Dallo ius primae noctis allo ius soli

di Rom Vunner

Non sono un giurista ma il termine ius mi solleva alcune perplessità. Si usa e si è usato in tante occasioni. Suonerebbe tradotto più o meno come diritto. Diritto a cosa? Nel caso sia applicato a primae noctis, è il potere per il nobile porcello di possedere la sposa la prima notte di nozze. Per altro non è un uso così antico, ho raccolto testimonianze per cui alcuni porcelli, almeno alcuni a quanto so, hanno continuato ad esercitarlo sino alla caduta della monarchia, 1948! In questo caso ius è proprio un potere, il potere su una massa. Lo ius soli, invece, è un diritto diffuso, allargato. Il problema che non riesco a risolvermi riguarda la differenza tra potere e diritto. Anche perché i diritti sono di chi li detiene, di chi ha il potere di detenerli. Non è che lo ius soli non rappresenta più un problema per questo sistema solo perché lo ius non è più potere ma solo sudditanza?

Ovviamente questo non significa essere contro lo ius soli ma solo far notare che, come succede spesso, non è che una cosa viene concessa a tutti solo quando è una merda? solo quando è privata di significati? I diritti non possono essere concessi, possono solo essere conquistati e detenuti. In questo momento invece li stiamo perdendo, anche quelli borghesi.

Partendo dall’ideologia borghese nata dalla guerra di Indipendenza degli USA, si sa da Alexis de Tocqueville, che la più perfetta democrazia borghese può trasformarsi nella più brutale dittatura se vengono a mancare due pilastri: i cittadini non vengono informati corretamente; i cittadini smettono di partecipare attivamente, senza deleghe, alla cosa pubblica.

Per quanto riguarda l’informazione, forse può servire ricordare che nel 2001 è stato annunciato che eravamo in guerra contro il terrorismo e che quindi anche l’informazione doveva adeguarsi. E diamine se si è adeguata! A proposito di informazione, come prima critica allo ius, vorrei far notare che il nuovo governo, in continuità con quello precedente, ha accettato il fatto che l’Italia sia il punto logistico statunitense nel Mediterraneo per le sue mire guerrafondaie di conquista. A questo proposito abbiamo un completo black-out circa le notizie dei Paesi che si affacciano sul nostro identico mare, un mare alquanto piccolo per altro. Se poi guardiamo alle ultime dichiarazioni, troviamo che il governo ha risposto a una interrogazione sul sistema radar che gli USA stanno innovando a Niscemi (Sicilia). Il Governo ha detto che secondo gli accordi del 1955 (sic! innovazione), gli USA possono fare quello che vogliono e che poi li useremo pure noi quei radar. Per cosa li useremo? Sono squisiti armamentari da guerra. Il nostro Paese ripudia la guerra secondo la Costituzione. Quindi sovranità zero e Costituzione zero. Cosa rimane dello ius?

La partecipazione, poi, come pilastro della democrazia borghese. Infatti andare contro il TAV significa andare contro la Costituzione. Parola della seconda carica dello Stato, nominato da un Parlamento eletto con una legge incostituzionale. Però le ditte legate alle più diverse organizazioni malavitose lavorano protette da servitori dello Stato che oggi hanno commemorato Giovanni Falcone.

Essendo in Italia, poi, la Costituzione direbbe che siamo un Paese fondato sul lavoro (altrui, aggiungono i più). A questo proposito si avanza l’ipotesi di aumentare la precarizzazione, vietare il dissenso, diminuire de facto, per rimanere nel latino, gli stipendi.

Il tutto, ovviamente, sgomberando ogni spazio di autogestione, reprimendo ogni movimento e comitato che si opponga a questo arbitrio.

Eppure non ci si può aspettare altro.  Peppino Impastato scrisse un acrostico carino:

Amore

Non

Ne

Avremo

Riprendiamoci lo ius, senza locuzioni strane.

Fin qui tutto bene.

Rom Vunner

Un commento

  • Sono d’accordo, l’economia ‘sprejudicata’, concentrata nelle poche mani di una sporca dozzina che detiene tutto, ha scalzato la politica dalla sua funzione primaria di stabilire ed esigere priorità, giustizia, benessere, istruzione, equa distribuzione di risorse e accesso a cariche e funzioni e ruoli per sola meritocrazia.

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