Dalle parti dell’Universo – 5
Il tango celeste e il nostro celestiale tango
di Maria Teresa Messidoro
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È la quasi fusione tra due galassie, NGC 2207 e IC 2163, coinvolte in una specie di “tango celeste”, che le porterà a creare un unico ente cosmico: nel corso degli ultimi milioni di anni, IC 2163 si è spostata dietro alla più imponente NGC 2207, sfiorandosi sempre delicatamente, con una interazione leggera ma profonda. Tanto profonda da generare stelle supernove in proporzione maggiore rispetto ad esempio alla Via Lattea: se la nostra galassia ospita una supernova ogni cinquant’anni circa, il duetto ha già visto la nascita di ben sette stelle supernove negli ultimi decenni. È una attività frizzante, quasi frenetica, quella che coinvolge la coppia di tango, veramente originale!
Il tango, terrestre ovviamente, è nato sicuramente in Argentina, più precisamente nella regione del Rio della Plata, nella seconda metà dell’Ottocento. Ma nessuno sa chi abbia dato il nome tango a questo ballo, né perché si chiami esattamente così; probabilmente è nato da un incontro e fusione di balli di origine molto diversa: in una delle lingue sudafricane la parola tango significa “insieme”, termine che ben si addice a questo ballo, nato nei sobborghi delle nascenti città argentine, dove si trovavano a convivere immigrati italiani, spagnoli, polacchi, ungheresi e quelli provenienti dall’interno del paese sudamericano. Proprio nelle orillas, i bassifondi delle periferie cittadine, si sviluppa il tango, quasi sicuramente inizialmente un ballo tra uomini soli. Solo successivamente il tango diventa una forma artistica più completa, comprendendo il tango musica, il tango danza e il tango poesia. Mi noche triste è il primo testo di un tango sentimentale, scritto nel 1915 da Pascual Contursi:
Donna che m’hai stregato
nei begli anni della mia vita
lasciandomi l’anima ferita
e tristezza nel cuore,
sapendo che ti amavo,
che eri la mia gioia,
il mio sogno di un abbraccio…
Non c’è pace per me,
per questo bevo
e dimentico il tuo amor
L’epoca d’oro del Tango argentino come musica sarà negli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso, quando imponenti orchestre circonderanno lo strumento principale, il bandoneón, uno strumento musicale simile alla fisarmonica o all’organetto. Secondo alcuni, il tango musica non è una semplice musica, ma bensì “un pensiero triste che si balla”.
Foto tratta da https://www.tangoallegria.it/tango-argentino-storia
Il tango danza proposto in molte scuole di ballo più o meno amatoriali è soltanto una delle molte sfaccettature di una cultura più complessa che include poesia, musica, personaggi, evoluzione stilistica e caratteristiche sociali. Basti pensare che il tango ha una propria lingua, il lunfardo, probabilmente una specie di slang nato nelle carceri per non farsi comprendere dalle guardie: si introduce così una nuova forma di parlare, invertendo l’ordine delle sillabe di ogni singola parola; così al vesre (la parola capovolta di revés, che in spagnolo significa al rovescio) tango diventa gotan (ricordate i Gotan Project??), amigo diventa gomia, cabeza è zabeca, etc… Per complicarsi la vita, poi, le regole per invertire le sillabe possono variare a seconda delle parole: ad esempio, il vesre di pantalón è lompa, cioè una forma abbreviata.
Bè, il linguaggio criptico sui social impallidisce al confronto.
In questa mio peregrinare nel Tango, ho scoperto una lista infinita di donne che l’hanno reso celebre: nella diciamo così preistoria, si parla di Azucena Maizani, Rosita Quiroga, Mercedes Simone, Libertad Lamarque,… Merita una citazione particolare Francisca Paquita Bernardo, prima bandoneonista professionista e direttrice d’orchestra, morta a soli venticinque anni per una polmonite; purtroppo non esiste nessuna registrazione di una sua performance. Alcune di loro vengono definite “las cancionistas”, e non erano semplici cantanti, ma artiste poliedriche in grado di leggere la musica, suonare strumenti e recitare.
Foto tratta da https://elquindiano.com/noticia/104441/la-mujer-en-el-tango/
Ebbero un ruolo sociale importante, sfidando molti pregiudizi; Azucena Maizani, ad esempio, si presentava sul palco vestito da compadrito, inaugurando le sue performance con l’affermazione audace: “Yo soy el tango, señores” (Io sono il tango, signori)
Non si può non citare la cantante giapponese Ranko Fujisawa, il cui nome significa “fiore di orchidea in un lago di glicini: si innamorò giovanissima del tango e vi dedicò praticamente tutta la vita, fino all’ultima rappresentazione pubblica nel 1991 (morirà nel 2013). (1)
Arrivando ai giorni nostri, vi consiglio questo articolo, Il tango tra eteronormatività e queer, in cui Costanza Pelosio ci ricorda che «Il tango non è machista, ma la società sì che lo è.» (2)
Si può e si deve rileggere il tango da una prospettiva nuova, in cui «non si parla di ballare da donna” o “ballare da uomo”, bensì si utilizzano termini come “leader” e “follower” o espressioni del tipo “chi guida” e “chi segue”; si studiano entrambi i ruoli, il che presuppone un processo di re-apprendimento che comporta incorporare nuovi passi e nuove prospettive. Il cambio di posizione genera, infatti, un cambio di prospettiva di tutto l’universo simbolico associato ai due ruoli. Il tango queer si configura quindi come una forma di resistenza e attivismo concreto e tangibile di lotta contro le intolleranze, gli stereotipi e i pregiudizi legati al genere.» (3)
Allora, se ritorniamo dalle parti dell’Universo, sono quasi sicura che le due galassie che ballano il tango lo facciano senza pregiudizi, con entusiasmo e con una gran voglia di liberazione ed emancipazione.
- https://elquindiano.com/noticia/104441/la-mujer-en-el-tango/ qui il tango con una prospettiva di genere
- tratto dall’articolo Il tango tra eteronormatività e queer, in Vitamine vaganti, Numero 231.
- Idem
Con questo post continua una mini rubrica tendenzialmente mensile (ma non fidatevi troppo), in cui cercherò di comunicare il fascino dell’Universo, vagabondando tra galassie, nebulose, stelle e costellazioni, a partire da una fotografia. Senza nessuna pretesa di dissertazioni scientifiche, complesse e astruse, con la convinzione invece del legame esistente tra noi, comuni mortali, e ciò che ci circonda, ovunque si estenda.
Ecco i precedenti post
https://www.labottegadelbarbieri.org/dalle-parti-delluniverso-1-la-mano-tesa-nelluniverso/
https://www.labottegadelbarbieri.org/dalle-parti-delluniverso-2/
https://www.labottegadelbarbieri.org/dalle-parti-delluniverso-3/
https://www.labottegadelbarbieri.org/dalle-parti-delluniverso-4/



Grazie Maria Teresa, come sempre i tuoi articoli sull’universo mi affascinano: collegati al tango sono ancora più affascinanti. Se poi ci mettiamo una bella tazza di cacao nicaguarense per avere più energia il tutto diventa perfetto! (molto belle le foto)