Bambine/i, Trento leghista, Bakunin e «Fuori binario»

E già che passate di qui db vi consiglia di leggere (o rileggere) le convenzioni internazionali e la Carta dei diritti della bambina

Guardate che bella la prima pagina di «Fuori binario», la rivista dei «senza fissa dimora» di Firenze.

Sul numero di gennaio (a me arriva per posta e dunque l’ho visto solo pochi giorni fa) il mensile «Fuori binario» ha ripreso questa storia – di fine ottobre, ma credo che poche persone fuori Trento la conoscessero – e l’ha trasformata in un sorta di manifesto con una frase di Michail Bakunin, come potete leggere anche nei testi che riporto qui sotto.

A completare il discorso vale ricordare che esiste una «Carta dei diritti dei bambini» o meglio la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Convention on the Rigths of the Child) approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata da 196 Paesi fra cui l’Italia – ma tutto questo la leghista Katia Rossato non lo sa – con 54 articoli (e tre Protocolli opzionali: sui bambini in guerra, sullo sfruttamento sessuale, sulla procedura per i reclami). Fra i princìpi fondamentali della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza» c’ è ovviamente la «Non discriminazione» (articolo 2) ovvero i diritti «devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori»… ma anche questo Katia Rssato non lo sa o forse non capisce.

A completare questo piccolo dossier riprendo – dall’ultimo numero di «Uomini in cammino» – anche La carta dei diritti della bambina. Buone letture. [db]

DA «FUORI BINARIO»

«I bambini non appartengono a nessuno, non sono di proprietà del loro Paese, e neppure della società, essi appartengono soltanto alla loro futura libertà» (M. Bakunin).

Trento, la consigliera leghista contro i bambini stranieri. La scuola risponde con una canzone sull’integrazione

In un’intervista a fine ottobre la consigliera leghista del Comune di Trento, Katia Rossato, aveva dichiarato che “i bambini stranieri occupano il parco e rimangono seduti sui giochi. Sono un disagio“. Così l’Istituto comprensivo Trento 6 ha pensato di rispondere all’esponente del Carroccio con una canzone sull’integrazione, interpretata proprio dai bimbi, con tanto di videoclip. Il brano si chiama Altalena e lancia il messaggio dell’uguaglianza delle persone, che hanno gli stessi diritti. I giovanissimi studenti cantano, rivolti a un’ideale altalena, “fammi volare, portami in alto per non sentire le frasi ostili di chi divide e le parole di chi mi esclude“.
Al termine della canzone c’è una didascalia, che recita: “I bambini conoscono i loro diritti e ne sono testimonianza attiva ogni giorno. Spesso siamo noi adulti a dimenticarcene, dimentichiamo anche i nostri diritti e altrettanto facilmente non ricordiamo i
doveri che puntualmente ciascun diritto richiama. L’altalena vuole essere un modo per tener memoria di ciò che si deve fare sempre e con tutti, emblema dei diritti e doveri in una perfetta alternanza di suoni. L’altalena vuole essere l’augurio speciale affinché ciascuno di noi contribuisca attivamente per quel che può e come può alla propria e all’altrui felicità. L’altalena è frutto di chi ogni giorno dei diritti e dei doveri sanciti nelle Dichiarazioni ne fa uno stile di vita”.

CFR https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/12/24/trento-la-consigliera-leghista-contro-i-bambini-stranieri-la-scuola-risponde-con-una-canzone-sullintegrazione/4857209/

LA NUOVA CARTA DEI DIRITTI DELLA BAMBINA

La versione originale della Carta dei Diritti della Bambina è stata presentata ed approvata durante il Congresso della BPW (Business & Professional Women) Europa, tenutosi a Reykjavik nel 1997, a seguito di un seminario tenuto da Janice Brancroft sul tema “Il futuro della bambina in Europa”.

E’ un documento unico nel panorama della cultura di genere, redatto dalla BPW Europa a seguito della drammatica condizione femminile denunciata a Pechino nella Conferenza mondiale sulle donne del 1995.

Ispirata alla Convenzione ONU sui Diritti del fanciullo del 1989, a differenza e ad integrazione di questa, che pone sullo stesso piano i due generi, la Carta dei diritti della Bambina li distingue in termini di caratteristiche e bisogni, avuto riguardo alle diverse connotazioni fisiche ed emozionali. (…)

La Carta deve essere letta come una premessa fondamentale per l’affermazione e la tutela dei diritti delle donne fin dalla nascita. La bambina deve essere aiutata, protetta fin dalla nascita e formata in modo che possa crescere nella piena consapevolezza dei suoi diritti e dei suoi doveri, contro ogni forma di discriminazione.

Molte Federazioni e club della BPW sono molto attivi in questa materia, e sono stati in grado di ottenere l’adozione della presente Carta da parte delle istituzioni locali, in forma aggiornata. (…)

IL TESTO DELLA “CARTA”

Ogni bambina ha il diritto:

Articolo 1
Di essere protetta e trattata con giustizia dalla famiglia, dalla scuola, dai datori di lavoro anche in relazione alle esigenze genitoriali, dai servizi sociali, sanitari e dalla comunità.

Articolo 2
Di essere tutelata da ogni forma di violenza fisica o psicologica, sfruttamento, abusi sessuali e dalla imposizione di pratiche culturali che ne compromettano l’equilibrio psico-fisico.

Articolo 3
Di beneficiare di una giusta condivisione di tutte le risorse sociali e di poter accedere in presenza di disabilità a forme di sostegno specificamente previste.

Articolo 4
Di essere trattata con i pieni diritti della persona dalla legge e dagli organismi sociali.

Articolo 5
Di ricevere una idonea istruzione in materia di economia e di politica che le consenta di crescere come cittadina consapevole.

Articolo 6
Di ricevere informazioni ed educazione su tutti gli aspetti della salute, inclusi quelli sessuali e riproduttivi, con particolare riguardo alla medicina di genere per le esigenze proprie dell’infanzia e dell’adolescenza femminile.

Articolo 7
Di beneficiare nella pubertà del sostegno positivo da parte della famiglia, della scuola e dei servizi socio-sanitari per poter affrontare i cambiamenti fisici ed emotivi tipici di questo periodo.

Articolo 8
Di apparire nelle statistiche ufficiali in dati disaggregati per genere ed età.

Articolo 9
Di non essere bersaglio, né tanto meno strumento, di pubblicità per l’apologia di tabacco, alcol, sostanze nocive in genere e di ogni altra campagna di immagine lesiva della sua dignità.

(dal sito http://www.fidapa.org)

db
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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