fascisti d’Italia

articoli e video di Alessandro Ghebreigziabiher, Fanpage, “Patria indipendente” (ivista dell’Anpi)

 

“Abbiamo le lavatrici per fare il black”: così il big di Fdi vuole finanziare la campagna elettorale di Milano – Fanpage

Quasi tre anni fa, nel 2019, un nostro giornalista è entrato in un gruppo di nostalgici del fascismo, massoni ed ex militari, fingendo di essere un uomo d’affari. Il gruppo è coordinato da Roberto Jonghi Lavarini, il “Barone nero” che da anni influenza le nomine e le politiche dei partiti istituzionali di destra e che adesso ha deciso di mettere le mani anche sulle comunali di Milano.

Quello che abbiamo scoperto, è raccolto nella nuova inchiesta del team Backstair di Fanpage.it, intitolata “Lobby nera”. Nella prima puntata dell’inchiesta, vi mostriamo come Carlo Fidanza, europarlamentare e capo delegazione di Fratelli d’Italia, parli del candidato sindaco della sua coalizione Luca Bernardo, e prenda in giro Paolo Berizzi, giornalista sotto scorta perché minacciato dai neonazisti. Nella stessa serata, Fidanza e l’estremista di destra Roberto Jonghi Lavarini, circondati da camerati e candidati, spiegano a un nostro giornalista sotto copertura un modo per dare al partito dei soldi in nero per la campagna elettorale, utilizzando delle “lavatrici”

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Black Money Matter manifesto del nuovo movimento dei Fratelli Neri d’Italia – Alessandro Ghebreigziabiher

Dopo la pubblicazione dell’inchiesta di Fanpage sui finanziamenti in nero alla campagna a Milano di Fratelli d’Italia mi sono preso l’impegno di scrivere…

Il manifesto del movimento Black Money Matter

Fratelli (Camerati) d’Italia,

quale veemente risposta alle calunnie ai nostri danni da parte di quegli spioni di Fanpage, siamo qui a lanciare il nostro nuovo movimento Black Money Matter. Tradotto nel nostro italianissimo italiano, farlo non guasta mai, anzi, i soldi in nero contano come gli altri, cribbio. Siamo stanchi di essere discriminati in quanto NeriNeri dentro, sia ben chiaro, mica fuori, non confondiamo. Al netto ovviamente di magliettegiubbotti e quant’altro, che potrete acquistare sullo shop online del nostro sito. Non in nero, in questo caso, perché ancora non si può su internet per ovvie ragioni. E perché non si può? Basta, è ora di finirla con questo razzismo verso chi non vuol pagare le tasse, che abbiamo nell’occasione abbreviato in tassismo. Senza alcuna allusione ai tassisti, ovvero i conducenti, non sia mai che ci mettiamo contro una categoria così numerosa, compatta e agguerrita. Dicevo, siamo stanchi di questa violenza solo nei nostri confronti da parte delle forze dell’ordine. A quelli che fatturano ogni virgola va tutto liscio e invece – quando ci beccate in video, eh? Altrimenti, col cavolo che ci fermate – a noi altri accuseinsulti gogna mediatica, nonché epurazioniauto sospensioni e il solito giochino di voltare le spalle agli amici quando diventano imbarazzanti.

Ebbene, dopo un secolo di ingiustizie soprusi, vi chiediamo di scendere in piazza per il diritto dei Neri (dentro, solo dentro, non vi sbagliate) di pagare e soprattutto prendere denaro in Nero dagli amici dei Neri (sempre dentro, non dimenticate) che se anche non sono Neri so’ sempre soldi che ti entrano in tasca, cazzo.

Senza queste care mazzette I can’t breath! Io, loro, tutti quanti noi, insomma, non possiamo respirare, lo capite o no?

Respirare? Non possiamo fare nulla e ci tocca andare a lavorare per davvero, altro che parlamenti e consigli comunali. E lavorare come? In nero, è chiaro, ma sono quei lavori della minchia che fanno i Neri fuori, e non è giusto. Perché noi siamo i tuoi fratellini d’Italia e ai fratellini questo non si fa. Tra fratellini ci si vuole bene, ci si aiuta, e quando il marcio salta fuori si chiude un occhio e ci si gira dall’altra parte.

