con le quali torniamo a digiunare».

    Non è l’unica voce di dissenso. Trenta professori della Pontificia facoltà teologica dell’Italia meridionale di Napoli scrivono a Mattarella e si autodenunciano, con la comandante Carola: «Signor presidente – scrivono –, se la solidarietà sta divenendo un reato, allora le comunichiamo che vogliamo compiere ogni reato di umana solidarietà, desideriamo essere processati per apologia di reato e ci offriamo di ricevere la pena prevista». E papa Francesco lunedì prossimo, anniversario del primo viaggio del suo pontificato a Lampedusa, celebra a San Pietro una messa con 250 migranti sopravvissuti alla traversata del Mediterraneo e gli operatori delle Ong che li hanno salvati.

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