Baldini, Camilleri e Winslow

recensioni – noir e non solo – di VALERIO CALZOLAIO  

Vigàta. 5 settembre 2008. Salvo Montalbano compie 58 anni. Già non capisce niente di orari, anagrafi e demoni elettronici (auto, pc, registratore, mp3), ora somatizza pure balbuzie e alzheimer. Ha due casi grossi: il furto in un supermercato presieduto dal deputato locale, l’assassinio della fidanzata del figlio del presidente della Provincia. “Televigàta” (Pippo Ragonese) ce l’ha con lui, “Retelibera” (Nicolò Zito) è sua alleata, il questore resta sulle spine, pesce in barile. Non tutti i romanzi di Andrea Camilleri riescono col buco, anche se tutti vanno godibilmente letti. Questo (“Una voce di notte”, Sellerio 2012, pagg. 272, euro 14) era stato scritto 4 anni fa (Berlusconi, non Monti!) e viene pubblicato ora «per segrete alchimie dei piani editoriali» (tanto che pochi mesi fa ne è uscito un altro, molto bello, con il commissario 61enne). Decisivi sono i pasti serali casalinghi preparati della scorbutica fedele Adelina e i pranzi da Enzo (dopo i quali passeggia fino al molo-faro). Anche l’eterna fidanzata Livia Burlando ha un ruolo a distanza, sono stato a Boccadasse e capisco perché lei resti quasi sempre lì. Segnalo Licini a pag. 183.

Laguna Beach, California. 2005. Chon (John), Ben (Leonard), O (Ophelia) sono amici, si amano, fanno famiglia e sesso, fumano insieme marijuana (che inibisce l’ambizione). Chon è magro rasato silenzioso violento, all’estero è un eroe delle Forze Speciali (Seal in Afghanistan), sulla spiaggia legge libri, gioca a pallavolo, scopa mogli-trofeo. Ben è ebreo, castano loquace pacifista radical, con i soldi del traffico di droga vuole aiutare il terzo mondo. O ha 19 anni, bella minuta deliziosa, capelli biondi e occhi azzurri, cresciuta dalla madre e da maschi di passaggio, sembra felice. Mentre Chon viene ferito in missione e congedato con onore, Ben tenta di gestire l’aspro corrotto tentativo di appropriarsi del loro silenzioso pulito lucroso traffico e O si mette alla ricerca del padre genetico. Bisogna andare indietro nel tempo, al 1967-1971, al 1976, al 1981, al 1991: in qualche vario modo i genitori si erano già frequentati, nel crimine e nei letti, fra hippy e surfisti. Molto bello anche il prequel delle Belve di Don Winslow (“I re del mondo”, Einaudi 2012, pag. 355 euro 18,50; in originale “The Kings of Cool”, traduzionme di Alfredo Colitto).

Eraldo Baldini

Gotico Rurale 2000-2012”

Einaudi

241 pagine,17,50 euro

Ravennate. Ultimo trentennio. Il 59enne specialista (non solo letterario) di Antropologia culturale ed etnografia Eraldo Baldini è un ottimo scrittore romagnolo, da sempre ai confini del giallo nero in ecosistemi di campagna, molto tradotto all’estero. Cominciò proprio con racconti, nel 1991, vincendo a Cattolica. In “Gotico Rurale 2000-2012”aggiunge ai primi 12 (raccolti nel 2000 con postfazione di Francesco Guccini) altri 6 racconti del decennio successivo, dei quali uno solo inedito, gli altri pubblicati in antologie, tutti riveduti e corretti per la nuova edizione. C’è una leggera leggiadra virata verso registri più ironici e umoristici della paura. Ma nessuno riderà. Viscerale e interessante.

UNA BREVE NOTA

Appuntamento con le recensioni giallo-noir di Valerio Calzolaio che in prima battuta escono su «Il salvagente». (db)

 

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