«Elysium»

Una pillola di Fabrizio («astrofilosofo») Melodia
… Proprio quando meno te l’aspetti. Per me è accaduto durante la visione di «Elysium» (2013), film di fantascienza scritto e diretto da Neil Blomkamp,

con protagonisti Matt Damon e Jodie Foster.
Le premesse della trama sono interessanti. Nel 2159 l’umanità è sempre più nettamente divisa in due caste, quella dei ricchi stratosferici che vivono in una splendida stazione orbitale dotata di un ambiente salubre e pulito, con tecnologie mediche d’avanguardia e un governo interno che impone leggi rigidissime sull’immigrazione dal pianeta madre, ormai distrutto da desertificazione, inquinamento, sovrappopolazione, malattie… e lì purtroppo vivono i restanti esseri umani.
Il protagonista è Max Da Costa, un operaio impiegato in una fabbrica di droni, robot che hanno sostituito gli esseri umani nella gestione del governo e della polizia sulla terra.
Le condizioni di vita per i terrestri sono talmente disastrose che tutti cercano scampo su Elysium, accolti dai ricconi a colpi di missili.
Un colpo di stato imporrà su Elysium una dittatura tutta al femminile mentre il ribelle Max riuscirà ad accedere al mainframe della stazione orbitale (permettendo alla madre Terra di accedere ai benefici tecnologici del paradiso stellare): la trama si snoda benissimo, tra colpi di scena ed effetti digitali che tendono a non andare mai sopra le righe, mettendo bene in luce l’antieroe Max Da Costa, nuovo “messia” di un paradiso a venire, un operaio che non crede tanto nella rivoluzione quanto nel coraggio e nell’importanza di ciò che si ama e nel non smettere di credere nei sogni di pace, uguaglianza sociale, libertà.
Interessante soprattutto per le premesse, davvero azzeccate. In effetti, non siamo molto lontani dalla plausibilità, in quanto molte ricerche in campo aerospaziale vertono proprio sulla costruzione di stazioni orbitali che dovrebbero ospitare l’essere umano in fuga da un pianeta ormai condannato a una morte lenta e dolorosa, con buona pace di tutti i movimenti ambientalisti e di sinistra che vorrebbero ancora salvare il salvabile.
Qui si afferma senza mezzi termini che la Terra è diventata pressoché invivibile e che solo la ricostruzione di un ambiente artificiale asettico e pulito potrebbe consentire la piena sopravvivenza alla parte “migliore” dell’umanità, senza problemi di salute o di lavoro. In realtà la metafora è abbastanza continua, mettendo in luce che solo il sacrificio, il duro lavoro e la forza di sogni e ideali portano reali benefici, solo il confronto con la dura realtà permette all’essere umano di tirare fuori il meglio, di vivere la vita vera e non quella in plastica e programmata su Elysium, nome assolutamente azzeccato.
Un futuro plausibile che potrebbe realizzarsi: con il potere e il denaro sempre più nelle mani di poche persone che detengono le redini dell’economia mondiale e del lavoro, con la possibile missione di terraformazione su Marte prevista dalla Nasa per il 2027, ecco come il denaro dei potenti gravita intorno al finanziamento di questa impresa verso l’ultima frontiera dell’umanità, una nuova terra dove ricominciare (ma tutte/i o i soliti pochi?) si spera con maggiore saggezza, “forti” di una Storia troppo pesante e sanguinosa.
Ma si potranno salvare ben poche persone rispetto alla popolazione mondiale, e non certo per bontà di cuore, ma in base al censo e all’importanza sociale? La via delle stelle resterà preclusa alla povera gente? Insomma dovremo rimboccarci le maniche per risistemare questo mondo, magari dopo che i principali colpevoli della sua distruzione saranno emigrati al sicuro nel loro paradiso artificiale freddo e asettico?

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

11 commenti

  • Sembra suggestivo.

    Grazie per la segnalazione.

    2 commenti.

