El violín – Francisco Vargas

di Ismaele (*),

rimani catturato da Plutarco, il vecchio campesino povero che suona il violino.

non può lavorare (gli manca una mano), ha un figlio e un nipotino che lo accompagnano per guadagnare qualche peso nei locali della cittadina vicina.
vivono in una delle tante parti del Messico dove i militari cercano di distruggere la resistenza dei poveri contadini, che si difendono come possono.
il violino è un protagonista del film, Plutarco ha una forza di volontà fortissima ed è disposto a tutto, per difendere la famiglia e il villaggio.
in più si crea un rapporto strano e difficile con il capo dei militari.
Plutarco (Ángel Tavira) ha girato solo questo film ed è stato premiato a Cannes, dopo un paio d’anni è morto, Francisco Vargas, il regista, non ha fatto altri film dopo questo.
non c’è giustizia a questo mondo, almeno questo piccolo capolavoro sono riusciti a girarlo.
http://markx7.blogspot.it/2014/07/el-violin-francisco-vargas.html

(*) Trovate questo appuntamento in blog ogni lunedì e giovedì sera: di solito il lunedì film “in sala” e il giovedì quelli da recuperare. Ismaele si presenta così: «“Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dei dischi di grande musica faranno la mia felicità fino alla mia morte” (François Truffaut). Siccome andare al cinema deve essere piacere vado a vedere solo quei film che penso mi interessino (ognuno ha i suoi pregiudizi). Ne scriverò e mi potrete dire se siete d’accordo o no con quello che scrivo; ognuno vede solo una parte, mai tutto, nessuno è perfetto. Ci saranno anche film inediti, ma bellissimi, film dimenticati, corti. Non parlerò mai di cose che non mi interessano o non mi sono piaciute, promesso; la vita è breve non perdiamo tempo con le cose che non ci dicono niente» (db)

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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