Contro il fascismo (ma quale?): non solo con la penna

1 – oggi a Genova; – 2- l’appello “mai più fascismi”; 3 – e una nota dubbiosa

“Genova antifascista” scende in piazza a gran voce: la città che vogliamo è antirazzista, antisessista, anticapitalista, contro l’omofobia, solidale e accogliente. Appuntamento per il corteo alle 15 in piazza De Ferrari.

Una scadenza importantissima per diverse ragioni. Dopo la ​riuscita manifestazione del 30 giugno, in ricordo e rinnovamento dell’antifascismo genovese della Resistenza e del 1960 e quindi in risposta allo sfacelo prodotto dall’ex-sinistra che da oltre 30 anni governa con opusdei e massoneria di destra,
l’assemblea antifascista genovese ha reagito. La vittoria della destra nella città che era medaglia d’oro della Resistenza (con oltre 2500 lavoratori deportati, migliaia di assassinati dai nazisti e fascisti fra i quali soprattutto giovanissimi in tutti i quartieri operai) per la prima volta ha dato la stura a sedi di Casa Pound e altri fasci, foraggiati anche da armatori locali e mafie e altri; oochi giorni fa un compagno è stato accoltellato (mentre volantinava contro casa Pound).
L’assemblea antifascista – come il 30 giugno scorso – vuole una manifestazione senza bandiere e sigle ma solo dietro lo striscione Genova antifascista.
Si è deciso che il corteo – da piazza De Ferrari e ritorno passando per piazza Alimonda- sarà pacifico e autotutelato.
L’ANPI provinciale ha purtroppo comunicato che non partecipa, ufficialmente perchè non accetta divieti di bandiere. Probabilmente su pressioni del PD che ancora “pesa” nonostante al passato referendum abbia insultato l’ANPI e i partigiani … Ma tanti compagni di ANPI e CGIL hanno aderito e parteciperanno.
I giovanni antifascisti genovesi sono oggi impegnati a rinnovare l’antifascismo che è impegno antirazzista: perchè il razzismo di oggi in Italia e in Europa è la continuità neoliberista del fascismo e del colonialismo di ieri, vuole neo-schiavi per il profitto di padroncini, caporali e fascisti italici ed europei

Noi, cittadine e cittadini democratici, lanciamo questo appello alle istituzioni repubblicane.

Attenzione: qui ed ora c’è una minaccia per la democrazia.

Si stanno moltiplicando nel nostro Paese sotto varie sigle organizzazioni neofasciste o neonaziste presenti in modo crescente nella realtà sociale e sul web. Esse diffondono i virus della violenza, della discriminazione, dell’odio verso chi bollano come diverso, del razzismo e della xenofobia, a ottant’anni da uno dei provvedimenti più odiosi del fascismo: la promulgazione delle leggi razziali.

Fenomeni analoghi stanno avvenendo nel mondo e in Europa, in particolare nell’est, e si manifestano specialmente attraverso risorgenti chiusure nazionalistiche e xenofobe, con cortei e iniziative di stampo oscurantista o nazista, come recentemente avvenuto a Varsavia, persino con atti di repressione e di persecuzione verso le opposizioni.

Per questo, uniti, vogliamo dare una risposta umana a tali idee disumane affermando un’altra visione delle realtà che metta al centro il valore della persona, della vita, della solidarietà, della democrazia come strumento di partecipazione e di riscatto sociale.

Per questo, uniti, sollecitiamo ogni potere pubblico e privato a promuovere una nuova stagione di giustizia sociale contrastando il degrado, l’abbandono e la povertà che sono oggi il brodo di coltura che alimenta tutti i neofascismi.

Per questo, uniti, invitiamo le Istituzioni a operare perché lo Stato manifesti pienamente la sua natura antifascista in ogni sua articolazione, impegnandosi in particolare sul terreno della formazione, della memoria, della conoscenza e dell’attuazione della Costituzione.

Per questo, uniti, lanciamo un allarme democratico richiamando alle proprie responsabilità tutti i livelli delle Istituzioni affinché si attui pienamente la XII Disposizione della Costituzione (“È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”) e si applichino integralmente le leggi Scelba e Mancino che puniscono ogni forma di fascismo e di razzismo.

Per questo, uniti, esortiamo le autorità competenti a vietare nelle competizioni elettorali la presentazione di liste direttamente o indirettamente legate a organizzazioni, associazioni o partiti che si richiamino al fascismo o al nazismo, come sostanzialmente previsto dagli attuali regolamenti, ma non sempre applicato, e a proibire nei Comuni e nelle Regioni iniziative promosse da tali organismi, comunque camuffati, prendendo esempio dalle buone pratiche di diverse Istituzioni locali.

