ANNA LOMBARDO .. POESIA di RESISTENZA

di Sandro Sardella

Quo Vadis Italia ?!? .. incombente l’umano d’amore di

lirica protesta .. incontro la poesia resistente di Anna

Lombardo .. una poesia necessaria .. una scrittura lucida

urgente fastidiosa agli smemorati dell’Italy .. un blues

di lotta che non tace non nasconde le vergogne ignoranti

arroganti di una borghesia complice e affarista ammorbata

in massacri di guerre lontane e vicine ..

parole sommesse coraggiose dritte scavano l’obbediente

silenzio delle orecchie della Storia ..

parole vibranti contro l’aridità che ha seccato i cuori le voci

.. voce nutrita di passione che calpesta giardini riservati ..

abbatte steccati .. non dimentica i sogni infranti di libertà

e di giustizia .. (fuori del muro) .. oltre la piccola dannata

comoda mediocrità .. ..

P.S : il ritrovarsi all’Elba Poetry Festival .. ha rinverdito

tracce di percorsi “compagni” .. sue poesie nei quaderni di

scrittura operaia “abiti-lavoro” negli anni ’90 .. la comune

amicizia con il “poeta operaio” Ferruccio Brugnaro .. il

travolgente tracimante incontro con Jack Hirschman del

quale Anna ha tradotto alcuni Arcani ..

P.P.S : vive e insegna a Venezia .. si occupa di traduzione

poetica .. lavori critici su, tra gli altri, Amy Lowell, Jack

Hirschman, Joyce Lussu e P.P.Pasolini .. dal 2011 è direttice

artistica del Festival Internazionale “Palabra en el Mundo”

che si svolge ogni anno in maggio a Venezia .. ospite in

molti festival internazionali .. ..

*

CHE OCCHI AVEVA LA TUA MORTE?

Che occhi aveva la tua morte, fratello di Bosnia?

Che occhi aveva la tua morte, madre di Tirana?

E la tua, sorella di Sofia?

Che occhi ha la morte di tuo padre in Russia?

E quali avrà per i bimbi e le bimbe del Chiapas?

Per i figli e le figlie di Tito? D’Irlanda? Di Spagna? D’Italia?

Che occhi aveva la morte nell’ambasciata di Lima?

Che occhi quella tua morte mentre cadevi dall’impalcatura?

Che occhi aveva la morte a Marcinelle? A Chittagong? A Genova?

Che occhi aveva la morte nel teatro di Mosca?

Che occhi in Afghanistan, in Siria, Santo Antonio, New York?

Che occhi aveva la morte a Londra, a Guantanamo, in quel mare

Nostrum?

Che occhi ha la morte a Gaza, a Mariupol?

Che occhi?

Ditemi, che occhi?

Che occhi ha la morte?

Gli stessi occhi che hanno inquinato

globalizzato

stuprato

imbavagliato

cattolicizzato

imbambolato

fascistizzato

prostituito

avvelenato

venduto

ucciso

comprato

massacrato

mappato

affamato

illuso

addomesticato

il mio paese

il vostro.

Redazione
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2 commenti

  • Michele Licheri

    Fa sempre bene rammentare le regole del gioco. Perché la ricchezza millantata dall’economia globale, accumulabile e indistribuibile equamente, oltre che di regole spettacolari dispone di prassi sociali feroci e divisorie. E queste corrompono,minano ogni possibile solidarietà tra gli esseri umani, ogni possibile catarsi, sino a mettere genere umano e la madre terra di fronte a una possibile estinzione. La debolezza e i vizi del popolo rafforzano il potere. I mercanti del “tempio” imperano; i pifferai mediatici imboniscono, i signori della guerra tuonano. Col consumo di massa si irretisce la ragione. C’è poco di Cristiano in tutto ciò; tantomeno di sovietismo. Di poetico? Solo i poeti. Che additano a tempo di blues un possibile scenario. Il riscatto è implicito. E passa attraverso la catarsi delle pietre ardenti della tenda del vapore. In seguito Anna,e Sandro suo cantore, amplificheranno la visione e noi con loro; tanto da vedere giungere a destinazione, finalmente, anche Capo Giuseppe. … Da est, in piena Siberia, ci giunge lo sbuffo internazionalista di un treno che porta una variegata schiera di meticci alla manifestazione antifascista di Vladivostok. Gioia e rivoluzione, a bordo; gioia è rivoluzione, gaiezza, conoscenza e non delazione in nome della ragione di stato , etc. etc. etc. La poesia poiché infrange le regole del discorso,del potere pare sia antitotalitaria. Una sciabordata di luce degna di Michelangelo Merisi.

  • Bravissima Anna! Molte sue poesie sono militanti e splendide, come questa. Una vita spesa a impegnarsi per la poesia e contro le ingiustizie sociali. Grazie Sandro anche per questa pubblicazione.

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