A un compagno di viaggio

Il giorno prima di Natale Daniele ha ricevuto questo messaggio:

 

“Oggi il nostro Julio ha deciso di lasciarci, che era giunto il momento, se n’è andato sereno, tranquillo, lucido, circondato dall’amore della sua famiglia e degli amici e senza soffrire decidendo di lasciarsi addormentare per poi piano piano scivolare nel suo sonno eterno.

La malattia l’ha affrontata da guerriero qual’ era, con coraggio, senza risparmio di forze e anche con fede, una fede laica, e speranza, perché lui era così: un uomo che sapeva raccontarsi una realtà più felice di quella che era, un uomo che volava e immaginava cose belle.

A noi che restiamo il compito di proteggere e di far crescere sani e forti i suoi figli, io penserò ai figli di carne e a voi tutti chiedo di pensare ai figli di carta, così Julio continuerà tra noi, vivo e vegeto.

Alessandra”
Julio Monteiro Martins è morto a soli 59 anni (un’età alla quale Josè Saramago appena iniziava a scrivere i suoi libri).

Increduli, che lo conoscessimo o no di persona, abbiamo pensato di ricordarlo.

Ha fatto molte cose belle, eccone alcune:

 

direttore di una rivista online eccezionale: Sagarana;

 

scrittore, alcuni titoli sono qui, si possono trovare qui;

 

eccolo qui in un’intervista;

 

alcuni suoi racconti sono qui:

Remy e Virginia

La gattara

Domino

Un mare così ampio

 

Ecco Julio che legge alcune sue poesie:

 

 

Julio Monteiro Martins ha scritto anche per questo blog.

 

Ci fa piacere salutarlo con le parole di Antonio Gramsci e di Pabuda:

 

“Se ci pensi bene tutte le questioni dell’anima e dell’immortalità
dell’anima e del paradiso e dell’inferno non sono poi in fondo che un
modo di vedere questo semplice fatto: che ogni nostra azione si
trasmette negli altri secondo il suo valore, di bene e di male, passa
di padre in figlio, da una generazione all’altra in un movimento
perpetuo.

Poiché tutti i ricordi che noi abbiamo di te sono di bontà e di forza
e tu hai dato le tue forze per tirarci su, ciò significa che tu sei già
da allora, nell’unico paradiso reale che esista, che per un genitore
penso sia il cuore dei propri figli”.

(Antonio Gramsci Lettere dal carcere, Einaudi 1965 , pag.442)

 

Pabuda lo ricorda con una poesia:

QUANDO UNO

 

quando uno di noi

muore

ci facciamo coraggio

stringendoci,

senza, senza, senza

contarci frottole.

terra, suono, colore.

quando uno di noi

muore

cantiamo

come degli scampati.

terra, suono, colore.

quando uno di noi

muore

gli facciamo coraggio

leggendogli

vere favole.

terra, suono, colore.

alla fine di tutto,

della stretta unione,

dei canti e

delle verità favolose,

salutiamo, salutiamo,

salutiamo:

terra, suono, colore.

 

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

  • Non ho conosciuto personalmente Julio, ma ho scambiato con lui opinioni e pareri sui mondiali di calcio ospitati in Brasile tramite e-mail e, sempre per e-mail, gli ho fatto due interviste per il blog, una prima dello svolgimento della massima competizione calcistica ed una a conclusione del grande evento.
    Ne è nata una riflessione ad ampio respiro non solo sull’attesa dei brasiliani per i mondiali, ma sulla politica brasiliana, sui riots avvenuti l’estate precedente durante la Confederations Cup e ripetutisi tra giugno e luglio di quest’anno, e ancora, sul ruolo dei movimenti sociali nelle proteste di piazza. Non sempre sono stato d’accordo con le risposte di Julio, ma è stato bello dialogare con lui: la sua disponibilità mi ha permesso di comprendere maggiormente il Brasile, individuarne tutte le sue sfaccettature e percepire gli umori di un paese che solo alcuni mesi dopo avrebbe affrontato una tesa competizione elettorale in cui era concreto il rischio di un pericoloso ritorno ad un passato oscuro. Oltre alle interviste, è nata una bella corrispondenza con Julio, che spesso mi inviava articoli (e suoi commenti) della stampa brasiliana e italiana dedicati al suo paese a me e a Daniele Barbieri, grazie al quale ci sono entrato in contatto. Mi aveva anche invitato a Lucca per assistere ad alcune partite di calcio del suo Brasile, non solo per parlare di calcio, ma anche per raccontarmi, una volta di più, aneddoti, storie e personaggi di quel paese che in realtà è un continente.
    Quando ho saputo che stava male, gli ho scritto una mail a cui mi ha risposto con grande dignità, forza ed una grande serenità d’animo: sono orgoglioso di averlo conosciuto e non smetterò mai di ringraziarlo.

    Di seguito, le due interviste a Julio pubblicate in blog:
    https://danielebarbieri.wordpress.com/2014/05/08/brasile-i-mondiali-si-avvicinano-intervista-a-tutto-campo-con-julio-monteiro-martins/

    https://danielebarbieri.wordpress.com/2014/07/31/brasile-a-chiusura-dei-mondiali-un-bilancio-con-julio-monteiro-martins/

    David Lifodi

  • segnalo «Julio Monteiro Martins grande guerriero xavante» articolo di Mia Lecomte, Rosanna Morace e Pina Piccolo, pubblicato su Nazione Indiana

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