Conosco il mio nome

Alcune considerazioni videoludiche (e pleonatische?) riguardo alla guerra nel videogame cult «Metal Gear Solid – Tactical Espionage Action» di Hideo Kojima

di Fabrizio Melodia («l’Astrofilosofo»)   

Meryl: Snake, ma tu sei un eroe, non è vero?
Snake: Sono solo un uomo che sa fare bene il suo lavoro: uccidere. Un mercenario non vince e non perde, gli unici vincitori in guerra sono le persone.
Meryl: Va bene, e tu combatti per le persone.
Snake: Non ho mai combattuto per nessuno, non ho uno scopo nella vita, nessun obiettivo finale.
Meryl: Andiamo…
Snake: Solo quando fisso la morte negli occhi, solo allora mi sento davvero vivo.
Meryl: Vedere gli altri morire ti fa sentire vivo, eh Snake? Ami la guerra e non vuoi che finisca, come tutti i grandi soldati della storia. (da «Metal Gear Solid», dialogo tra Meryl e Solid Snake).

Brutto affare la guerra, un giro di violenza e denaro che non ha pari, forse la fase meno transitoria della Storia umana, sicuramente una costante universale nonostante tutte le belle parole.

«La guerra è padre di tutte le cose, di tutte è re» affermava il filosofo greco Eraclito, che vedeva nella conflittualità degli opposti, la logica sistemazione delle entità nel mondo.

Dunque la guerra percorre con il filo rosso del sangue versato tutta la vicenda dell’uomo: fin dall’antichità, stando ai ritrovamenti archeologici, l’uomo ha combattuto contro il proprio simile, per i più svariati motivi, gli assetti politici e territoriali mutavano in continuo, prima dell’avvento millenario dell’Impero Romano, il quale fece della guerra il suo programma politico più efficace, franando poi sotto i colpi della propria intrinseca debolezza.

Ai disordini conseguiti alla dissoluzione dell’Impero e alle guerre di religione, si arrivò agli Stati secolari, fondati su complessi e spesso precari equilibri politici e finanziari.

Fino ad arrivare alle due guerre mondiali che hanno messo in luce quanto l’uomo impiega per distruggersi. Poi la guerra detta fredda ha mostrato che si può continuare a combattere pur mantenendo un equilibrio – fragile e incerto – per la conservazione della specie. Nell’equilibrio dei due blocchi contrapposti, iniziarono così guerre, spesso sotterranee, per lo status quo dominato da Usa e Urss.

Si svilupparono dunque conflitti “minori” ma che lasciarono segni indelebili nella fragile pelle dell’umanità: la guerra di Corea e del Vietnam ancora gridano il loro orrore. Dopo l’ 11 settembre (ma forse anche prima) moltissimi hanno perso la speranza che gli uomini di potere lavorino davvero per l’interesse collettivo.

In questo affresco assai poco rassicurante. che è il nostro mondo consumistico e capitalista, s’inserisce la vicenda del mercenario Solid Snake.

Molto particolare: non è un libro, tantomeno un’opera cinematografica, né un fumetto o un programma radiofonico o di animazione.

Nasce in una console di videogame, è figlio di un computer e di un suo programmatore, Hideo Kojima, che sviluppò il terzo capitolo della saga videoludica nel 1998, prodotto poi dalla Konami, consacrandosi come il guru dei videogiochi, con oltre 6 milioni di copie vendute in tutto il mondo: per lui si è coniato il termine di «arte videoludica» e l’estensore di questa nota ritiene che non si vada troppo distanti dalla realtà, visto e considerato le profonde considerazioni e l’esperienza di immersione totale nell’universo terribile e molte volte senza speranza di Kojima.

Solid Snake è un ex agente speciale dell’unità di missioni sotto copertura FOX-HOUND, ritiratosi a vivere in Alaska, per lavorare come musher, guidatore di slitte trainate dai cani.

Viene prelevato a forza dagli uomini del suo ex comandante, il colonnello Roy Campbell, per svolgere una missione potenzialmente suicida ma di cui sembra essere l’unica persona in grado di svolgere con efficacia e discrezione, con la silenziosità del serpente, come recita il suo nome in codice.