Per questo, uniti, chiediamo che le organizzazioni neofasciste o neonaziste siano messe nella condizione di non nuocere sciogliendole per legge, come già avvenuto in alcuni casi negli anni 70 e come imposto dalla XII Disposizione della Costituzione.

Per questo, uniti, come primo impegno verso una più vasta mobilitazione popolare e nazionale invitiamo a sottoscrivere questo appello le cittadine e i cittadini, le associazioni democratiche sociali, civili, politiche e culturali. L’esperienza della Resistenza ci insegna che i fascismi si sconfiggono con la conoscenza, con l’unità democratica, con la fermezza delle Istituzioni.

Nel nostro Paese già un’altra volta la debolezza dello Stato rese possibile l’avventura fascista che portò sangue, guerra e rovina come mai si era visto nella storia dell’umanità. L’Italia, l’Europa e il mondo intero pagarono un prezzo altissimo. Dicemmo “Mai più!”; oggi, ancora più forte, gridiamo “Mai più!”.
3 gennaio 2018
ACLI
ANED
ANPI
ANPPIA
ARCI
Associazione per il Rinnovamento della Sinistra
Articolo 21
CGIL
CISL
Comitati Dossetti per la Costituzione
Coordinamento Democrazia Costituzionale
FIAP
FIVL
Istituto Alcide Cervi
L’Altra Europa con Tsipras
Libera
Liberi e Uguali
Libertà e Giustizia
Partito Comunista Italiano
Partito Democratico
Rifondazione Comunista
UIL
UISP

ADERISCONO: AICVAS – ALLEANZA DELLE COOPERATIVE ITALIANE DI MODENA – ANEI – ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI AMICIZIA ITALIA CUBA – ASSOCIAZIONE RADICALI SARDI – AUSER – CIRCOLO DI CULTURA OMOSESSUALE MARIO MIELI – DiEM25 ITALIA – FEDERAZIONE DEI CIRCOLI GIUSTIZIA E LIBERTÀ – GIOVANI DEMOCRATICI – I SENTINELLI DI MILANO – LA RETE PER LA COSTITUZIONE – LINK COORDINAMENTO UNIVERSITARIO – MEMORIA ANTIFASCISTA – MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO TOSCANA – MOVIMENTO GIOVANILE DELLA SINISTRA – PMLI – RETE DEGLI STUDENTI MEDI – RETE DELLA CONOSCENZA – UGO NESPOLO – ALDO TORTORELLA – UNIONE DEGLI STUDENTI – UNIONE DEGLI UNIVERSITARI

Sulla pagina https://www.facebook.com/maipiufascismi/ l’elenco dei luoghi e delle iniziative dove firmare; si può firmare anche on-line su https://www.change.org/p/istituzioni-democratiche-mai-pi%C3%B9-fascismi-appello-nazionale

 

I MIEI  DUBBI

Nei giorni scorsi più persone mi hanno chiesto di firmare (e di rilanciare in “bottega”) l’appello “MAI PIU’ FASCISMI”. Ho firmato perché è sempre giusto chiedere un maggiore impegno contro i nuovi squadristi. L’appello appare in “bottega” volutamente nella coincidenza di una manifestazione militante, come quella genovese. In questo modo posso meglio spiegare i miei dubbi. Almeno i tre principali.

In sintesi.

1 – Chiedere alle istituzioni di applicare leggi e decreti contro il fascismo appare un po’ vago; bisognerebbe anche chiedersi… chi sinora non lo ha fatto e perché.

2 – appare sempre più ambiguo, persino sul tema dell’antifascismo classico, il ruolo del PD che un giorno denuncia mentre un altro minimizza, poi a settimane alterne strizza l’occhio ai camerati: a chi fossero sfuggite le informazioni al riguardo, consiglio qui in “bottega” vari articoli, in particolare di Saverio Ferrari e L’inchiesta sui rapporti tra PD e neofascisti… di Nicoletta Bourbaki.

3 – Come evidenziano le due vignette di Mauro Biani (scelte dalla “bottega”) e il poster della manif di oggi IL VOLTO NUOVO DEL NAZIFASCISMO è il razzismo spietato contro i migranti con politiche che li lasciano morire e/o li riducono in schiavitù. Dunque non basta battersi contro casaPound e altre vecchie merde, bisogna opporsi ai nuovi fascismi tecnocratici.