    Il primo è che, e forse è meglio così, progetti di stazioni orbitanti dove abitare a lungo, più di sei mesi e così via, sono poco realistici, e lo saranno ancora a lungo, per via della radiazione a cui gli esseri umani sono esposti nello spazio, dovuta al vento solare, in prossimità del sole, e agli altri raggi cosmici, ovunque. Non si tratta di radioattività in senso letterale, voglio dire per come la radioattività è comunemente intesa, ma si tratta comunque di particelle cariche, protoni, nuclei di elio ed elettroni ad alta energia, i cui effetti sono analoghi a quelli patiti in prossimità di sorgenti radioattive sulla Terra. Due soluzioni, sostanzialmente le uniche, sono il cemento, che pesa ed è quindi difficile da mandare in orbita, oppure un campo magnetico locale più o meno permanente, che costa in termini energetici, e pesa, perché pesa la sorgente di energia elettromagnetica che lo dovrebbe generare e mantenere; dato che pesa, è comunque difficile da mandare in orbita, anche se non ‘assemblato.’ Eventualmente, si parla di mandare in orbita generatori a fusione nucleare, ma stando ai progressi di ITER, un microgeneratore a fusione per usi spaziali non sarà realizzato prima del 2150, sempre ammesso che nel 2150 ci sia ancora una specie umana sulla Terra. Il problema dell’esposizione alla radiazione è anche il motivo per cui i soggiorni sulla stazione spaziale internazionale non superano i 6 mesi, per non esporre gli astronauti a dosi eccessive di radiazione. Questo è anche il motivo per cui ‘colonie’ sulla Luna e su Marte rimarranno irrealistiche e irrealizzate ancora per molto tempo. Certo, i coloni potrebbero adeguarsi e abitare sottoterra, ad una certa profondità, per fare del terreno sovrastante uno scudo adeguato contro la radiazione. Gran cosa abitare sottoterra.

    http://en.wikipedia.org/wiki/International_Space_Station#Crew_health_and_safety

    http://en.wikipedia.org/wiki/Space_radiation

    Il secondo commento, che segue dal primo, è che quindi le possibilità di ‘fuga’ dalla Terra sono estremamente limitate. Il sistema planetario più vicino si trova poi a quaranta milioni di milioni di chilometri, sempre ammesso che ospiti un pianeta analogo alla Terra. Essendo tutti, anche i super straricchi e straricche costretti e costrette a rimanere sulla Terra, i cambiamenti del clima avranno molto probabilmente impatti globali, in particolare in termini di maggiore frequenza di eventi estremi, e, con conseguenze potenzialmente ancora più gravi, in termini di possibili eventi risultanti dal superamento di eventuali ‘soglie critiche.’ Quindi, ‘godiamocela e laviamocene le mani’ non li porterà, o ci porterà, molto lontano. I ‘troppo furbi’ probabilmente non sopravviveranno.

    Se chi legge non sa di cosa sto parlando, questo è il problema della distanza tra le ‘due culture.’

    Ma ho già usato più di mezz’ora della mia unica vita per scrivere questo commento, quindi penso che basti. Poi, sai, sono il solito troll.

    Buona fortuna e grazie per la segnalazione.

    Viva Kurt

  • temo che sia troppo vero il fatto che la salvezza sarà solo per pochi… e poi… salvezza… chissà come finirà quel povero pianeta che ci ospiterà… oppure vivremo per sempre in quella stazione orbitale nave spaziale… forse è giusto… un destino da olandese volante…

    • il nostro pianeta è condannato
      e se qualche terrestre si salva … povero il pianeta che lo r-accoglie
      l’ottimismo dilaga
      ma siete sempre così
      oppure sono gli ultimi risultati elettorali?
      jena barbiens

    • Lucio Dalla non è Heidegger, di cui conosco ben poco, o nulla, né P. K. Dick, o men che meno Kurt, ma io ci sono cresciuto, in particolare con ‘Com’è profondo il mare.’ Anche nel suo caso ci sarebbe da dibattere, forse in tono minore, ‘vita’ e ‘opere.’ Lucio Dalla a proposito di ‘Chi sopravviverà ?’

      ‘e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
      saranno forse i troppo furbi
      e i cretini di ogni età.’

      ‘Cretino’ non è un concetto ‘alla Basaglia’ ma mi prendo per una volta una licenza ‘poetica.’

      2a – Su un asteroide ‘ci’ siamo già ‘atterrati,’ per precisione lo ha fatto la NASA con la missione Near Earth Asteroid Rendezvous – Shoemaker (NEAR Shoemaker) che prima ha orbitato intorno e poi è ‘atterrata’ sull’asteroide EROS.

      2b – Quest’anno invece l’ESA – Agenzia Spaziale Europea sta provando a fare in modo che Rosetta possa entrare prima in orbita intorno a una cometa e poi studiarla con la sonda Philae che cercherà di ‘atterrare’ sulla cometa.

      3 – La NASA ha pubblicato – gratuitamente – un libretto, un’antologia di articoli intitolata, traduco, ‘Archeologia, Antropologia e Comunicazione Interstellare.’ Ne riparliamo.

      Viva Kurt e buona notte.

      • Dai, mi prendo anche la licenza da ‘troll’ e stasera trascrivo.