Dovrà infatti infiltrarsi non visto nel deposito di testate nucleari tattiche dell’isola di Shadow Moses, dove alcuni membri della vecchia unità FOX-HOUND hanno preso possesso dell’armamentario, guidati dal carismatico e abile Liquid Snake, le cui fattezze e corporatura sono pressochè identiche a quelle di Solid Snake.

I terroristi vogliono i resti di Big Boss e chiedono un riscatto in denaro al governo degli Stati Uniti: se non l’otterranno, scaglieranno missili nucleari sul territorio americano. La FOX-HOUND agisce in alleanza con il corpo speciale Next Generation, una squadra di soldati senza alcuna reale esperienza di battaglia ma con una grandissima preparazione ottenuta nell’addestramento in Realtà Virtuale. L’obiettivo di Snake è infiltrarsi nella base, capire se i terroristi hanno realmente la capacità di lanciare una testata nucleare e, se così fosse, impedire che possano farlo; deve inoltre salvare il presidente della ArmsTech, Kenneth Baker e il direttore della DARPA, Donald Anderson, entrambi trattenuti dai terroristi come ostaggi. Il colonnello, in confidenza, chiede a Snake di salvare anche sua nipote Meryl, presente nella struttura sequestrata. Prima di partire, la dottoressa Naomi Hunter gli pratica un’iniezione di nanoidi e di peptidi anticongelanti, per prevenire il congelamento viste le temperature artiche che dovrà affrontare.

Snake accetta l’incarico e si infiltra nella base via mare con attrezzature da immersione. Raggiunge l’eliporto, dove fa conoscenza via Codec con Mei Ling, e nota il capo dei terroristi, Liquid, salire su un Hind D per contrastare un attacco aereo ordinato dal colonnello come diversivo per facilitare l’infiltrazione di Snake. Oltrepassato l’eliporto e il deposito dei carri armati, viene contattato dal suo vecchio maestro McDonnel «Master» Miller, che gli offrirà supporto per tutta la missione. Snake accede alla cella dove è imprigionato il direttore della DARPA attraverso il sistema di ventilazione. L’uomo informa Snake che i terroristi non solo dispongono di un armamento nucleare, ma anche di una nuova, rivoluzionaria, arma capace di lanciare missili atomici: il carro armato bipede sviluppato segretamente a Shadow Moses conosciuto come Metal Gear REX, che si trova in un hangar della base. Anderson continua dicendo che per poter lanciare una testata nucleare bisogna immettere due codici di lancio, uno dei quali è in possesso di Kenneth Baker (tenuto prigioniero in un piano interrato non lontano) mentre l’altro era conosciuto dallo stesso Anderson, il quale, però, l’ha rivelato ai terroristi dopo la lettura della sua mente da parte del telepate di FOX-HOUND, Psycho Mantis. Il modo migliore per disarmare i terroristi – spiega ancora Anderson – sembra essere l’ inserimento di tre chiavi PAL nel terminale di comando. Le tre chiavi PAL, però, sono in mano a Kenneth Baker. Anderson chiede a Snake se la Casa Bianca ha intenzione di sottostare alle richieste dei terroristi ma Snake risponde che non ne sa niente e che non è affar suo. Subito dopo, il direttore della DARPA muore improvvisamente, colto da quello che sembra essere un infarto. Uscito dalla cella, Snake si imbatte in una ignota donna soldato che, dopo averlo aiutato a combattere alcune guardie, fugge subito via attraverso un ascensore. Subito dopo, Snake ha un breve visione indotta da Psycho Mantis.

Sfruttando le informazioni di Anderson, Snake trova Kenneth Baker, rinchiuso al secondo piano interrato della struttura e legato a un pilastro tramite fili collegati a del C-4, ma prima di poterlo liberare ingaggia una sparatoria contro Revolver Ocelot, un membro della FOX-HOUND.

«Questa è la miglior pistola mai creata, la Colt Single Action Army. Sei proiettili, più che sufficienti per uccidere qualunque cosa si muova. Ora ti farò vedere perché mi chiamano Revolver… ESTRAI»: così Revolver Ocelot, nel duello con Snake.

