El Salvador: aiutateci a nutrire le lotte femministe

Servono 3 mila dollari per garantire 200 borse di prodotti di prima necessità per altrettante operaie delle maquilas salvadoregne colpite dalla crisi … che si è accelerata con la pandemia: crowdfunding promosso da Lisangà con la Red Obreras Campesinas Feministas de El Salvador. 

di Maria Teresa Messidoro (*)

Detergente, shampoo, sapone, pannolini igienici, riso, fagioli, cereali, biscotti, minestre istantanee, zucchero, latte, caffè, olio, margarina, uova…

E’ il contenuto della borsa che il Sindicato Salvadoreño de Industrias Textiles y Similares, SSINT, vorrebbe regalare  a fine aprile a 200 operaie delle fabbriche maquilas nella zona di San Marcos, alla periferia di San Salvador.

Le operaie, nonostante la crisi provocata dalla pandemia, in una situazione economica già difficile, continuano a lottare per i propri diritti: ad esempio, la sezione del sindacato presente nella fabbrica Apparel Group, deve adoperarsi per presentare a tempo nel Ministero del lavoro  le credenziali necessarie per poter continuare il proprio lavoro sindacale.

Nel frattempo, alcune componenti del direttivo del SSINT stanno accompagnando un gruppo di operaie presso le istituzioni competenti per ottenere l’anticipo del fondo pensionistico, perché non sono riuscite a presentare la domanda per via informatica.

Un’altra membro del direttivo, Ana Isabel Pérez, segue il caso del sindacato del personale della Corte Suprema de Justicia SINEJUS, portato in giudizio per aver richiesto il rispetto del protocollo anti COVID nelle sedi giudiziali salvadoregne, dove già molti impiegati si sono ammalati ed alcuni sono deceduti; a quella manifestazione parteciparono anche rappresentanti di sindacati di base. Ora SINEJUS è accusato di violenza, e Ana Maria deve testimoniare che la manifestazione era in realtà completamente pacifica.

Ana Isabel e la segretaria del SINEJUS, Reyna Sigaran.

Occorre ricordare che tutte le volte in cui c’è una azione in difesa delle operaie, il permesso sindacale concesso non è retribuito, aggravando ulteriormente il bilancio familiare, tenendo conto che il sindacato SSINT non possiede fondi propri, come non possiede una sede ufficiale dove riunirsi (1)

E poi, non cessa il lavoro come Red Obreras Campesinas Feministas, di cui il sindacato SSINT e la associazione Lisangà culture in movimento sono parte, insieme ad un gruppo di donne di San Francisco Echeverría, la comunità rurale con cui Lisangà collabora da anni (2)

Dopo nove mesi di lotta delle operaie della Florenzi (3), la fabbrica occupata da giugno dello scorso anno, la giudice Daise Abrego del Juzgado Tercero de lo Laboral, il 9 aprile, ha determinato che  ci fu licenziamento ingiusto e ordina a Florenzi di pagare gli indennizzi alle ex operaie; inoltre, sempre dalla stessa data, tutti i macchinari, gli strumenti e le pezze di stoffa terminate passano sotto custodia del giudice.

Una vittoria sofferta, in un paese dove migliaia di donne lavorano otto ore al giorno per salari che non arrivano a 300 dollari mensili. Una vittoria che sarà completa quando le disposizioni giudiziarie diventeranno realtà.

“Dopo mesi di paura, sotto l’inclemenza del sole e delle piogge, soffrendo la fame, vediamo la luce in fondo al tunnel, sperando che non sia troppo lontano”, ci racconta Conchita, una delle ex operaie della Florenzi che aderisce alla Red.

Janira Rodríguez e Maritza Ramírez si abbracciano il giorno del loro compleanno nella fabbrica occupata, che è stata per mesi la loro prima casa (4)

La stessa Red si sta adoperando per mettere in piedi un laboratorio artigianale di sartoria, che rappresenti una alternativa lavorativa valida per alcune delle ex-operaie. Grazie ad una raccolta fondi mirata di Lisangà, è stato possibile acquistare una macchina da cucire ed ora è necessario garantire almeno per i primi mesi l’affitto del locale di questo Taller Lisangà.

Non lasciamo sole Rosita, Claudia, Ana Isabel, Egriselda, Maria Clara,Marta Lilian, Noemi, … aiutiamole garantendo le 200 borse a 15 euro l’una: 3000 euro per continuare a lottare e vivere, non sopravvivere

 Qui il link per effettuare la donazione:

https://www.gofundme.com/f/aiuta-le-operaie-delle-maquilas-el-salvador

Qui un appello del direttivo del sindacato SSINT https://drive.google.com/drive/folders/1j_OEp0nvRga5MHl7nitdUYlWta_pS-lU

Le fotografie relative al SSINT sono state realizzate da alcune sindacaliste.

La duende Red è una invenzione di Griselda Reynado, grafica di San Francisco Echeverría, El Salvador

  1. http://www.labottegadelbarbieri.org/el-salvador-per-difendere-chi-difende-i-diritti/
  2. https://www.labottegadelbarbieri.org/8-marzo-nelle-strade-ltino-americane-un-irrompere-incontenibile/
  3. http://www.labottegadelbarbieri.org/el-salvador-la-fabbrica-occupata-diventa-spazio-femminista/
  4. La foto è tratta dall’articolo di El Faro Digital, ricco di fotografie https://elfaro.net/es/202104/ef_foto/25373/Las-mujeres-de-Florenzi-y-su-larga-lucha-contra-la-maquila.htm

 

(*) vicepresidente Associazione Lisangà culture in movimento OdV, www.lisanga.org

Teresa Messidoro

Un commento

  • Ogni lotta contro lo sfruttamento è una giusta lotta , quando sono le donne a farla è ancora più giusta!!!
    Solidarietà con le operaie in lotta
    (Sergio ex operaio della Breda Fucine di Sesto S. G)

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