vel-ENI e la peggiore bomba climatica al mondo

di Andrea Barolini (ripreso da www.valori.it)

Si tratta del progetto considerato “la peggiore bomba climatica al mondo”. E l’italiana Eni non poteva di certo farsi sfuggire l’occasione. Si chiama North Field East ed è un giacimento di gas naturale immenso, in Qatar, che si stima possa contenere il 10% delle riserve mondiali. Un autentico disastro in termini di contribuito al riscaldamento globale, nonostante le rassicurazioni dei vertici dell’azienda, che insiste sull’utilizzo di tecnologie che sarebbero in grado di limitare i danni al clima.

 

Il progetto nell’elenco dei più dannosi in assoluto per il clima

Ma il gas in questione, anche ammesso che fosse estratto con tutte le accortezze, viene recuperato e venduto allo scopo di essere bruciato. E la scienza ha spiegato che se vogliamo centrare il più ambizioso degli obiettivi dell’Accordo di Parigi, ovvero limitare la crescita della temperatura media globale a 1,5 gradi centigradi alla fine del secolo, dobbiamo lasciare sottoterra tutti i combustibili fossili che ancora l’umanità non ha estratto.

Un’inchiesta pubblicata nello scorso mese di maggio dal quotidiano The Guardian ha elencato i progetti di sfruttamento di petrolio e gas più dannosi in assoluto. Delle “bombe climatiche”, appunto, suscettibili di provocare emissioni per più di un miliardo di tonnellate di CO2 sull’insieme del loro ciclo di vita.

 

Oltre a Eni anche Total (e una terza compagnia)

Ma per Eni il punto è un altro. È entrare in una joint-venture con la compagnia Qatar Energy, diretta dal ministro dell’Energia Saad Sherida al-Kaabi. È un affare da 28 miliardi di dollari. Che permetterà alla compagnia italiana di partecipare ad un progetto mastodontico. Si prevede infatti che aumenterà del 60% la produzione di gas naturale liquefatto della nazione del Golfo. E sul quale ha già messo le mani la francese TotalEnergies.

Quest’ultima aveva annunciato un accordo con Qatar Energy lo scorso 12 giugno. Il terzo grande nome che parteciperà allo sfruttamento del giacimento è ConocoPhillips, multinazionale americana. Così, nelle intenzioni del governo di Doha, la produzione al North Field East – giacimento offshore che si estende nei fondali fino alle acque territoriali iraniane – dovrebbe poter cominciare già nel 2026.

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Redazione
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Un commento

  • Gli uomini, accecati dal profitto immediato, stanno costruendo l’autodistruzione per sé stessi e per tutte le forme di vita sulla Terra.
    È il Nulla che avanza, la decadenza, l’entropia…..
    Gli uomini, solo marionette senza materia grigia !!!!!!!!!!!.
    Di solito sono queste che s’impadroniscono del potere: i cretini di ogni età.

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