Un misterioso ninja irrompe improvvisamente durante il combattimento, tagliando di netto la mano destra di Ocelot e l’esplosivo al quale è collegato Baker, liberandolo; Ocelot fugge e il ninja scompare, colto da una crisi, mentre Snake aiuta Baker a riprendersi. Il presidente rileva che il suo codice di lancio è in possesso dei terroristi, infatti pur riuscendo a resistere alla lettura mentale di Psycho Mantis (grazie a degli innesti nel cervello) ha ceduto dopo le torture fisiche di Ocelot. Baker rileva che anche il direttore della DARPA dovrebbe avere gli innesti per proteggere il proprio codice. Snake è stranito da questa informazione in quanto il direttore gli aveva detto che i terroristi avevano scoperto il suo codice proprio leggendogli la mente.

Comunque i terroristi ora sono in grado di lanciare la testata e l’unica speranza per impedire il lancio è usare le tre schede PAL del blocco d’emergenza. Baker afferma di non avere più le chiavi ma di averle date a una donna soldato che ha categoricamente rifiutato di far parte dei terroristi. Baker parla poi a Snake di uno scienziato capace di dirgli il metodo migliore per distruggere il REX nel caso il PAL non dovrebbe funzionare: ovvero l’ingegnere capo del progetto REX, Hal «Otacon» Emmerich, che si trova nel secondo complesso della base. Baker dà a Snake un disco ottico con tutte le informazioni raccolte sul Metal Gear REX e la frequenza codec della donna soldato precedentemente incontrato da Snake, che si rivela essere Meryl Silverburgh, la nipote del colonnello Campbell, alla quale ha lasciato le schede di sicurezza PAL valide per evitare il lancio. Afferma inoltre di aver riconosciuto il ninja come l’«oscuro segreto di FOX-HOUND», un soldato genetico sperimentale.

Snake gli chiede perché il direttore della DARPA e lui si trovassero nella base in quel momento: Baker risponde che dovevano eseguire un test per verificare i dati teorici del Metal Gear REX nella pratica. Alla domanda sul perché erano necessari test, se l’arma utilizzava una tecnologia già conosciuta, Baker viene improvvisamente colpito dallo stesso malore del direttore della DARPA; accusando il Pentagono della sua morte, si accascia inerme dopo aver detto a Snake che «loro» lo stanno usando, non riuscendo ad aggiungere altro.

Snake entra in contatto con Meryl e riesce ad accedere in un nuovo settore del complesso di Shadow Moses, il deposito di stoccaggio delle testate nucleari smantellate, ma prima di arrivarci ha uno scontro con un altro membro FOX-HOUND, Vulcan Raven, che lo attacca da un Carro M1, ma l’infiltrato ha la meglio. Anche grazie all’aiuto di un personaggio che lo contatta via Codec dall’interno della base e che si fa chiamare «Gola Profonda», Snake trova il Dottor Emmerich al secondo piano interrato della struttura di stoccaggio e, dopo aver sconfitto a mani nude il cyborg ninja (che scopre essere Frank Jaeger, il vecchio amico Gray Fox creduto morto nella missione di Zanzibar Land) che l’ha soccorso contro Ocelot, salva lo scienziato. Snake entra in contatto con Meryl per avvisarla del recupero dell’ingegnere e, dopo aver registrato la frequenza Codec di Otacon, si ricongiunge con lei.

Nell’ufficio del comandante, Meryl cadrà di nuovo sotto il controllo di Psycho Mantis, al punto da mirare verso il compagno con la sua Desert Eagle. Snake riesce a stordirla, riuscendo finalmente a sfidare il telepate e sconfiggerlo (con una tecnica ideata da Kojima senza precedenti su PlayStation, in cui il giocatore dovrà cambiare porta del controller per evitare che l’avversario preveda le sue mosse).

«Io posso leggere nella mente delle persone. Nella mia vita ho visto il passato, il presente, il futuro di migliaia e migliaia di uomini e donne. E ogni singola mente che ho penetrato era colma di un unico oggetto del desiderio. Il desiderio atavico ed egoistico di trasmettere il proprio seme. Una cosa che mi disgustava. Ogni essere vivente di questo pianeta esiste solo per trasmettere il proprio DNA. Siamo stati creati per questo, e per questo è nata la guerra. […] La prima mente in cui sono entrato è stata quella di mio padre. Non riuscivo a trovare nulla tranne odio per me nel suo cuore. […] Mia madre era morta mettendomi alla luce. Quando arrivai il mio villaggio era avvolto dalle fiamme. Vedo che tu hai sofferto lo stesso trauma […] Non ho mai creduto nella Rivoluzione del capo. I suoi sogni di conquista non mi interessano. Volevo solo una scusa per uccidere più gente possibile […] Questa è stata la prima volta che ho usato i miei poteri per aiutare qualcuno… è strano.. sembra… quasi…….. b-bello» mormora Psycho Mantis, poco prima di spirare, vegliato da un Solid Snake profondamente turbato.

