Ahmed: numero 701?

di Alessandro Ghebreigziabiher (*)
Leggo che nel 2015 le vittime in mare tra i migranti sono state, finora, 3200, almeno il doppio rispetto all’anno precedente. E che 700 bambini sono morti nei vari naufragi…

AlessandroGhebreigziabiher

Io so.

Io so che mi chiamo Ahmed.
Sono il nuovo.
Ovvero il possibile, che mi piace di più, settecentunesimo.
Dipende dalla sorda ruota che danza su se stessa.
Donando e tranciando presente e futuro.
Ma non solo.
Perché io so.
So tutto.
So già quel che penserai.
Che la colpa delle teneri morti è dei genitori che incauti trascinano con loro prole innocente in un viaggio di sola andata.
Verso il fondo del mare.
So che potrai anche dire che la responsabilità è tutta dei governi.
Dei nostri, dei tuoi.
Di quelli di mezzo.
Dei leaders che permettono questa fastidiosa invasione capace solo di creare ingiusti sensi di colpa.
Nella gente di buona volontà, fino a prova contraria.
So pure che tirerai in ballo i tuoi bambini.
La tua gente.
Il tuo paese.
So alla perfezione che sul piatto libero della bilancia porrai l’elenco di impervi ostacoli che in questi anni state trovando lungo la via per la serenità.
In breve, la crisi.
Io so che andrai ben oltre.
Insinuando che alle spalle di quegli infanti si celano i perfidi mori che tramano per spazzar via civiltà e fedi.
Che quegli infanti siano, loro stessi, dei potenziali nemici in erba dagli occhioni falsamente commoventi.
Che ci sono momenti in cui, per difendere la propria storia accerchiata, occorra bandire ogni debolezza.
Umana.
Lo so, lo so bene che per un trascurabile istante potrai pure intenerirti innanzi all’accecante numero di germogli affogati.
Ma so pure che le lancette del cuore al di là del mare sono delle schiave.
Asservite a un dittatore generoso.
Che dona meravigliose illusioni di libertà.
Un tempo c’era solo un semplice telecomando.
Oggi hai uno scintillante mouse che anima una magica freccetta danzante.
Mai di vita propria.
E una portentosa tastiera ripiena di potenziali tasselli, condannati a creare sempre il medesimo racconto.
Che io conosco.
Perché so già tutto.
Lo so io e lo sai anche tu.
Quello che direi e ciò che dirai.
Quindi, facciamo qualcosa di nuovo, ti va?
Facciamo che non diciamo nulla.
Facciamo a cambio…

(*) Questo testo è il numero 1299 di Storie e Notizie. Il blog «Storie e Notizie» ha iniziato a muovere i suoi primi passi verso la fine del 2008: contiene racconti e video basati su reali news prelevate dai maggiori quotidiani e agenzie di stampa on line, al seguente motto: Se le notizie sono spesso false, non ci restano che le storie. L’obiettivo è riuscire a narrare le news ufficiali in maniera a volte fantasiosa, con l’auspicio di avvicinare la realtà dei fatti più delle cosiddette autorevoli fonti di informazione. La finzione che superi la verità acclarata nella corsa verso la comprensione delle cose è sempre stata una mia ossessione. «Storie e Notizie» ha un canale Youtube, una sua pagina Facebook e anche la versione in lingua inglese, Stories and News. A novembre 2009 ha debuttato l’omonimo spettacolo di teatro narrazione. (Alessandro Ghebreigziabiher).

RICORDO che qui in bottega «Storie e notizie» viene ospitato – scorrete il colonnino di sinistra e lo troverete – a ogni uscita. (db)

 

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