No… non nel senso di lasciarti affogare ora che sei un peso, è chiaro. Intendo di accettare che le cose vadano come sono sempre andate: io faccio, cioè io fascio, un favore a te e tu dai una busta a me, e poi ce ne andiamo tutti al mare a prendere per il culo i venditori ambulanti.

Che dite, vi unite a noi? A noi!

Mi raccomando, fate girare l’hashtag #BlackMoneyMatter, facciamolo diventare virale ovunque. Contiamoci, siamo in tanti in questo paese a prendere soldi a buffo, mica solo i Neri dentro, a dirla tutta.

Libertà, libertà, libertà!

Vogliamo solo giustizia ed essere trattati come gli altri. I nostri soldi sono uguali a quelli loro e, soprattutto, quelli che becchiamo sono molti di più di quelli che prenderemmo altrimenti.

Perciò, se anche tu ti senti Nero dentro unisciti al Movimento e se vuoi fare una donazione non tassata ci vediamo al bar sotto casa tua, dimmi dove e quando e mi fiondo.

Viva i soldi in neroabbasso le tasse, gli scontrini e le telecamere nascoste.

Prima gli evasori!

Movimento Black Money Matter

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IL NEOFASCISMO E LA TATTICA DELLA QUINTA COLONNA – del Gruppo di lavoro di “Patria indipendente” su neofascismo e web

Alla tornata elettorale amministrativa imminente, l’estrema destra partecipa in quasi tutti i casi sottotono ma con modalità a cui prestare la massima attenzione. E spesso la presenza di alcuni candidati rivela lo stato della competizione sia tra FdI e Lega sia quella tutta interna al Carroccio

Sono oltre 1.300 i Comuni dove il 3 e 4 ottobre prossimi e in Sardegna la settimana successiva si sceglieranno sindaco e componenti del Consiglio, i parlamentini locali. E tra i candidati non mancano esponenti di movimenti vicini alla destra estrema.

A Roma, CasaPound

A Roma è scoppiato il caso dei dirigenti di CasaPound inseriti nelle liste della Lega, in appoggio al candidato sindaco del centrodestra.
CasaPound dopo i cattivi risultati alle elezioni del 2018 e del 2019, anche a fronte di aspettative invece altissime, ha dichiarato che non avrebbe più concorso con il proprio simbolo a consultazioni elettorali. Naturalmente non escludendo la partecipazione di propri militanti nelle liste di altre formazioni. Dopo una comparsata alla manifestazione unitaria del centrodestra nell’ottobre 2019 ed un periodo passato a cercare di cavalcare la protesta alle restrizioni sanitarie sotto il nome di Mascherine Tricolori si è iniziata a delineare la strategia di avvicinamento a questo e ai prossimi appuntamenti elettorali.

Al Municipio XIII Simone Montagna, attivista oramai storico della tartaruga frecciata, distintosi per pseudo comitati cittadini volti alla chiusura di centri d’accoglienza e per una breve carriera come cantante in una delle varie band musicali targate CasaPound, si candida con il simbolo della Lega-Salvini premier.

Qui e là fra i municipi capitolini ci sono altri nomi, è però particolarmente interessante la spiegazione data dalla Lega alle richieste di commento da parte della stampa, sembra quasi che le candidature dei militanti di CPI siano in funzione di un loro recupero sociale: “Se non esiste più il loro partito di riferimento è chiaro che cerchino una nuova collocazione. Sarebbe anche inutile bruciare una generazione o far sì che resti marchiata a vita come Casapound“.

Montagna, candidato alle scorse elezioni come presidente del proprio municipio per il gruppo fascista aveva ottenuto un risultato abbondantemente sotto il 2%. Quindi perché a fronte di un’evidenza numerica molto stentata si imbarcano questi personaggi nelle liste elettorali della Lega?

Se da una parte i numeri di CasaPound sono ben poco utili sul piano elettorale magari non lo sono ai fini della competizione interna. Per ottenere più preferenze delle liste alleate, ma con le quali c’è comunque una gara nella stessa area politica, è necessario battere il territorio, diffondere volantini e suonare la grancassa dei social. E questo CasaPound, almeno in alcuni contesti, ha dimostrato di saperlo fare e bene.

