Asimov vs Lovecraft: chiunque vinca noi perdiamo?

Fabrizio Melodia – noto astrofilosofo – nella puntata 188 di «Ci manca(va) un Venerdì» gioca a carte sull’Enterprise

«Anche da giovane non riuscivo a condividere l’opinione che, se la conoscenza è pericolosa, la soluzione ideale risiede nell’ignoranza. Mi è sempre parso, invece, che la risposta autentica a questo problema stia nella saggezza. Non è saggio rifiutarsi di affrontare il pericolo, anche se bisogna farlo con la dovuta cautela. Dopotutto, è questo il senso della sfida posta all’uomo fin da quando un gruppo di primati si evolse nella nostra specie. Qualsiasi innovazione tecnologica può essere pericolosa: il fuoco lo è stato fin dal principio, e il linguaggio ancor di più; si può dire che entrambi siano ancora pericolosi al giorno d’oggi, ma nessun uomo potrebbe dirsi tale senza il fuoco e senza la parola»: così il “buon dottore” Isaac Asimov di cui ricorrerà – fra pochi mesi – il trentennale della morte.

Conoscenza o barbarie, potremmo (luxemburghianamente) parafrasare. O affrontiamo con intelligenza e caparbietà il nuovo “che corre” o restiamo rinchiusi nelle caverne di Platone, scambiando le ombre fugaci sulle pareti per il mondo esterno.

Da buon fan di “Star Trek” ricordo le partite a poker dell’androide Data (robot dotato di cervello positronico) con alcuni dei più eccelsi scienziati di tutti i tempi, quali Isaac Newton, Albert Einstein e Stephen Hawking. E mi piace immaginare una situazione da ponte ologrammi in compagnia di una strana coppia: Isaac Asimov e Howard P. Lovecraft. Stiamo giocando con le carte collezionabili “Magic: The Gathering”. Asimov forse potrebbe optare per un bianco/rosso mentre HPL punta su un nero/verde, con tutta probabilità.

Nel mezzo della partita, IA (magari ricordandosi certe letteracce del “collega”) potrebbe elogiare l’apertura umanistica e il bisogno di conoscenza per l’uomo. Allora HPL posando le carte gli obietterebbe che: «la cosa più misericordiosa al mondo sia l’incapacità della mente umana di mettere in relazione i suoi molti contenuti. Viviamo su una placida isola d’ignoranza in mezzo a neri mari d’infinito e non era previsto che ce ne spingessimo troppo lontano. Le scienze, che finora hanno proseguito ognuna per la sua strada, non ci hanno arrecato troppo danno: ma la ricomposizione del quadro d’insieme ci aprirà, un giorno, visioni così terrificanti della realtà e del posto che noi occupiamo in essa, che o impazziremo per la rivelazione o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di una nuova età oscura».

Voi che dite?

La mente umana regge il peso della “vera natura” della realtà? Capisce e domina gli orrori che provengono dallo spazio profondo e quelli del’inconscio? E vedendo se stesso distruggere il pianeta si senge forte o idiota?

Barcollando sul “ponte ologrammi” ancora Lovecraft direbbe che «il sentimento più forte e più antico dell’animo umano è la paura; e la paura più grande è quella dell’ignoto” ma Asimov continuerebbe a opporgli quella razza umana capace di praticare la saggezza e crescere a livello scientifico, controllando tutti gli imprevisti e i problemi legati all’ignoto.

Immagino il battibecco continuare.

Ma dopo un attacco di Asimov («L’aspetto più triste della vita in questo momento è che la scienza raccoglie conoscenza più velocemente di quanto la società raccolga saggezza») si inserisce beffardamente Friedrich Nietzsche: «chi combatte i mostri deve fare attenzione perché potrebbe diventarlo lui stesso. Quando getti lo sguardo sull’abisso per troppo tempo, l’abisso prima o poi getterà uno sguardo su di te». In aiuto di IA compare Edgar Morin: «la conoscenza non può essere considerata come un attrezzo ready made, che si può utilizzare senza esaminarne la natura».

Come finirà?

Restate sintonizzati sul “ponte ologrammi” e prima o poi lo saprete.

 

L'astrofilosofo
Fabrizio Melodia,
Laureato in filosofia a Cà Foscari con una tesi di laurea su Star Trek, si dice che abbia perso qualche rotella nel teletrasporto ma non si ricorda in quale. Scrive poesie, racconti, articoli e chi più ne ha più ne metta. Ha il cervello bacato del Dottor Who e la saggezza filosofica di Spock. E' il solo, unico, brevettato, Astrofilosofo di quartiere periferico extragalattico, per gli amici... Fabry.

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