Meryl recupera i sensi e insieme si avviano verso le torri di comunicazione, ma qui la ragazza viene ferita gravemente da un temibile cecchino, la bellissima e mortale Sniper Wolf, membro di FOX-HOUND, che tenta di usarla come esca per arrivare a Snake. L’uomo torna al deposito delle armi per recuperare un PSG-1 per sconfiggere Wolf; quando arriva alla torre di comunicazione riesce ad avere la meglio contro il cecchino, ma Meryl è sparita. Avanzando, Snake viene disarmato e catturato da Wolf, ferita ma sopravvissuta allo scontro.

Al suo risveglio si ritrova legato a una macchina da tortura, manovrata da Ocelot. Il giocatore ora ha due possibilità, che influenzeranno il finale del gioco: cedere alla tortura ma consegnando ai terroristi la vita di Meryl che prenderà il suo posto sulla macchina, oppure resistere al supplizio (per farlo il giocatore dovrà premere a lungo e ripetutamente il tasto ○).

Alla fine della tortura Snake viene rinchiuso in una cella, ma è in possesso di nuove informazioni: il Metal Gear REX esiste ed è armato con testate nucleari, e i terroristi sono pronti a lanciare alla scadenza dell’ultimatum. Scopre inoltre che per annullare il lancio avrà bisogno di altre due schede PAL, oltre quella ricevuta da Baker.

Nella cella con Snake c’è anche il corpo del direttore della DARPA Donald Anderson, morto poche ore prima davanti a lui ma stranamente già in avanzato stato di decomposizione. Con l’aiuto di Otacon, che gli offre supporto via Codec, riesce a fuggire dalla cella grazie a un ingegnoso stratagemma (versando del ketchup consegnatogli da Otacon sul pavimento della cella e fingendosi morto agli occhi della guardia), recupera la sua attrezzatura e avanza nella struttura, raggiungendo il tetto delle torri di comunicazione dove avrà uno scontro diretto con Liquid, che lo attacca dall’Hind D, uscendone vittorioso.

Dopo aver sceso la seconda torre di comunicazione, Snake attraversa un nevaio dove incontra nuovamente Sniper Wolf. Ignorando la richiesta via Codec di Otacon, che lo implora di risparmiare la vita della donna, Snake elimina il cecchino con un colpo al polmone, vendicando l’aggressione su Meryl.

In punto di morte, Wolf racconta all’uomo che l’ha uccisa la triste infanzia che ha vissuto, e del ruolo importante di Big Boss nel suo salvataggio.

Mentre Otacon giunge sul posto in lacrime dichiarando il suo amore alla donna, Snake si rende conto del grande valore della sua avversaria, che si scusa con lui dell’attacco sferrato a Meryl, e, sotto richiesta della donna, le punta la pistola Socom al cuore e le spara, ponendo fine alla sua vita.

«Io… aspettavo da tempo questo momento. Sono un cecchino. Aspettare fa parte del mio lavoro… Tutti i muscoli immobili… la concentrazione… Mi hai beccato al polmone. Non puoi salvarmi… ti prego finiscimi… Io sono curda. Ho sempre sognato un posto pacifico come questo […] sono nata su un campo di battaglia e lì sono cresciuta. Proiettili, sirene, urla… sono stati la mia ninna nanna… cacciati come cani, giorno dopo giorno… messi in fuga dai nostri miseri ripari… Questa era la mia vita. Ogni mattina mi svegliavo… e scoprivo che qualcun altro della mia famiglia, o dei miei amici, era morto. Io alzavo lo sguardo al sole e pregavo… pregavo di restare in vita per un altro giorno. I governi del mondo hanno chiuso gli occhi di fronte alla nostra tragedia. Poi è arrivato lui. Il mio eroe… Saladino [Big Boss]… che mi ha portata via da quell’orrore […] sono diventata un cecchino… nascosta, osservavo tutto attraverso il mio mirino. Ora potevo vedere [la guerra] non da dentro, ma da fuori, da osservatrice… Guardavo la brutalità e la stupidità della razza umana dal mirino del mio fucile. Mi sono unita a questo gruppo di rivoluzionari per avere la mia vendetta sul mondo. Ma ho tradito me stessa e il mio corpo. Non sono più Wolf, il lupo che volevo essere… nel nome della vendetta ho venduto il mio corpo e la mia anima. Ora non sono nient’altro che un cane […] finalmente ho capito. Non aspettavo per uccidere la gente… aspettavo che qualcuno uccidesse me… Un uomo come te… tu… sei un eroe. Per favore… liberami […] Il mio fucile… dammelo… è parte di me… Ecco, ora sono tutti qui… Ok, eroe, liberami» dice Sniper Wolf poco prima di morire.

