BRT: sicurezza e prevenzione…
… a Sedriano e non solo. Le prime valutazioni della Rete Nazionale Lavoro Sicuro
Il 13 luglio si è tenuta una riunione operativa per fare il punto su sicurezza e prevenzione nel magazzino BRT di Sedriano.
Il delegato RLS ha illustrato le criticità e i pericoli legati all’organizzazione e al variare dell’organizzazione del lavoro. È emersa, da questo, la necessità di un aggiornamento del DVR, il documento valutazione rischio.
Altro punto evidenziato riguarda il sorprendente alto numero di lavoratori con limitazioni. Correlato a questo aspetto il ruolo assolutamente insufficiente o meglio assente, svolto dal Medico Aziendale.
A questo incontro on line hanno partecipato anche lavoratori di altre realtà, ne è scaturita una vivace discussione che ha toccato diversi temi sempre attinenti le condizioni del lavoro nei magazzini e i rischi legati ad una mancata prevenzione e sorveglianza.
Per meglio affinare l’analisi del contesto in cui si opera e per formulare richieste urgenti al datore di lavoro.
Venerdì 24 luglio dalle 15 alle 16
riunione dei lavoratori del magazzino.
Tutta la ricchezza di testimonianze nonché le richieste di chiarimenti hanno trovato una giusta sintesi nelle: “NOTE A MARGINE DELLA RIUNIONE” a cura del dottor Vito Totire.
Questioni emerse:
Le costrittività lavorative e il sovraccarico osteoarticolare stanno causando un alto impatto negativo sulla salute dei lavoratori; questo ha determinato un certo numero di giudizi di idoneità limitata e, addirittura, risultano, anche riconoscimenti Inail
È verosimile che quanto percepito dai lavoratori sia approssimato per difetto in quanto spesso il lavoratore, non fidandosi del “medico competente” (che è il medico di fiducia del padrone) non segnala i suoi disturbi – se non sono gravi – per timori di ricadute negative.
OCCORRE CHIEDERE I VERBALI DELLE RIUNIONI ANNUALI PREVISTE DALL’ARTICOLO 35 DEL DECRETO 81/2008 CHE SONO UN OBBLIGO PREVISTO PER LE AZIENDE DA 15 DIPENDENTI IN SU
SONO RIUNIONI A CUI L’RLS DEVE PARTECIPARE E IN CUI VENGONO COMUNICATI I DATI ANONIMI SANITARI ED EVENTUALI VARIAZIONI DEL DVR RELATIVE A MODIFICHE DELLA ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO E DEI RISCHI
Il datore di lavoro deve appunto aggiornare il DVR ogni volta che sia stata introdotta o meglio si abbia intenzione di introdurre una variazione nella organizzazione del lavoro
SUL MICROCLIMA: da anni sosteniamo che deve essere garantito un microclima idoneo per le esigenze fisiologiche dei lavoratori, evidentemente con interventi di climatizzazione
Come è noto, spesso tra affidatario e appaltante si fa il gioco dello scarica barile ma AI LAVORATORI DEVE INTERESSARE SOLO RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO, non entrare nel merito di chi deve sostenere la spesa. In ogni caso, le responsabilità vanno chiaramente condivise
Aree ristoro e refettorio devono rispondere ai requisiti igienistici standard: uno spazio fisico agibile per dieci persone non va bene se nel singolo turno ci sono 60 lavoratori; i lavoratori devono mangiare nel corso delle giornate, sempre alla stessa ora e distribuendo le calorie in maniera fisiologica (di più a pranzo, di meno a cena e non viceversa); non si mangia seduti per terra o dove capita; non è per fare paragoni ma il diritto a consumare i pasti in un “refettorio” è incluso nella carta ONU sui diritti (anche) dei detenuti !
Nella riunione sono stati descritti problemi di ergonomia (mezzi non idonei per trasportare pacchi di grandi dimensioni): AL PADRONE BISOGNA RICORDARE CHE LE NORMATIVE IN VIGORE IN ITALIA (in maniera implicita da sempre e in maniera letterale/esplicita fin dai primi anni Novanta del secolo scorso) esigono che il datore di lavoro prima ancora che glielo “ricordiamo” noi lavoratori è tenuto ad attuare una riorganizzazione ergonomica dell’attività lavorativa, per evitare il lavoro monotono e ripetitivo che comporta rischio fisico fatica e distress.
SE IL DATORE DI LAVORO “NON LO CAPISCE” DA SOLO gli dobbiamo spiegare – con mezzi convincenti – come si fa; NELLE AZIONI DI MIGLIORAMENTO RIENTRA OVVIAMENTE ANCHE IL DISCORSO DELLE ALTE TEMPERATURE e in particolare quelle segnalate nel “bilico” (45 gradi)
La compagna di Parma ha mosso una giusta osservazione realistica e non da avvocato del diavolo: il padrone può rispondere con provocazioni e ricatti del tipo «il capannone con i requisiti richiesti dai lavoratori è fruibile solo a a 200 km. Dal Comune di residenza». È evidente che fin dall’inizio occorrerà mettere le cose in chiaro nel senso che il miglioramento deve essere un vero miglioramento e non una arma a doppio taglio.
Comunque è vero che a volte la “provocazione” ha attecchito e persino, in qualche caso, con avallo da parte di giudici “poco esperti” (per così dire)
Infine, una considerazione: il cosiddetto CCNL – contratto collettivo nazionale di lavoro – siglato da vertici sindacali compromessi col potere economico, viene usato come una clava contro i lavoratori. Ma siamo consapevoli del fatto che anche se i vertici firmano contratti capestro questi non possono confliggere con le norme di prevenzione e con i diritti già acquisiti dai lavoratori. Recenti, numerose e ragionevoli sentenze lo confermano (per esempio la prassi sadica del “superamento del comporto” voluta da contratti nazionali è stata cestinata in quanto iniqua e discriminatoria)
Meritano un commento le dichiarazioni di un sindacalista (forse un confederale) che in un momento di sincerità ammette che il CCNL con cui si è avallato l’operatore unico per la raccolta dei rifiuti ha causato una valanga di malattie professionali …ah, capirlo prima!
SULL’INCENDIO ALLA BOVISA: è evidente che si sia manifestata una falla (enorme come una casa) nel DVR Bartolini di quella sede e forse di tutte. Già nella riunione, che abbiamo fatto a Parma qualche mese fa, alcuni lavoratori hanno manifestato un punto di vista critico su un certo tipo di pacchi (discrepanza tra peso effettivo e peso dichiarato). Ma in generale i lavoratori della logistica sono sanamente sospettosi su certi carichi di cui non conoscono il contenuto. In certi casi la situazione può essere “ansiogena” proprio perché si ignora cosa si sta manipolando
L’incendio alla Bovisa è estremamente grave anche perché il rischio litio/incendio è noto da anni ed oggetto di molti seminari di formazione e aggiornamento che forse i responsabili per la sicurezza di Brt NON HANNO FREQUENTATO…
L’indagine aperta dalla procura va seguita, se abbiamo la energia per farlo come Rete Nazionale Lavoro Sicuro e/o come S.I. Cobas, visto che – a parte la estrema gravità in quanto tale dell’evento – qualche lavoratore ci poteva anche rimettere di più…E’ L’EVENTO TIPICO SU CUI RAGIONARE PER ARRIVARE IL GIORNO PRIMA