Questo almeno il mio punto di vista che da sempre è condiviso dalla piccola redazione di questa bottega antifascista. [db]

 

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

5 commenti

  • Gian Marco Martignoni

    Il ragionamento di Daniele non fa una piega, poichè – al di là della bontà dell’appello – tutte le organizzazioni promotrici dovrebbero porsi l’obiettivo di una riflessione seminariale ,e non episodica nel tempo, sulle ragioni dell’ascesa di quella che con le parole di Boaventura de Sousa Santo ed Enzo Collotti può essere definita ” l’epoca del fascismo sociale strisciante e quotidiano. ” Al contempo informo che ieri sera si è svolta a Gazzada – Schianno un assemblea pubblica nella sede dell’associazione culturale e di volontariato La Casa di Nando, con una partecipazione di 120 persone e del presidente della provincia Gunnar Vincenzi, ove la presidente dell’Anpi provinciale Ester De Tomasi, figlia del deportato politico Sergio, ha raccontato con tanto di immagini la realtà dei lager nazisti. Purtroppo, questo paese di 4600 abitanti della provincia di Varese ha avuto il disonore della ribalta nazionale per via delle vergognose offese alla Giornata della Memoria, postate su Facebook, da parte della sindaca leghista Cristina Bertuletti. Sindaca che nei giorni successivi ha anche vergognosamente apostrofato il direttore del quotidiano on-line Varesenews, reo di aver riportato e commentato negativamente l’accaduto, oltre ad aver dato voce all’ indignazione morale e politica che è scattata immediatamente in tutta la provincia.Ben venti persone sono intervenute nel dibattito, e corale è stata la richiesta delle dimissioni in consiglio comunale della sindaca filo Casa Pound.

  • domenico stimolo

    I proponenti e gli aderenti all’APPELLO rappresentano la parte più grande e significante del fronte antifascista e solidale in Italia. Certo ci sono “pezzi mancanti” e contraddizioni in essere, così come evidenzia Daniele Barbieri. Viviamo una fase politica e sociale drammaticamente contorta ( la più difficile dalla nascita della Repubblica). Le incoerenze, nelle enunciazioni e nelle pratiche, sono di fatto “la sovrastruttura” permanente e caotica.

    Però è bene cogliere e valorizzare il “pathos” coagulante che caratterizza l’APPELLO. In questo momento è proprio necessario.
    Il punto 1 e 2, preambolo di apertura della dichiarazione “per questo uniti” , in particolare, rappresentano un “Manifesto” ideale e programmatico di assoluta condivisione comune.

    Bene, quindi, che la Bottega abbia ripreso l’APPELLO. E’ ovviamente utile rilanciare l’APPELLO nella maniera più larga possibile. La Petizione in Change. org in questo momento ha raggiunto le 36.000 adesioni.

  • domenico stimolo

    La manifestazione antifascista del 3 febbraio a GENOVA ha visto la partecipazione di oltre cinquemila persone.

    VIDEO:
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/02/04/genova-corteo-antifascista-contro-lapertura-delle-sedi-di-estrema-destra-cinquemila-in-strada-la-citta-non-li-vuole/4136052/

  • Da sempre condivido che il problema del neofascismo è culturale e va affrontato a livello educativo. Ma siamo a un tale punto di emergenza che l’approccio educativo da solo non basta perché rischia di non avere neanche il terreno su cui poggiare. Quando si spara o si manganella la cultura le prende, e basta. A nessuno piace quando qualcuno va in galera ma queste persone devono essere messe nella condizione di non nuocere. Non è possibile che un immigrato non si senta libero di girare dovunque abbia voglia di farlo, così come non è possibile che una donna rischi di essere violentata se gira in certi luoghi e a certe ore. Semplicemente queste cose non devono essere rese possibili, e il compito è dello Stato. La certezza del diritto e la certezza della pena non sono sostituibili dall’approccio educativo. Vale per i neofascisti come vale per la criminalità organizzata. Ha un bel dire Saviano che i ragazzi di Napoli li deve salvare la scuola: in un territorio che è praticamente nelle mani della camorra e in cui lo Stato non è neanche un’ombra la scuola è già tanto se sta in piedi. Quando Zerocalcare dice che i neofascisti non si combattono con la violenza sono d’accordo; ma quando dice che i tribunali e i processi non servono viene da chiedergli “Allora cosa facciamo? Gli facciamo tottò sul sederino?”: L’antifascismo è stato certamente un fenomeno culturale ma senza la lotta concreta contro i nazifascisti non avrebbe avuto alcuna possibilità di vincere. Poi ovviamente mi viene in mente la vignetta di Altan con due uomini di stato: “Dobbiamo estirpare il cancro della mafia!” “E se poi restiamo impotenti?”…e capisco molte cose.

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