Cesena, Crc: lettera aperta a Catia Tomasetti

di Davide Fabbri e Franco Faberi (*)

«CHI HA AVUTO, HA AVUTO / CHI HA DATO, HA DATO / SCURDAMMOCE ‘O PPASSATO»?  RICHIESTA DI INCONTRO CON LA DIRIGENZA DELLA CASSA DI RISPARMIO DI CESENA. LETTERA APERTA ALLA PRESIDENTE CATIA TOMASETTI.

Davide-vignVAURO

   «Chi ha avuto, ha avuto… chi ha dato, ha dato… scurdámmoce ‘o passato».  Questo è quanto vorrebbe la nuova dirigenza della Cassa di risparmio di Cesena, la politica di blocco di potere affaristico e finanziario del Pd, partendo dai politici locali fino ai nazionali, e anche la nostra defunta Fondazione della Cassa di Risparmio.
Ma noi del «Comitato Difesa Risparmiatori della Cassa di Risparmio di Cesena», a nome di centinaia di azionisti della banca, non vogliamo accettare l’inaccettabile. Con questa lettera aperta alla presidente del cda Catia Tomasetti chiediamo un incontro urgente con la dirigenza della banca. Abbiamo il massimo rispetto del nostro tempo e di quello altrui, in particolare di chi ha tanti impegni e importanti responsabilità. Chiediamo pertanto alla dirigenza del cda della banca solo 30 minuti per formulare alcune richieste dei risparmiatori azionisti della banca per verificare quante possibilità ci siano che vengano considerate e accettate.
I fatti sono eloquenti. Nessuno ha difeso gli azionisti della banca. Al contrario si è infierito contro di loro, come se avessero tutte le colpe e avessero compiuto loro i tanti misfatti che, non dubitate, faremo venire a galla e porteremo alla conoscenza di tutti. L’unica vera colpa degli azionisti è di essersi fidati quasi ciecamente: aver riposto la fiducia in una banca che da sempre affermava di essere dalla loro parte, mentre gestiva allegramente la politica degli affidi (fidi e prestiti) con plateali irregolarità e incongruità nelle richieste di credito, delle garanzie e dei piani a supporto. E’ stata una fiducia mal riposta ma non può essere considerata colpa grave. La vera responsabilità pesa tutta ed esclusivamente su chi, per anni, ha governato l’istituto come fosse una proprietà privata, su chi ha malgestito, su chi ha elargito fondi a società decotte e fallite, sulla politica affaristica di concessione di finanziamenti a rischio a speculatori del cemento che hanno creato la bolla immobiliare (società legate a Germano Lucchi e Gruppo Isoldi docet) la quale ha prodotto lo scandalo Sapro spa; su chi, miope e ottuso, non si è accorto dei cambiamenti epocali che stavano avvenendo e non ha quindi saputo e voluto gestire il nuovo, la complessità della società moderna, convinto sino alla fine che poi le cose si sarebbero aggiustate, convinto che passata la burrasca avrebbero potuto continuare a fare i loro spregiudicati affari e continuare impuniti a considerare l’istituto cosa loro.
Una banca malgestita da uomini e centri di potere legati alla politica locale, governata da lobby e da conflitti di interesse, che abbiamo ampiamente sviscerato e sui quali torneremo presto.
Quando l’arroganza del potere dei banchieri si allea alla incapacità e al malaffare, si produce un danno ingente per migliaia di cittadini risparmiatori ed azionisti che ora dovranno piangere.
Anche la Banca d’Italia ha responsabilità gravi in tutta questa vicenda:
– prima per aver sottovalutato i fatti al punto da dare alla banca un rating molto elevato (ispezione nel 2011);
– alla fine (ispezione nel 2015) ha cambiato idea e ha deciso che la banca fosse da buttare e svendere.
I cittadini pagano anche per l’incapacità della politica nazionale che, fino a poche settimane fa, dichiarava quotidianamente che il sistema bancario italiano era solidissimo e sicurissimo, mentre era ed è al limite del collasso. Ora si sono svegliati e tardivamente, con pochi mezzi e ancora meno idee, cercano senza riuscirci di correre ai ripari. Come sempre si chiudono le stalle quando i buoi sono usciti.
Il nostro «Comitato Difesa Risparmiatori» crede comunque che si possa intervenire per il bene di tutti, in primis della banca, che speriamo possa essere l’istituto di riferimento per il territorio per tanti anni ancora, e anche per gli azionisti e i risparmiatori che non possono e non devono essere penalizzati più del lecito e del necessario. Ci auguriamo, per il bene di tutti, che qualcuno non pensi di rilanciare l’istituto e magari lucrarci sopra, partendo dall’eliminazione sistematica di migliaia di risparmiatori incolpevoli. Sarebbe una pessima idea e un ancor peggiore inizio per la nuova Cassa di Risparmio di Cesena.
Non lo permetteremo.
Oggi il «Comitato» è una solida associazione in difesa dei risparmiatori azionisti, fin da subito si è fatto carico di questa necessaria e pesante responsabilità; il «Comitato» ha la fiducia di centinaia di cittadini risparmiatori. Fino a quando godremo della loro fiducia continueremo la nostra opera senza guardare in faccia a nessuno, e con il solo obiettivo di portare un poco di equità e giustizia dove ora c’è iniquità e sofferenza.

Per tutte queste ragioni chiediamo un incontro urgente alla dirigenza della Cassa di Risparmio di Cesena.

Per il Comitato Difesa Risparmiatori Carisp Cesena: Davide Fabbri, blogger indipendente, e Franco Faberi, esperto in economia e finanza

 

(*) Delle vicende che ruotano attorno alla Crc di Cesena molte volte si è parlato in “bottega” e continueremo, sperando che non sia la classica punta di un iceberg. Come sempre, titolo e immagine – in questo caso di Vauro – sono scelte qui nella nostra piccola redazione. (*)

 

Davide Fabbri

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