Le strade di Otacon e Snake si separano di nuovo: il primo si dirige agli uffici di Baker per ottenere informazioni sul Metal Gear, il secondo scende verso la fornace, diretto alla base del REX.

Superata la fornace e sceso nel cuore della base con due montacarichi, viene contattato da Master Miller, che gli rivela di aver scoperto che la dottoressa Naomi Hunter è una spia in contatto coi terroristi, che Donald Anderson e Kenneth Baker non sono morti per infarto bensì a causa del virus FoxDie, controllato dal Governo, e che la dottoressa nell’iniezione di nanoidi all’inizio della missione ha anche infettato Snake col virus mortale. Il colonnello Campbell la mette subito agli arresti ma Naomi, da un altro codec, riesce a contattare Snake per spiegargli la sua versione dei fatti: in principio voleva vendicare la morte del fratello, Frank Jaeger (suo unico parente rimasto in vita, che si credeva assassinato proprio da Snake) ma poi ha dovuto ricredersi.

In preda alle lacrime, Naomi svela anche che l’iniezione del FoxDie era stata programmata come parte integrante dell’operazione da parte del Governo. Prima di poter aggiungere altri dettagli, il colonnello scopre la conversazione e interrompe la trasmissione, intimando a un adiratissimo Snake di proseguire la missione, ignorando le sue richieste di spiegazioni e la sua rabbia nei confronti del comandante.

Snake raggiunge un’area ghiacciata dove sono stipate grandi casse di munizioni e razioni, e qui incontra nuovamente il gigantesco sciamano di FOX-HOUND, Vulcan Raven, stavolta potendolo sfidare faccia a faccia. Nonostante l’avversario sia dotato di M61 Vulcan-mitragliatrice, è costretto a soccombere ma, prima di morire, rivela a Snake che l’uomo che ha visto morire nella cella nella prima struttura, il direttore della DARPA, non era altri che Decoy Octopus, membro di FOX-HOUND specialista nell’inganno, in grado di copiare anche il sangue della sua vittima.

«Ogni tuo passo poggia sulle carcasse dei tuoi nemici. Le loro anime ti perseguiteranno per sempre, non avrai mai pace. ASCOLTAMI SNAKE… Il mio spirito ti osserverà» afferma Vulcan.

Snake, con la testa piena di domande senza risposta, riesce a raggiungere il cuore della base, dove è situato l’imponente Metal Gear REX. Mentre raggiunge la sala comandi per annullare i codici di detonazione, viene contattato da Otacon, che gli spiega di aver ottenuto accesso ai file top-secret di Baker e di aver scoperto che le testate montate sul REX sono di tipo stealth. Porta anche buone notizie, rivelando che la tessera PAL in possesso di Snake, quella necessaria per impedire il lancio, è a memoria di conformazione, in grado cioè di cambiare forma a seconda della temperatura con cui viene a contatto; quindi Snake con una sola scheda è già in possesso di tutti e tre i codici. Dopo aver inserito la scheda della temperatura ambiente, inserisce la scheda della bassa temperatura, avendola fatta freddare nella cella frigorifera dove ha sfidato Raven, e quella dell’alta temperatura, dopo averne modificato la lega tornando nella rovente fornace. Al terzo inserimento però scopre invece di aver attivato il Metal Gear, che non era stato attivato dai terroristi, avendo quindi involontariamente aiutato i terroristi ad abilitare il REX al lancio. Snake viene prontamente contattato da Master Miller, che lo ringrazia per averlo aiutato ad attivare la testata. Nella trasmissione si intromette Campbell, che afferma di aver appena rinvenuto il corpo di McDonnel Miller, deceduto nella sua abitazione da tre giorni, e che quindi Snake ha parlato per tutta la missione con un impostore, che si rivela essere lo stesso Liquid.