Ma CPI era partita con tutt’altra strategia e di ben altro livello politico, ovvero la costituzione di Volontà Romana, un contenitore politico in funzione del dialogo con Fratelli d’Italia. Esperimento significativamente portato avanti in parallelo anche in un’altra grande città, Firenze.

Dopo l’avvio iniziale è però rapidamente arrivato lo stop, evidentemente deciso dalla dirigenza nazionale del partito di Meloni. Le motivazioni sono con ogni probabilità di opportunità politica. Intanto nel momento della massima crescita per il partito l’accostarsi a certe sigle è un ostacolo alle ambizioni di governo e poi, dall’altra parte, è necessario porre un freno alle contese interne, che possono portare ad attriti e divisioni ingestibili. Inoltre la propria natura politicamente parassitaria CasaPound l’ha già dimostrata quando nel 2006 è entrata organicamente nel Movimento Sociale Fiamma Tricolore per uscirne due anni dopo svuotando quel partito da dentro. Perché, al contrario di quanto dichiarato dalla Lega, CasaPound esiste ancora ed è il primo ed unico riferimento politico di Montagna e compagnia.
Insomma: le operazioni in grande stile di Roma e Firenze sono fallite. A questo punto è chiaro il perché a Roma CasaPound abbia scelto la Lega, che nella capitale è certamente meno strutturata di Fratelli d’Italia e lascia maggiori ambiti di manovra per questi tentativi.

È da notare che comunque il dialogo fra la destra parlamentare e i fascisti continua ad alti livelli. All’ultima festa nazionale di CasaPound – a porte chiuse, cioè solo per gli iscritti – erano presenti William De Vecchis, senatore della Lega, e Vincenzo Sofo, europarlamentare di Fratelli d’Italia.

Come nota a margine va sottolineata la candidatura nel XII Municipio di Milo Mancini per Fratelli d’Italia, pugile con un debole per i tatuaggi a tema fascismo.

A Milano, Lealtà-Azione

A Milano la situazione è diversa. Qui il motivo dello scandalo non sono solo degli innesti spurii nelle liste elettorali, ma l’esplicita vicinanza di alcuni esponenti leghisti alla formazione neonazista di Lealtà-Azione. Non è neppure una novità. In fin dei conti Max Bastoni – che oggi ha il proprio comitato elettorale nei locali di LA – è stato eletto nel 2018 al consiglio regionale sempre con l’appoggio della stessa formazione di estrema destra. E non è certo il solo Bastoni: Igor Iezzi, parlamentare leghista e commissario federale del suo partito, gode della stessa vicinanza e altrettanto dicasi per l’europarlamentare e consigliera comunale, sempre in quota Lega ma proveniente dal Nuovo PSI e da Forza Italia, Silvia Sardone.
Certo, non mancano dei posti in lista per i membri di Lealtà-Azione, nel 2016 era toccato a Stefano Pavesi nel municipio 8 e nuovamente candidato oggi, a cui si aggiunge il debutto di Andrea Cenciarelli nel municipio 3. Vale anche in questo caso quanto detto prima: non a caso Pavesi risultò essere il candidato della Lega a raccogliere il maggior numero di preferenze personali, anche rispetto agli altri municipi. La campagna elettorale sul territorio rimane un punto di forza per varie formazioni dell’estrema destra.

Anche per Lealtà-Azione il dialogo con le forze della destra parlamentare passa attraverso le feste. Alla Festa del Sole di settembre 2021, intitolata “Instaurare l’Eterno”, è stato invitato Simone Pillon, senatore della Lega, oltre a Mario Adinolfi, presidente de Il Popolo della Famiglia. Ma non solo: alla recente inaugurazione della nuova sede a Gaggiano (MI) hanno parlato Bastoni e la consigliera regionale leghista Silvia Scurati. Càpitano infine collaborazioni con Fratelli d’Italia, ad esempio ad inizio 2021 fra Gioventù Nazionale Martesana (sempre nell’hinterland milanese) e l’associazione solidaristica di Lealtà-Azione.

