Einstein-Rosen e altri vicoli: su e giù nel tempo

Cosa passa la tv… spagnola

di Clelia Farris

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Ho visto il primo episodio di «El Ministerio del Tiempo», una serie tv spagnola trasmessa fra il 2015 e il 2016. Quando se ne parlò qui da noi, alcuni riconobbero delle somiglianze con i romanzi di Lanfranco Fabriani «Lungo i vicoli del tempo», io la ricollegai invece ai romanzi di Kage Baker «La compagnia del tempo», perché in principio la protagonista doveva chiamarsi Mendoza, come il personaggio di Baker, e la storia iniziava nella Spagna del XVI secolo. Anche questa serie comincia in quel secolo ma i nomi dei personaggi e lo sviluppo sono completamente differenti. Ipotizzo che non siano riusciti a comprare i diritti dei romanzi.

Ad ogni modo, sono rimasta positivamente colpita. La storia è montata bene, scorre veloce e non dimentica i sentimenti dei protagonisti. Il viaggio nel passato sembra basarsi sulla teoria Einstein-Rosen del cunicolo spazio-temporale, anzi più cunicoli, visto che i protagonisti superano una porta e vengono proiettati nello spazio-tempo desiderato. Ha un impianto ormai classico delle serie tv, sulla vicenda particolare della singola puntata si innesta un mistero più ampio che coinvolge la struttura stessa del “Ministero”.

Al momento ho visto soltanto il primo episodio, peraltro lungo 70 minuti, nel quale il Ministero mette insieme la squadra di “pronto intervento” temporale. Ci sono alcune debolezze di scrittura, per esempio la facilità con cui un uomo del XVI secolo obbedisce a una donna a capo della squadra o l’inutilità del furto di una pistola del XXI secolo per commettere un omicidio nel 1808, epoca in cui esistevano già le armi da fuoco, però, nel complesso, a me non è dispiaciuto.

In teoria la storia potrebbe andare avanti all’infinito, ci sono infinite possibilità di intervento nel passato, e hanno già girato due stagioni. Mi chiedo tuttavia se svilupperanno i semi della vicenda. Per esempio, nei libri di Baker a un certo punto la protagonista si ribellava alla proibizione di intervento nel passato, non riusciva più a restare impassibile davanti alle ingiustizie. D’altra parte, chi di noi resisterebbe alla possibilità di cambiare qualcosa? Soprattutto avendo il vantaggio di sapere cosa accadrà. Si potrebbe far accettare Hitler all’accademia di Belle Arti di Vienna o impedire agli antenati di Pinochet di lasciare la Bretagna… ma, come ci insegna «Minority Report», gli eventi del passato non si possono cambiare. Dio stesso non può modificare ciò che è stato.

Dunque, cosa possiamo fare noi poveri mortali? Andare indietro nel tempo e recuperare tutte le puntate già trasmesse. Roba da nulla per chi ha quella semplice macchina del tempo che si chiama internet.

 

Redazione
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Un commento

  • a proposito della situazione della fantascienza e del fantastico in Spagna, segnalo questo intervento su RiLL.it di Paco Arellano, responsabile della casa editrice spagnola La Biblioteca del Laberinto e membro dell’AEFCFT (Asociación Española de Fantasía, Ciencia Ficción y Terror), il più importante club spagnolo del settore.
    come dicevo a Daniele Barbieri, nel pezzo si parla anche dello scrittore spagnolo Felix J. Palma e del suo romanzo “El Mapa del Tiempo”, che come nome ricorda “El ministerio…”, ma che in realtà è un’opera diversa (per inciso: anche tradotta in italiano).
    ciò nonostante, è interessante -penso- scoprire di più sul mondo del fantastico spagnolo…
    http://rill.it/?q=node/629

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