Snake, con l’aiuto di Otacon, esce dalla sala di comando satura di gas nervino e raggiunge il rivale, che prima di saltare nel REX per prenderne il comando, rivela di essere il fratello gemello di Snake, come lui nato in laboratorio dalle cellule di Big Boss, e gli racconta il motivo dell’inganno.

Prima dell’arrivo di Snake sull’isola, i poteri di Psycho Mantis non erano riusciti a penetrare nella mente del direttore della DARPA, quindi Ocelot decise di usare la sua macchina della tortura per estorcergli le informazioni, sperando di ottenere lo stesso risultato positivo ottenuto con il presidente Baker, ma Anderson continuava a resistere alle scariche elettriche, così Ocelot aumentò la potenza al limite, e questo portò il direttore alla morte prima che potesse rivelare il suo codice.

I terroristi erano preoccupati: con il solo codice di Baker non erano in grado di lanciare la testata, e il Governo degli Stati Uniti non avrebbe mai accolto le loro richieste.

Così decisero di usare Decoy Octopus per impersonare il direttore della DARPA, in modo da raggirare Snake, che per fermare il lancio avrebbe dovuto utilizzare le tessere PAL.

Octopus, imitando il sangue della sua vittima, ne aveva assorbito anche il FoxDie presente, morendo quindi durante l’incontro, ma Snake successivamente aveva scoperto il funzionamento della tessera PAL con l’aiuto di Otacon, procedimento che i terroristi non erano stati in grado di scoprire. Facendo credere che il REX fosse armato e pronto, Liquid ha indotto Snake a inserire i codici che, se la testata fosse stata attiva, avrebbero disattivato il Metal Gear ma invece così l’hanno attivato.

Liquid entra nel Metal Gear e ne prende il comando mentre Snake si ritrova costretto a distruggere il REX con l’aiuto dei suoi missili Stinger, colpendone ripetutamente il radar e costringendo il portellone ad aprirsi.

Durante la battaglia sopraggiunge Frank Jaeger, che svela di essere l’informatore «Gola Profonda» e di non essere il fratello di Naomi bensì il suo tutore, avendone ucciso i genitori quando era piccola e nascondendole la verità.

«Ora, di fronte a te, posso finalmente morire. Dopo Zanzibar, ero fuori dalla battaglia. Né completamente vivo né completamente morto… Un’ombra incapace di morire in un mondo di luce. Ma presto, tutto questo finirà… finalmente… […] Noi non siamo strumenti, né del governo, né di nessun altro! Combattere era l’unica cosa… l’unica cosa di cui fossi veramente capace ma… almeno io ho sempre combattuto per quello in cui credevo! Snake, addio». Chiede inoltre a Snake di raccontare alla dottoressa quanto appena confessato e salta sul REX, sparando al radar e distruggendolo definitivamente, poco prima di morire schiacciato dal Metal Gear.

Snake riesce poi a distruggere anche i meccanismi interni del REX, facendolo saltare in aria. Liquid, sopravvissuto all’esplosione, porta Snake in cima ai resti del Metal Gear per combattere con lui corpo a corpo.

Qui Liquid racconta tutta la verità al fratello: il Pentagono ha iniettato il FoxDie a Snake per far sì che entrasse in contatto con tutti i soldati genetici infettandoli, in modo che il Governo potesse recuperare la preziosissima arma senza danni. Snake viene contattato dal colonnello, che si scusa con l’amico per avergli mentito, spiegando però che la vita della nipote Meryl era nelle loro mani e che quindi era obbligato a collaborare.

Interrompe la trasmissione il Segretario della Difesa, Jim Houseman, che informa di aver arrestato il colonnello per aver rivelato informazioni riservate. Dopo aver scoperto che Snake non è più in possesso del disco ottico contenente i dati del REX, dà ordine di attaccare Shadow Moses con un’incursione aerea e interrompe la chiamata.

