Avete promesso di cambiare la politica. Ora fatelo.

di Mauro Antonio Miglieruolo

Forse era dai tempi dell’avvento del fascismo che una forza politica non dimostrava altrettanta cecità e autolesionismo. I socialisti di allora, campioni incontrastati di opportunismo politico, avevano gettato nelle braccia della reazione estrema l’Italia; oggi un’altra forza politica, alla quale si può concedere la sola attenuante dell’inesperienza,

rischia di assumersi la responsabilità storica di svolgere le medesima nefasta funzione nei confronti del berlusconismo.
Già si vede, per chi vuol vedere, scemare l’entusiasmo e le aspettative nate in seguito allo straordinario risultato elettorale del m5s; già si nota il timore iniziale dei reazionari di ogni bandiera , colti di sorpresa, mutare nella pregressa arroganza; e accentuarsi la tendenza alla calunnia, alle prese in giro sguaiate, alla demonizzazione dell’avversario: il fenomeno grillino non mette più paura.
All’opposto, nelle masse, sia in quelle che avevano sostenuto il movimento, sia in quelle che in quell’imprevisto successo avevano sperato, si diffondono perplessità e disorientamento. Non tutti riescono a comprendere cosa diavolo stia combinando questo muovo che occupa il palcoscenico della politica e poi fa scena muta.
Nemmeno gli stessi militanti del movimento comprendono quello che vanno facendo. L’arroccamento sulle “posizioni di principio” l’accentuarsi delle rigidità sono significativi a questo proposito. L’incapacità di manovrare è sintomo palese di una scarsa capacità di cogliere le caratteristiche dell’attuale congiuntura e di intervenire in essa.
Si profila per loro, e per noi tutti, una possibilità per uscire dall’angoletto in cui si sono collocati, alunni in punizione: le elezioni del Presidente della Repubblica. Ognuno di noi auspica che un uomo migliore dell’attuale possa insediarsi al Quirinale. Realizzare questo obiettivo passa attraverso la realizzazione di un altro, forse ancora più importante (i due sono strettamente legati): impedire si realizzi l’accordo tra destra bersaniana e destra berlusconiana, un accordo che in questo momento in cui il “cambiamento” urge, preme, è necessario, determinerebbe un arretramento dalle conseguenze incalcolabili.
17aprile-grillo2-622x394Intanto l’ostinazione del PD, ma prima ancora il fare orecchie di mercante di Napolitano che, non sollecitato dai 5stelle, non ha preso l’unica decisione che avrebbe dovuto prendere in seguito al fallimento dell’incarico dato a Bersani: affidarne un secondo a un personaggio gradito ai grillini; intanto, dunque l’ostinazione del PD ha ridato fiato e possibilità di parola a Berlusconi, che inizia a sentire odore di nuova vittoria. Ove dovesse verificarsi un evento del genere, non conteranno scuse, pretesti, giustificazioni, strilli, vaffanculo. Cari del m5s, il sospetto che vi siate lasciati guidare da bassi calcoli elettoralistici più che dal dovere insito al ruolo che siete stati chiamati a svolgere a quel punto diventerebbe certezza. Sareste voi allora a meritare i Vaffa che per mesi Grillo ha generosamente distribuito a chi per altro li meritava.
Io stesso, che pure amo altri linguaggi, non esiterei a lanciarveli.
Ma io conto poco. Quel che conta sono le masse. Non deludetele. La loro ira avrebbe effetti devastanti. Anche il solo allentamento della tensione ideale, della speranza, produrrebbe effetti devastanti. Voi non avete le strutture, i giornali, i mezzi per attenuare, per rivoltare le frittate, per salvarvi dal peggio. Vi trovereste in un amen, senza neppure sapere come, omologati alla casta dalla campagna battente di mentitori di professione e calunniatori prezzolati che imperversano in Italia. Non occorrerebbe commettere molti errori per trovarvi in gravi difficoltà. Né che questi errori siano consistenti. Una volta mostrata la debolezza politica, l’incapacità di correggersi, il non mettere al primo posto l’interesse collettivo, saranno sufficienti per perdervi quelli ordinari dai quali nessuno è esente, e specialmente chi alla politica si è appena affacciato. Sanno LORSIGNORI come fare.
Se dunque l’essenziale che tutti si aspettano non sarà realizzato, cioè il cambiamento da subito, su di voi, che del cambiamento avete fatto una bandiera, cadrà il più della riprovazione. Non varranno allora artifici dialettici, giustificazioni o la denuncia delle nefandezze altrui, tutto vi si rivolterà contro.
Pensateci.
***
Ultimora: sembra che il movimento 5 stelle abbia deciso di assumere l’iniziativa politica, invece di rispondere negativamente alle proposte degli altri.
Speriamo giunga in tempo per salvarci dall’ennesimo inciucio al quale sono inclini i signori del PD.
Auguri a tutti noi.
***

Redazione
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  • Intanto… scegliendo Marini come candidato al Quirinale, il Pd conferma la sua vocazione all’arroganza (verso il òpopolo di sinistra, mai ascoltato) e alla sudditanza (verso il Vaticano che vuole un cattolico).
    Ma così – ho sentito dire stamattina – il Pd finisce di suicidarsi?
    Sarebbe ora.
    La situazione non cambierebbe se, bruciato (?) Marini, nelle prossime ore il Pd fosse costretto a scegliere Rodotà: io mi rallegrerei moltissimo se Rodotà fosse il presidente della repubblica ma ciò non cambierebbe la natura del Pd, un partito che 99 volte su 100 sta dalla parte sbagliata. (db)

  • Sei ottimista, Daniele. Concedi al PD un 1% sul quale nutro qualche dubbio. Non ho dubbi invece sul caso, Il caso è un buon medico, non cura ma attenua anche le peggiori malattie. Può essere che per caso il PD si ritrovi dalla parte giusta. Può succedere, come no. Più facile capiti che qualcuno si prenda il disturbo e, sia pure a fatica, riesca a costringerlo a stare dalla parte giusta.
    Questa dell’elezione di Rodotà potrebbe essere il caso. Costrizione a far bene. Che potrebbe produrre ulteriori costrizioni a far bene.
    Non è indifferente se al Quirinale sale un inciucista di professione, che tra l’altro ha avuto il placet di Berlusconi, o uno che da queste storie ha sempre cercato di restare fuori.
    Io ci spero. Continuerò a sperare fino all’ultimo.
    Bisogna essere ottimisti…

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