Due ottimane di passione 1

Buongiorno a tutti, buongiorno ai mattinieri che leggeranno questo post per tempo; buongiorno anche ai poltroni che indugeranno tra le coperte, non più inseguiti dall’assillo di non far tardi al lavoro;

oggi è domenica, una volta giorno dell’uomo nella forma del giorno del signore trasformata col tempo in giorno delle compere e delle gite fuori porta; fuori piove, ma il mio animo è lieto, spero lo sia anche il vostro. Nonostante Berlusconi, nonostante Monti, nonostante tutto.
Sono le cinque di mattina (avrebbero dovuto essere le cinque di ieri, 11 dicembre, ma mi sono attardato, così vi tocca alle tre di oggi, 12 dicembre, insieme all’altro previsto, che subirete alle sei). Ora in cui i giovani, prima di tornare a casa e mettersi a letto, si avvalgono della facoltà di ingolfarsi di cornetto e cappuccino. Squisita conclusione di una insensata notte di illusorie evasioni. Sbattendosi di qua e di là, in piena fretta. I vecchi invece si accingono a alzarsi per, ottemperato ai bisogni corporali, alle solite abluzioni, indossare i propri panni e sorbito l’insipido caffè fatto in casa, precipitarsi nelle rispettive destinazioni. Giornate uggiose li aspettano. Giornate di sole. Giornate qualsiasi. E asili nido dove scaricare i figli più piccoli, alienanti viaggi in metropolitana, alienati datori di lavoro, bus pieni, bus che non arrivano. E urla, rimproveri, minacce, preoccupazioni. Le tante preoccupazioni. Le vostre, le mie, di tutti.
Lo so, lo so che siete preoccupati. Lo sarebbe chiunque avesse un professore con l’incarico di esattore a occuparsi di lui. Perciò, una tantum, ho voluto scherzare. Nel tentativo di strapparvi anche io qualcosa.
L’attimo di un sorriso.

Inizio pertanto una sequenza di 16 piccoli interventi, variazioni sullo stesso tema presidenziale della quale offro qui sotto il primo. Prendendola alla leggera se possibile. Lasciando trasparire lo sdegno, qualche volta. Sperando sempre di indurre qualcuno a riflettere sul che fare. Se sia opportuno continuare a cedere ai ricatti dei vampiri della finanza o invece sia arrivato il tempo di prendere di petto in prima persona, senza delegare più a nessuno, tutti i nostri mali. E risolutamente finirli.

Da domenica a domenica, prima ottimana di passione
1 – Lacrime vere e declinazioni fasulle

IO PIANGO
TU PIANGI
EGLI PIANGE
NOI PAGHIAMO
VOI PAGATE
ESSI EVADONO

Non occorre commentare, vero?
Mauro Antonio Miglieruolo

Miglieruolo
Mauro Antonio Miglieruolo (o anche Migliaruolo), nato a Grotteria (Reggio Calabria) il 10 aprile 1942 (in verità il 6), in un paese morente del tutto simile a un reperto abitativo extraterrestre abbandonato dai suoi abitanti. Scrivo fantascienza anche per ritornarvi. Nostalgia di un mondo che non è più? Forse. Forse tutta la fantascienza nasce dalla sofferenza per tale nostalgia. A meno che non si tratti di timore. Timore di perdere aderenza con un mondo che sembra svanire e che a breve potrebbe non essere più.

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