Argentina: molestate 5 calciatrici

Lo scorso 28 maggio, di fronte alla sede dell’Asociación Argentina de Fútbol di Buenos Aires, una manifestazione ha chiesto che il campionato di calcio venga sospeso all’insegna dello slogan Paramos la pelota y decimos basta.

di David Lifodi

Foto: https://www.resumenlatinoamericano.org/

 

In Argentina, all’inizio di maggio, ha riscosso una grande eco la campagna Paramos la pelota y decimos basta, promossa dalla Coordinadora Sin Fronteras de Fútbol Feminista.

La mobilitazione è nata a seguito della denuncia da parte di cinque giocatrici contro un allenatore membro dell’Asociación Argentina de Fútbol (Afa) per abusi sessuali. Da parte della Fifa, la massima autorità calcistica, per ora non sono state registrate prese di posizione o di condanna nei confronti del mister accusato di molestie. Anche da parte dell’Afa, che pure già nel 2021 aveva dichiarato che sarebbe stata inflessibile in relazione ad episodi di questo tipo, per ora non si è andati oltre una tiepida presa di posizione.

Ancora più grave, evidenzia la Coordinadora Sin Fronteras de Fútbol Feminista, è che l’allenatore incriminato ricopra tuttora l’incarico di coordinatore delle squadre di bambine e adolescenti del club Defensa y Justicia di Florencio Varela, città dell’area metropolitana della Gran Buenos Aires. Il Comitato etico della Fifa, almeno finora, ha scelto di non investigare né di sanzionare in qualche modo il trainer, a conferma del fatto che le squadre di calcio continuano ad essere un luogo non sicuro per donne, bambine e adolescenti.

Dal 2015 ad oggi, nella massima serie del calcio femminile argentino, sono state ben 28 le denunce registrate per casi di violenza di genere o abuso sessuale, ma il campionato non si è mai interrotto. La stessa Afa ha dichiarato più volte il suo rigore, ma soltanto a parole.

Venimos de generaciones de exclusión. Entendemos que la falta de respuesta y apoyo a las violencias que venimos denunciando, sumado a la constante exigencia de validar aún más las denuncias a través de procesos muy complejos, es la manera que encontraron para insinuarnos que el Fútbol no es un ambiente seguro para nosotras” è la parte finale dell’appello a partecipare al corteo tenutosi il 28 maggio scorso all’insegna dello slogan “Basta, no nos callamos más” di fronte alla sede bonaerense dell’Afa.

Solo pochi giorni prima della manifestazione è stato reso pubblico il nome dell’allenatore accusato di molestie, Diego Alberto Guacci, un passato nel River Plate e in altre squadre femminili argentine dove giocano adolescenti tra i 15 e i 17 anni.

Quanto alle calciatrici che hanno sporto denuncia, tuttavia, le notizie non sono delle migliori perché non possono comunque presentare ricorso contro la decisione della Fifa di non procedere nei confronti del tecnico.

In un’intervista rilasciata a Página/12 il 31 gennaio 2020, Mónica Santino, militante sociale ed ex calciatrice ricordava che “il calcio rappresenta un possibile cammino di libertà”: probabilmente lo sarà davvero quando non sarà più nella mani della Fifa, dell’Afa e di tutte le istituzioni calcistiche che si sono sempre distinte per il loro machismo.

 

David Lifodi
Sono nato a Siena e la mia vera occupazione è presso l'Università di Siena. Nel mio lavoro "ufficioso" collaboro con il sito internet www.peacelink.it, con il blog La Bottega del Barbieri e ogni tanto pubblico articoli su altri siti e riviste riguardo a diritti umani, sindacalismo, politica e storia dell’America latina, questione indigena e agraria, ecologia.

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