Ancora sulle «nuvole ucroniche»

di Fabrizio Melodia

Le nuvole ucroniche: così mi piace pensare i fumetti che trattano differenti livelli e multiversi della fantasia. Ne avevo tracciato in un precedente post bottegardo. Eppure la mia testa talora si perde al punto di farmi dimenticare questa realtà, dove altri livelli di percezione creano ogni giorno nuovi mondi e novelle incertezze.

Mi riferisco alla disinformazione e alla pubblicità, che ogni giorno creano universi fittizi e formano consumatori perfetti e devoti, ottimi ingranaggi di una macchina.

Ben vengano dunque coloro che hanno la testa persa nelle nuvole ucroniche, voli pindarici assai benefici per togliersi dalle catene di montaggio di questo Mercato.

Dai mondi ucronici targati DC Comics (di cui avevo già tracciato una labile mappa) passiamo a quelli Marvel Comics, e così colgo anche l’occasione per un saluto a Stan Lee, che ci ha lasciato il 12 novembre alla veneranda età di 95 anni. Non starò a elogiare le sue gesta, soprattutto di aver rivoluzionato il fumetto supereroistico introducendo l’idea “Supereroi con superproblemi” e non starò a ricordarlo come il creatore dell’universo Marvel (Fantastici 4, Spiderman, Hulk, Daredevil, Thor, Iron Man, Vendicatori prima di essere conosciuti come Avengers); vorrei invece parle delle molteplici incarnazioni che i personaggi da lui creati hanno saputo far germogliare.

Iniziamo ricordando un personaggio assai atipico: Uatu, un alieno appartenente alla razza degli Osservatori. E’ apparso inizialmente nell’albo13 dei Fantastici 4, salvando il noto quartetto dal Fantasma Rosso, che aveva stabilito la sua base sul lato blu della Luna. Infatti il buon Uatu da eoni abita sul nostro vecchio satellite e da quel punto d’osservazione privilegiato, tiene d’occhio le vicende della Terra 616, ovvero l’universo Marvel come ci viene presentato negli albi, a tutti gli effetti un mondo alternativo di un mondo alternativo. Semplice, vero?

In seguito, Uatu avrebbe tolto le castagne dal fuoco in più di una occasione ai Fantastici 4, come per il caso del terribile criminale Molecola, venendo meno al voto di tutta la razza degli Osservatori, ovvero la non interferenza con le realtà osservate: questo gli costerà persino un processo, per fortuna concluso con la sua assoluzione.

Sarà grazie a lui che verremo a conoscenza di molti universi paralleli, in alternativa a quello Marvel canonico, nella rivista “WHAT IF” ovvero «Cosa sarebbe accaduto se…?», storie apparse in Italia nella bella rivista Marvel Magazine edita dalla gloriosa Star Comics.

Tali storie trattavano temi del tipo “Cosa sarebbe accaduto se… Peter Parker non avesse sposato Mary Jane?”, oppure “Cosa sarebbe accaduto se… Matt Murdock avesse ucciso Kingpin?”, una delle mie preferite, lo ammetto. A parte quella dove Wolverine viene vampirizzato da Dracula e porta l’umanità sull’orlo dell’estinzione.

Fra gli altri universi (alternativi alla continuity canonica Marvel) degni di nota cito «Spider Girl» – la figlia di Peter Parker alias Spiderman – appunto in un futuro alternativo. Questa brava figliola è tutta suo padre, anche di più: in grado di utilizzare i capelli come fossero mani per prendere oggetti, sollevarli e talvolta lanciarli: troppo forte.

Veniamo ai crossover ucronici, di quelli che ti fanno venire il mal di testa a seguirli, ma che lasciano la bocca buona come aver gustato il vino migliore sul pianeta. Mi riferisco a «L’era di Apocalisse», un crossover ucronico pubblicato nel 2002, dove si ipotizza cosa sarebbe accaduto nell’universo Marvel se il professor Charles Xavier fosse morto prima di creare gli X-Men. Fu un crossover talmente epocale che per quattro mesi tutte le testate Marvel subirono modifiche strutturali anche nelle copertine, spostando le vicende dalla Terra 616, osservata da Uatu, alla Terra 295, la nuova linea scaturita dalla morte prematura di Xavier. Si pensi solo che il terribile Apocalisse, non trovando alcun avversario, riesce nella sua scalata alla conquista del mondo, a cui si oppongono solo i mutanti guidati da Magneto, fratello di Xavier e ora non più nemico giurato degli X-Men.

E che dire del mitico «House of M»? Garantisco che questa realtà alternativa farebbe impallidire da sola (quasi) tutte quelle precedenti. Uscita nel 2005 fino al 2006, sceneggiata dal talentuoso Michael Briand Bendis e disegnata da Olivier Coipel, catapulta chi legge in una realtà alternativa creata nientemeno che dalla mutante buona Scarlet, a causa di un bruttissimo crollo nervoso. In tale realtà, ogni eroe Marvel vede avverato il suo più grande desiderio, la razza mutante è dominante; tutto è governato in modo saggio e bonario da Magneto, esponente di spicco della House of M, la Casata dei Mutanti.

Passiamo al gruppo Exiles, gruppo mutante formatosi dalle realtà alternative di tutti i gruppi X-Men apparsi. Messi insieme dall’Agente Temporale, tali mutanti sono chiamati a proteggere e a rimettere a posto e linee temporali di altri universi in pericolo. Creati nel 2001 da Judd Winik per i testi e da Mike McKone per i disegni, purtroppo non hanno avuto fortuna e la serie è stata chiusa dopo una vita assai breve, destino comune anche ad altri universi paralleli Marvel, come il Marvel 2099 e New Universe.

Poi abbiamo un universo alternativo che diventa “ufficiale” di una casa editrice: è il caso di Ultimate Marvel, etichetta editoriale fondata nel 2000, che si basa su una versione riscritta e aggiornata di tutti gli eroi Marvel che conosciamo; ciò per rispondere a una esigenza di aggiornamento rispetto ai tempi in cui quegli eroi videro la luce grazie a Stan Lee, ovvero gli anni ‘60-’70. 

Nell’universo Ultimate Marvel, per esempio, Peter Parker riceve i propri poteri non da un ragno radioattivo ma da uno geneticamente modificato e non fa il fotografo (come nell’originale) ma è un webmaster part time.

Terminata dopo il grande crossover «Ultimatum», questa etichetta editoriale è stata rilanciata come Ultimate Comics.

E il fumetto italiano? Ne racconterò nel prossimo universo (volevo dire: post) alternativo.

 

L'astrofilosofo
Fabrizio Melodia,
Laureato in filosofia a Cà Foscari con una tesi di laurea su Star Trek, si dice che abbia perso qualche rotella nel teletrasporto ma non si ricorda in quale. Scrive poesie, racconti, articoli e chi più ne ha più ne metta. Ha il cervello bacato del Dottor Who e la saggezza filosofica di Spock. E' il solo, unico, brevettato, Astrofilosofo di quartiere periferico extragalattico, per gli amici... Fabry.

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