Evtušenko: «Non capirsi…»
la “cicala” del sabato non va in vacanza
Non capirsi è terribile –
non capirsi e abbracciarsi.
Ma per quanto strano,
è altrettanto terribile, altrettanto,
capirsi in tutto.
Ci feriamo comunque.
E, segnato da una precoce conoscenza,
l’animo tuo soave
io con l’incomprensione non offenderò
e non ucciderò con la comprensione.
(Evgenij Aleksandrovič Evtušenko: da «Poesie d’amore», traduzione di Evelina Pascucci)
UOMINI
Non esistono al mondo uomini non interessanti.
I loro destini sono come le storie dei pianeti.
Ognuno ha la sua particolarità
e non ha un pianeta che gli sia simile.
E se uno viveva inosservato
e amava questa sua insignificanza,
proprio per la sua insignificanza
egli era interessante tra gli uomini.
Ognuno ha il suo segreto mondo personale.
In quel mondo c’è l’attimo felice.
C’è in quel mondo l’ora più terribile,
ma tutto ci resta sconosciuto.
Quando un uomo muore,
muore con lui la sua prima neve,
e il primo bacio e la prima battaglia…
Tutto questo egli porta con sé.
Rimangono certo i libri, i ponti,
le macchine, le tele dei pittori.
Certo, molto è destinato a restare,
eppur sempre qualcosa se ne va.
È la legge d’un gioco spietato.
Non sono uomini che muoiono, ma mondi.
Ricordiamo gli uomini, terrestri e peccatori,
ma che sapevamo in fondo di loro?
Che sappiamo dei fratelli nostri, degli amici?
Di colei che sola ci appartiene?
E del nostro stesso padre
tutto sapendo non sappiamo nulla.
Gli uomini se ne vanno… e non tornano più.
Non risorgono i loro mondi segreti.
E ogni volta vorrei gridare ancora
contro questo irrevocabile destino.
1961 (traduzione di Sandra Grotoff)
da «Evgenij Aleksandrovič Evtušenko Poesie», Newton Compton, 1972
(*) Qui, il sabato, regna “cicala”: libraia militante e molto altro, Cicala invia ad amiche/amici per 5 giorni alla settimana i versi che le piacciono. Da 24 anni: e oltre 500 le trovate (con i TAG) in “bottega”. Abbiamo raggiunto uno storico accordo: lei sceglie ogni settimana i versi da regalarvci. E se va in vacanza rubiamo qualcosa (come oggi) dal suo immenso archivio. Perciò ci rivediamo qui fra 7 giorni.





Non è solo un’esperienza senza tempo, ma una condizione specificatamente moderna, attuale, prodotta dal liberismo occidentale…
«La morte non è / nel non poter comunicare / ma nel non poter più essere compresi» (Pasolini, Poesia in forma di rosa)
«Ciò che mi impedisce di impegnarmi, che mi dà questa specie di anticipo sulla morte, è la coscienza ormai irreversibile che, nel nostro mondo non ci si capisce, non ci si vuole, non ci si deve capire» (Pasolini, Pasolini, Marxismo e religiosità, «Vie nuove», XVI, n. 47, 30 novembre 1961).