Alle spalle di Snake, il corpo di Meryl giace vicino a una bomba con timer impostato a tre minuti. Dopo aver sconfitto ancora una volta il fratello, Snake si avvicina a Meryl che – a seconda della scelta fatta dal giocatore nel momento della tortura – si risveglierà o giacerà inerme tra le braccia del compagno. Se la ragazza è viva, Snake scapperà dalla base con lei a bordo di un’auto, ingaggiando un’ultima sfida con Liquid che li insegue su un altro veicolo, sparandogli contro con un fucile automatico FAMAS; se la ragazza è morta, il compagno di Snake in quest’ultima fase sarà Otacon.

Alla fine di un lungo tunnel che attraversa il complesso fino alla superficie, i due hanno un incidente fra le auto; Liquid si rialza ferito dalla sua, intenzionato a sparare al fratello, ma proprio in quel momento si attiverà il virus FoxDie nel suo corpo che lo uccide.

Il codec di Snake suona e a rispondere è il colonnello, che lo informa che il Segretario della Difesa agiva per conto proprio, all’oscuro del Presidente, e che quindi è stato arrestato e il suo ordine di attacco aereo revocato. Campbell passa poi la chiamata a Naomi, che alla domanda di Snake che le chiede quanto gli resta da vivere risponde dicendogli di vivere la sua vita giorno per giorno, nulla di più. Nonostante la promessa fatta al compagno deceduto, Snake, prima di allontanarsi dall’isola di Shadow Moses con una motoslitta, racconta a Naomi del gesto eroico di Frank Jaeger, omettendo la cruda verità che Gray Fox gli aveva chiesto di rivelarle.

La scena finale, a schermo nero, fa sentire la telefonata tra Revolver Ocelot e il presidente degli Stati Uniti d’America, che si scoprirà essere il terzo dei figli di Big Boss, Solidus. In questa telefonata Ocelot non solo svela di aver previsto ogni avvenimento e di aver agito sotto ordini del Presidente, ma anche che è entrato in possesso dei dati del REX sottratti a Snake, che verranno venduti sul mercato nero e daranno il via a una produzione in larghissima scala di vari modelli di Metal Gear, tra cui i Gekko e il RAY. E proprio questa diffusione di informazioni è alla base del sequel Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty e dei capitoli successivi.

L’analisi si ferma a questo terzo ma sostanzioso capitolo, un vero film a immersione totale, completamente interattivo e ricco di invenzioni strabilianti, di fantascienza anni 70 e di personaggi a tratti con accenti davvero poetici.

Lungo a vicenda di sangue e guerra è quest’ultima a mostrare tutto il proprio orrore intrinseco, che paradossalmente diventa un autentico inno alla pace e alla persona, veicolato proprio dal soldato perfetto, mito che percorre gran parte della letteratura pulp americana, e che nel fumetto fu impersonificato alla perfezione dal personaggio di Capitan America, un ragazzo gracile reso invincibile da un siero sperimentale e dal bombardamento radioattivo.

Solid Snake non è altro che un clone realizzato per soddisfare i sogni di potere utopici del suo folle padre, Big Boss. Al contrario di Liquid, Solid Snake conosce il proprio nome, che rivela al suo compagno di avventure.

Dunque ancora una volta è la persona ad affermarsi oltre la guerra e la politica, una chiara affermazione di democrazia e di pace, contro le arti oscure che reggono i rapporti internazionali con il mondo.

«La guerra è sempre il principale desiderio di un governo potente, che vuole divenire ancor più potente. […] È proprio durante la guerra che il potere esecutivo dispiega la sua terribile energia ed esercita una specie di dittatura, la quale atterrisce la libertà. È durante la guerra che il popolo dimentica le deliberazioni che riguardano i suoi diritti civili e politici» (Maximilien de Robespierre).

Desiderio di potenza e di espansione, conservazione del territorio e della specie, uso delle forza per soggiogare i singoli a seguire un preteso bene che coincide con l’amore e l’odio di Patria.

Il potere esecutivo spersonalizza tutto e tutti, rende schiavi di un meccanismo di morte che trasforma gli esseri umani in macchine per uccidere, non automi privi di volontà ed emotività, ma veri e propri apparati di distruzione, in grado di vivere solo in prospettiva e a favore della guerra.

Le rivendicazioni del gruppo di terroristi risultano chiare, vogliono essere liberi dalla guerra, dalla volontà di distruzione e potenza che li totalitarizza in una massa violenta e pulsante. Non vogliono più essere macchine per uccidere nè perpetrare la propria violenta stirpe ai figli che potrebbero avere. Per loro non vi può essere speranza, devono morire, chiudere il capitolo e la spirale di morte, come recita la maledizione di Vulcan Raven.