Forza Nuova, Rete dei Patrioti e altre formazioni

Forza Nuova aveva annunciato in grande stile di avere un proprio candidato al Campidoglio, l’avvocato Carlo Taormina, uomo forte del berlusconismo e sottosegretario agli Interni, poi approdato al Movimento 5 Stelle e infine fondatore di un suo movimento. Già a maggio aveva twittato “Mi volete come Sindaco di Roma?” ricevendo risposte poco lusinghiere.
Contro il veleno antifascista, contro la destra e la sinistra, un ampio fronte per TAORMINA SINDACO! Antagonisti del pensiero unico, amanti delle libertà, camerati, no vax, no mask, antiliberisti, garantisti: tutti uniti per rappresentare la Roma ribelle, la Roma che non si piega, la Roma che reagisce ed alza la testa“.
Nonostante gli annunci e le foto di rito sul cosiddetto ampio fronte contro il veleno antifascista è calato immediatamente un mesto silenzio e della candidatura dell’avvocato non se ne è saputo più nulla.

Però il simbolo di Forza Nuova sarà presente sulla scheda elettorale di un comune italiano i prossimi 3-4 ottobre e, a quanto ci risulta, solo in quello. Si tratta di Suno, 2.800 abitanti in provincia di Novara. C’è da dire che non è neppure questa una novità, già nel 2016 Suno aveva visto il tentativo di Forza Nuova coronato da circa il 6%, in competizione con due altre liste. Quest’anno è possibile che riescano a fare di meglio visto che c’è una sola altra lista a concorrere, anche se il candidato sindaco per Suno si è già presentato nel 2020 per la stessa carica poco più a nord, ad Arona, dove ha racimolato lo 0.8%.

Insomma, la crisi di Forza Nuova pare essere profonda ed è sì dovuta alla debolezza che per un insieme di vicende ha coinvolto tutta l’estrema destra italiana a partire dal 2018, ma soprattutto alla grave scissione del 2020.

Gli scissionisti, riunitisi nella sigla Rete dei Patrioti e comunque reduci da un tentativo parzialmente riuscito di accreditarsi come forza dialogante con le altre formazioni dell’area neofascista, stentano a loro volta ad assestarsi ed il loro simbolo non sarà presente a questa tornata elettorale.
Ad Altopascio, in provincia di Lucca, nella lista “Ora – Altopascio Presente” si candida però Daniele Del Carlo, responsabile locale di quel raggruppamento. La lista è in appoggio al candidato sindaco del centrodestra.

Fra le vecchie formazioni nostalgiche del MSI abbiamo il Movimento Sociale Fiamma Tricolore che sarà presente a Latina in coalizione con due liste civiche ed in tre comuni del meridione sotto i 15.000 abitanti, dove corre da solo. Mentre il Movimento Idea Sociale sarà solamente sulla scheda capitolina, con un proprio candidato sindaco.

Infine il caso limite di Nardò (LE), dove il popolare sindaco Mellone cerca la riconferma. Con un passato in Alleanza Nazionale, poi più o meno vicino a Forza Nuova e CasaPound ma senza mai afferirvi, gode adesso dell’amicizia e dell’appoggio politico del presidente della regione Puglia Emiliano. Rifiuta di partecipare alle celebrazioni del 25 Aprile in quanto festa divisiva, attacca l’ANPI ad ogni occasione, dichiara che destra e sinistra sono categorie superate e al tempo stesso dice di essere di destra ma di agire come e meglio della sinistra. Insomma, esattamente le stesse cose che dicono appunto Forza Nuova e CasaPound.

Strategie e adattabilità

Il tentativo, dinamico e continuo, dell’estrema destra di accedere alle istituzioni non è mai cessato. Anzi, è sotto gli occhi di tutti gli osservatori come negli ultimi decenni l’ultima ondata di estrema destra in tutto il mondo occidentale è caratterizzata anche da un’inversione di rotta sulla questione della democrazia. La democrazia non la si combatte più cercandone la rovina dall’esterno, ma accettandone le regole formali per poi corroderla dall’interno. Del resto l’eversore Roberto Fiore rientra in Italia dalla latitanza dopo aver fondato nel 1997 Forza Nuova, appunto realizzando questa trasformazione. E addirittura Avanguardia Nazionale, messa fuorilegge nel 1976 e ricostituitasi recentemente, tramite il prestanome dell’Associazione Culturale Socialis si è presentata ad alcune elezioni locali.

