Clarice Lispector: «Il ballerino indù»

Appuntamento con “la cicala del sabato” (*)

Il ballerino indù

fa gesti ieratici, quadrati,
e si ferma.
È che anche fermarsi per qualche istante fa parte del gioco.
È la danza dell’attonimento:
i movimenti immobilizzano le cose.
Il ballerino passa da un’immobilità all’altra,
dandomi il tempo dello stupore.
E spesso la sua immobilità improvvisa è la risonanza
del salto precedente:
l’aria ferma contiene tutto il tremore del gesto.
Ora è del tutto immobile.
Esistere si fa sacro
come se noi fossimo solo
gli esecutori della vita.

(traduzione di Emilio Capaccio)

O dançarino hindu
faz gestos hieráticos, quadrados,
e pára.
É que parar por vários instantes também faz parte.
É a dança do estatelamento:
os movimentos imobilizam as coisas.
O bailarino passa de uma imobilidade a outra,
dando-me tempo para estupefação.
E muitas vezes sua imobilidade súbita é a ressonância
do salto anterior:
o ar parado contém todo o tremor do gesto.
Ele agora está inteiramente parado.
Existir se torna sagrado
como se nós fôssemos apenas
os executantes da vida.

(*) Qui, il sabato, regna “cicala”: libraia militante e molto altro, codesta cicala invia ad amiche/amici per 5 giorni alla settimana i versi che le piacciono. Abbiamo raggiunto uno storico accordo: lei sceglie ogni settimana i versi da regalare alla “bottega”. Perciò ci rivediamo qui fra 7 giorni.

 

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