«Il grande errore in cui cadono quasi tutte le analisi riguardanti la guerra […] è di considerare la guerra come un episodio di politica estera, mentre è prima di tutto un fatto di politica interna, e il più atroce di tutti. […] Come ogni apparato oppressivo, una volta costituito, resta fino a quando non viene spezzato, così ogni guerra, imponendo un apparato finalizzato a dirigere le manovre strategiche su masse costrette a servire come masse di manovra, deve essere considerata, anche nel caso in cui sia condotta da rivoluzionari, come un fattore reazionario» così Simone Weil.

Le masse chiedono nuovamente la libertà dalla dittatura dei generali, dai tecnici della guerra, che non vedranno mai un campo di battaglia in vita loro. Troppo facile mandare a morire, quando si sta caldi e al sicuro dai bombardamenti nelle stanze dei bottoni, mentre fuori infuriano le carneficine e non c’è più posto per ideali e veri eroi.

«Da una parte, la guerra è soltanto il prolungamento di quell’altra guerra che si chiama concorrenza e che fa della produzione stessa una semplice forma di lotta per la supremazia; dall’altra, tutta la vita economica contemporanea è orientata verso una guerra futura»: ancora Simone Weil).

Ecco dunque assurgere alla fine l’antico e atavico motivo: tutte le guerre sono mosse al fine del capitalismo, per conservare il consolidato strumento di potenziamento del capitale e di asservimento delle masse alla bieca politica dei consumi.

Tutto ciò che mira a distruggere la concorrenza è lecito, legittimo e legale. Come affermava Marco Tullio Cicerone: «Durante la guerra, le leggi tacciono».

La vicenda di Solid Snake è una guerra in miniatura portata avanti nel modo più bieco, senza eserciti nè scontri, ma solo con l’ausilio di poche persone mandate a morire per le logiche di mercato e di supremazia dello Stato sull’altro.

Una vera e propria altalena di uomo sbrana uomo.

«L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente in condizione di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo»: così la Costituzione della Repubblica Italiana all’articolo 11. Ma allora perché si investono cosi tanti miliardi in armi, invece che investirli nella ricerca, nel sociale, nella scuola, nella sanità?

Logiche di mercato, strategie di conservazione capitalista di uno status quo: la guerra fine a se stessa come mezzo per ottenere con una merce (le armi) il denaro che servirà a comprare altre armi. In una catena infinita.

I soldati sono armi a tutti gli effetti, comprati e mandati alla morte come merce di consumo che verrà presto sostituita secondo la “perfetta” logica di domanda/offerta.

Più che contro la politica internazionale, la ribellione di Snake va contro il Mercato, autentica divinità in un mondo in cui la guerra è sempre fiorente, senza conoscere crisi. Quando si presenta la saturazione, si creano altre guerre con abili sistemi, come fomentare rivolte e guerre interne. Oppure, più semplicemente, creare crisi economiche presso Stati-preda, aumentando a dismisura disoccupazione e malcontento. Invece che costruire ospedali efficienti, garantire un piano di lavoro a livello nazionale e una scuola pubblica che forgi menti pensanti e non pecore da mandare ad immolare, si comprano sommergibili e F-35.

Occorre una pace che non sia solo una convenzione intellettuale – o scritta su un trattato di cui nessuno dopo poco tempo si ricorda – ma vissuta e interiorizzata, come la vittoria partigiana e la liberazione dell’Italia.

Solid Snake si dirige verso l’orizzonte, soldato sofferente che metterà al servizio di una organizzazione benefica le proprie conoscenze? Un guerriero che vivrà giorno per giorno, non perdendo un attimo per essere felice e libero nella propria finitezza, proprio perché non più condizionato all’uccidere fine a se stesso.

«Lontano me ne andrò; | sul mare e sulla terra, | per dire no alla guerra | a quelli che vedrò. || E li convincerò | che c’è un nemico solo: | la fame che nel mondo | ha gente come noi. || Se c’è da versar sangue | versate solo il vostro; | signori, ecco il mio posto: | io non vi seguo più. || E se mi troverete, | con me non porto armi: | coraggio, su, gendarmi, | sparate su di me»: così cantava Boris Vian.

 

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