Dossier fs 45 – Aldani 6

di Mauro Antonio Miglieruolo

Quello che segue è il contributo di Daniela Piegai (che ha collaborato con Aldani alla stesura di un romanzo: “Nel Segno della Luna Bianca“, unico scrittore a aver goduto di questo privilegio, ch’io sappia) ha ritenuto di offrirmi. Non posso che ringraziarla. Tanto più che essendo io disordinato quanto lei (e forse più di lei: anche io ho perso un romanzo)

capisco quando debba esserle costato far mente locale su avvenimenti un po’ remoti e dei quali probabilmente aveva perduto le tracce da chissà quanto tempo.
Dovreste conoscerla Daniela. Vivace, onesta e piena di buona volontà.
Non è un caso che Aldani abbia scelto lei per estrinsecarsi in una prova letteraria che una qualche fatica supplementare deve pure essergli costata.
***
Sì, penso anch’io che esista un racconto sulla nostra collaborazione alla Luna Bianca, perché negli anni c’era sempre qualcuno che chiedeva, e “rispondere è cortesia”, ma non saprei proprio dirti se è recuperabile: sono disordinata, e mi sono persa una volta un intero romazo, oltre a svariati racconti. ma se vuoi ti dico rapidamente:

era un periodo che Lino aveva molto chiaramente in testa una serie di trame possibili, ma soffriva di quello che viene comunemente chiamato il blocco dello scrittore (per fortuna è durato poco, e sospetto che fosse più un suo timore, che un blocco vero e proprio). Così mi coinvolse nel progetto. In realtà io servivo a dargli la scusa per scrivere: la trama era interamente sua, e i miei interventi abbastanza secondari.

Abbiamo scritto il romanzo vedendoci in tutto due o tre volte: la prima volta per parlarne, a metà per fare il punto della situazione, e alla fine, per parlare delle correzioni che ognuno di noi aveva individuato, e “amalgamarlo”.

I capitoli, li abbiamo scritti uno io e uno lui, dividendoceli democraticamente. E la cosa che mi impressionò tantissimo, allora (ma anche adesso, se ci ripenso), fu la constatazione che, al momento di confrontare le correzioni, trovammo una concordanza quasi da fotocopia su quelle che avevo proposto io e quelle che aveva proposto lui.

Sono sempre stata una fautrice convinta del relativismo che adesso va di moda condannare. E vedere che esisteva evidentemente un’armonia assoluta delle frasi, un suono che se non lo azzecchi ci ragioni sopra e proponi di aggiungere o togliere qualcosa, mi sconvolse abbastanza. Oh: abbiamo tirato fuori ognuno la propria copia, che avevamo riletto, ognuno per i fatti suoi a cinquecento chilometri di distanza, e io timidamente, lui più deciso, abbiamo detto: – Ecco, io a pagina tale, rigo talaltro, cambierei forse… – ed erano le stesse!

Il mestiere? Forse. Ma anche, credo, una consonanza che andava al di là dei contenuti o delle idee, che pure era risaputa.

Non so se questo risponde a ciò che mi avevi chiesto. E’ un brevissimo riassunto di come è nata la luna bianca.

Ti abbraccio insieme a tua moglie che ricordo con piacere. Guarisci del tutto dall’influenza: quest’anno è perfida.

 

a presto, spero
Daniela Piegai

Redazione
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