        – – – – – – –

        Siamo noi, siamo in tanti
        Ci nascondiamo di notte
        Per paura degli automobilisti
        Dei linotipisti
        Siamo i gatti neri
        Siamo i pessimisti
        Siamo i cattivi pensieri
        E non abbiamo da mangiare
        Com’è profondo il mare
        Com’è profondo il mare

        Babbo, che eri un gran cacciatore
        Di quaglie e di fagiani
        Caccia via queste mosche
        Che non mi fanno dormire
        Che mi fanno arrabbiare
        Com’è profondo il mare
        Com’è profondo il mare

        E’ inutile
        Non c’è più lavoro
        Non c’è più decoro
        Dio o chi per lui
        Sta cercando di dividerci
        Di farci del male
        Di farci annegare
        Com’è profondo il mare
        Com’è profondo il mare

        Con la forza di un ricatto
        L’uomo diventò qualcuno
        Resuscitò anche i morti
        Spalancò prigioni
        Bloccò sei treni
        Con relativi vagoni
        Innalzò per un attimo il povero
        Ad un ruolo difficile da mantenere
        Poi lo lasciò cadere
        A piangere e a urlare
        Solo in mezzo al mare
        Com’è profondo il mare

        Poi da solo l’urlo
        Diventò un tamburo
        E il povero come un lampo
        Nel cielo sicuro
        Cominciò una guerra
        Per conquistare
        Quello scherzo di terra
        Che il suo grande cuore
        Doveva coltivare
        Com’è profondo il mare
        Com’è profondo il mare

        Ma la terra
        Gli fu portata via
        Compresa quella rimasta addosso
        Fu scaraventato
        In un palazzo,
        in un fosso
        Non ricordo bene
        Poi una storia di catene, bastonate
        E chirurgia sperimentale
        Com’è profondo il mare
        Com’è profondo il mare

        Intanto un mistico
        Forse un aviatore
        Inventò la commozione
        Che rimise d’accordo tutti
        I belli con i brutti
        Con qualche danno per i brutti
        Che si videro consegnare
        Un pezzo di specchio
        Così da potersi guardare
        Com’è profondo il mare
        Com’è profondo il mare

        Frattanto i pesci
        Dai quali discendiamo tutti
        Assistettero curiosi
        Al dramma collettivo
        Di questo mondo
        Che a loro indubbiamente
        Doveva sembrar cattivo
        E cominciarono a pensare
        Nel loro grande mare
        Com’è profondo il mare
        Nel loro grande mare
        Com’è profondo il mare

        E’ chiaro
        Che il pensiero dà fastidio
        Anche se chi pensa
        E’ muto come un pesce
        Anzi è un pesce
        E come pesce è difficile da bloccare
        Perché lo protegge il mare
        Com’è profondo il mare

        Certo
        Chi comanda
        Non è disposto a fare distinzioni poetiche
        Il pensiero come l’oceano
        Non lo puoi bloccare
        Non lo puoi recintare
        Così stanno bruciando il mare
        Così stanno uccidendo il mare
        Così stanno umiliando il mare
        Così stanno piegando il mare

  • non è questione di dirottare un asteroide… vanno troppo in fretta per riuscire ad afferrarli… e poi non ci faccio molto la figura del Piccolo Principe…

  • Mio ultimo:

    questo grafico chiarisce il problema.

    http://mars.jpl.nasa.gov/msl/multimedia/images/?ImageID=5771
    (anche: http://www.bbc.com/news/science-environment-22718672)

    NB: la scala è logaritmica in base 10.

    Secondo me questo grafico, ciò che veramente rende chiaro è che non abbiamo alternative.

    E si riferisce alla radiazione misurata, misurata ripeto, dalla sonda Curiosity (Curiosità) della NASA.

    1 anno sulla superficie di Marte, non sottoterra ma sulla superficie, espone a una ‘dose equivalente’ di radiazione pari a 200 volte, d u e c e n t o, il totale complessivo della radiazione annuale a cui noi siamo esposti, in media, poi dipende dal paese, sulla superficie della Terra, in 1 anno ripeto.

    10 anni sulla superficie di Marte equivalgono quindi a 2000, d u e m i l a, volte la dose equivalente di radiazione per 10 anni sulla Terra.

    E i risultati sarebbero analoghi per qualunque ‘altrove’ che non abbia un campo magnetico o che non contempli la disponibilità a vivere più o meno permanentemente sottoterra, di un pianeta o di un asteroide.

    Quindi, abbiamo già la nostra ‘navicella spaziale,’ cioè la Terra.

    Salviamola e aggiustiamola.

    Non c’è ‘altrove.’

    Dobbiamo cooperare per risolvere insieme e costruire soluzioni.

    Non c´è ‘via di fuga.’

  • Marco Pacifici

    Ciao Daniele e ciAo Fabrizio….avete visto “Il sole dentro” di Paolo Bianchini? credo anzi son certo che sia uno dei film piu immensamente belli mai girati. Naturalmente nelle sale è girato pochissimo… Oltre a due splendidi giovanissimi sconosciuti attori ci sono la Finocchiaro splendida Giobbe Covatta et caetera. Fateme sape’ Vi avverto che è Felicemente Dolorosissimo:alla faccia di quel pezzzzzoddimmmerda di Clini. Besos Compagneros.

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