Due storie Usa (e getta)

Vi ricordate la strage del Cermis? E conoscete la storia di Cedella Roman?

di Chief Joseph (*)

Il 3 febbraio 1998, un areo militare Usa – pilotato dal capitano Richard J. Ashby, coadiuvato, come navigatore, dal capitano Joseph Schweitzer e con altri due militari a bordo – vuole portarsi a casa un souvenir delle Alpi e dell’Italia. Il pilota vola basso, a quote proibite, facendo acrobazie, mentre gli altri membri del gruppo fotografano e riprendono, assaporando l’ebbrezza del rischio. Così succede che il jet tranci i cavi della funivia del Cermis (nei pressi di Cavalese) provocando la morte di 20 persone di varie nazionalità. Pilota e navigatore, prima di scendere dall’aereo, distruggono il nastro delle riprese effettuate. La procura di Trento vuole sequestrare l’aereo ma gli USA si oppongono, sostenendo che è «un segreto militare». Il presidente della repubblica, Oscar Scalfaro, dichiara. «Non si gioca con la vita» e il capo del governo, Romano Prodi, ammonisce che si tratta di «piena responsabilità americana». Tuttavia gli Usa – il presidente è Bill Clinton – non consegna l’equipaggio alle autorità italiane e il 3 marzo 1999, una corte marziale assolve sia il pilota che il navigatore. Scrive Giorgio Bocca: «Indigniamoci, ma non stupiamoci. Questo è il prezzo dell’impero, della dipendenza economica e miliare da una potenza mondiale». Il 28 marzo, il capitano Schweitzer ammette le sue colpe nella sparizione dei nastri video girati sull’aereo. Patteggia l’immunità in cambio delle accuse contro Ashby che, il 10 maggio 1999, viene condannato a sei mesi di reclusione (condanna scontata parzialmente per buona condotta) ed espulso dai Marines.

Novembre 2018, Cedella Roman, una ragazza francese di diciannove anni, va a trovare la madre in Canada, vicino al confine con gli Usa. Una sera, decide di fare una passeggiata e involontariamente sconfina. Viene fermata da due agenti, perquisita e portata al centro di detenzione di Tacoma (quasi 250 km dal luogo del fermo) perché accusata di immigrazione clandestina. Rimane in prigione per ben due settimane prima di essere liberata, nonostante la madre avesse prontamente inviato i documenti che erano stati richiesti. La US Customs and Border Protection non si è scusata per l’accaduto e ha dichiarato che se un individuo arriva negli USA in un luogo diverso dal punto di ingresso ufficiale senza essere ispezionato da un funzionario di frontiera, è considerato come entrato illegalmente negli Stati Uniti e trattato di conseguenza.

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

 

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