Ghiannis Ritsos: ancora 4 poesie

versi ritrovati nell’immenso marsupio della «cicala del sabato» (*). A seguire link per chi soffre – come noi – di “Ρίτσος-mania”.

Vecchiaia

Ah, sì, invecchiano anche le statue e le poesie.
Molti avevano preso parte a quella storia –
uomini, animali, bambini, fiumi, alberi,
ragazzi e ragazze con motociclette, due papere bianche,
il matto silenzioso con una cicca e una galletta;
ed era un mezzogiorno estivo d’oro e sventolavano
le piume della gallina sgozzata luccicando in aria,
e la zia Evanghelìa in cucina puliva le bamie,
e una grossa farfalla si posò sulla saliera.
Nessuno, proprio nessuno allora sapeva
che il transitorio passa nel mito. Alla stazione del treno
venne a sedersi su una panchina una vecchia vestita di nero
che teneva sul grembiule un cesto d’uova come se fosse
l’unica cosa che aveva al mondo. Si addormentò lì.
Qualcuno di passaggio le rubò il cesto. E cadde la notte.
Ah, sì, invecchiano anche le statue e le poesie e i ricordi degli eroi.

(da «I negativi del silenzio» in «Molto tardi nella notte», traduzione di Nicola Crocetti)

Piccola solitudine

In un angolo del cortile, tra la schiuma di sapone,
alcune rose si sono piegate sotto il peso del loro profumo.
Nessuno ha sentito l’odore di queste rose.

Nessuna solitudine è piccola.

(da «Esercizi, 1955-1956», traduzione di Nicola Crocetti)

Il tuo corpo tagliato
da una lama di luce –
per metà carne,
per metà ricordo.

Illuminazione obliqua,
il grande letto
intero,
il tepore lontano,
e la coperta rossa.

Chiudo la porta,
chiudo le finestre.
Vento con vento.
Unione inespugnabile.

Con la bocca piena
di un boccone di notte.
Ahi, l’amore.

(da «Erotica», traduzione di Nicola Crocetti)

 

Segni

Se ne andranno a poco a poco i bei bagnanti. Sul mare
resteranno i grandi tramonti autunnali
e una barchetta triste. Noi
rinviamo ancora la pioggia, i venti infuriati,
rinviamo ancora l’inevitabile. (Quanto potrà durare?)
Foglie gialle si accumulano già sulle panchine del giardino.
In cima alla collina la chiesetta della Santa Trinità senza più liturgie
forse ricorda anche noi. Mentre in casa,
sparsi sul pavimento, restano i sandali estivi
e il grande asciugamano blu della piccola Persefone.

(da «I negativi del silenzio»)

 

E a marzo Crocetti ha pubblicato di Ritsos «Monocordi. 336 poesie di un verso»

Nell’estate 1979, tornato all’isola di Samo, dove trascorse lunghi periodi di esilio, Ghiannis Ritsos compose una straordinaria raccolta di 336 poesie a verso singolo: i «Monocordi». A distanza di oltre quarant’anni dalla prima edizione italiana, uscita nel 1980 per i tipi di Scheiwiller, vengono riproposti in una nuova traduzione a cura di Nicola Crocetti.

In “bottega” fin dall’inizio abbiamo fatto i conti con una sorta di “Ρίτσος-mania”. Cfr Le cose elementari (nel 2014), Quando (nel 2015), Sei poesie di Ghiannis Ritsos (nel 2016) e poi Ghiannis Ritsos: «Vecchi giornali…» , Ghiannis Ritsos: «Addii», Ghiannis Ritsos : «Crepuscolo», Ghiannis Ritsos: «Forse ci difenderà ancora», Ghiannis Ritsos: «Dopo la sconfitta» , Ghiannis Ritsos: «Debito autunnale», «Pressapoco» di Ghiannis Ritsos, Vecchiaia, La disperazione di Penelope ma anche Scor-data: 1 maggio 1909, I manichini dei negozi (con le immagini di Giuliano Spagnul), La quarta dimensione di Ghiannis Ritsos (di Marisa Bello) e Jean-Luc Mélenchon (il prossimo presidente della Francia?) recita una poesia di Yannis Ritsos

(*) Qui, il sabato, regna “cicala”: libraia militante e molto altro, Cicala invia ad amiche/amici per 5 giorni alla settimana i versi che le piacciono. Da 24 anni: e oltre 500 le trovate (con i TAG) in “bottega”. Abbiamo raggiunto uno storico accordo: lei sceglie ogni settimana i versi da regalarci. Perciò ci rivediamo qui fra 7 giorni.

 

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Un commento

  • sardella sandro

    Grazie “Cicala” .. bellissima preziosa nota dedicata a un poeta tragicamente lirico .. un poeta appassionatamente di impegno civile .. sempre contro la dittatura .. sempre ammaliato dall’umana capacità di amare .. anche e oltre le mura del carcere ..

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