La strategia dell’ingresso diretto nelle istituzioni è al momento sostanzialmente fallita. Certo, le cause sono variegate e la situazione sempre in movimento ma ad oggi i simboli di quelle organizzazioni sono pressoché introvabili sulle schede elettorali.
Le modalità di Lealtà-Azione, che non ha mai perseguito l’obiettivo dell’ingresso nelle istituzioni a volto scoperto, invece aumenta la propria influenza sulla politica meneghina rispetto alle ultime elezioni amministrative: qualche militante nei consigli municipali e amicizie forti – con debiti elettorali – in Comune, in Regione, nel Parlamento italiano e in quello europeo.
Resta una terza strategia da analizzare, quella dell’incorporamento. Negli ultimi anni Fratelli d’Italia ha perseguito con costanza l’obiettivo di recuperare alcune “briciole” di estrema destra per riportarle al proprio interno. Sono operazioni che hanno soprattutto valenza locale, ma non solo visto che l’ex segretario nazionale della Fiamma Tricolore e poi presidente di Destra Sociale è ora membro della direzione nazionale di FdI. Anche gli ex-naziskin di Progetto Sociale, attivi nel veronese, hanno aderito a Fratelli d’Italia. Per non dire delle organizzazioni nate internamente a quel partito ma, per l’esplicito riferimento alle idee e alle parole di nazismo e fascismo, inquadrabili nell’estremismo di destra come Casaggì – soprattutto a Firenze ma anche a Modena ed in altre città – che finiscono per egemonizzarne la rappresentanza istituzionale.

Sia chiaro, le pratiche messe in atto dall’estrema destra sono non univoche e a volte sovrapposte, a seconda delle possibilità che si manifestano. Ad esempio in Piemonte nel 2019, prima della definitiva sconfitta alle europee, CasaPound aveva alcuni candidati a sindaco propri e contemporaneamente in altri comuni i propri militanti correvano nelle liste della Lega, in altri ancora in quelle di Fratelli D’Italia. La predominanza di alcune strategie non esclude l’adattabilità.

In ogni caso è evidente che la mutevolezza delle condizioni e gli altalenanti destini non cambiano la pericolosità di questi raggruppamenti. L’obiettivo sono le istituzioni democratiche e su questo è necessario uno sguardo vigile e disincantato.

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La Bottega del Barbieri

3 commenti

  • “Io sono Giorgia” e la lobby nera milanese | di ALESSANDRO BRESCIA
    Le omissioni sul fascismo nell’autobiografia di Giorgia Meloni e la sua (non)reazione all’inchiesta di Fanpage.
    cfr https://www.micromega.net/io-sono-giorgia-e-la-lobby-nera-milanese/

  • fanpage pubblica la seconda puntata, e questa è sui contatti di elementi della Lega con Jonghi Lavarini (e compagnia nera)
    https://piped.kavin.rocks/watch?v=IeN4-Dtk81A

  • Mariano Rampini

    Un’analisi attenta ma che, a mio avviso andrebbe completata sovrapponendo gli attuali accadimenti con quelli che negli anni 70 e 80 portarono allo stragismo nero e alla cosiddetta strategia della tensione. Monicelli nel suo “Vogliamo i colonnelli” dava un’immagine disincantata e ironica di golpisti assai simili nelle movenze e nelle espressioni ai partecipanti alle cene milanesi ben evidenziate dall’inchiesta coraggiosa di Fanpage. Ma erano proprio quelle frange farsesche (milites gloriosi semmai ce ne fossero) a nascondere con le loro “colorite” rappresentazioni il marciume che ha avuto la sua massima espressione nella strage di Bologna. Ho l’impressione che la progressiva scomparsa (o assorbimento) di gruppi quali Forza Nuova sia estremamente sospetto. Le trame nere – che trovano peraltro sponde felici in più di un Paese dell’est europeo – non sono cosa nuova e l’improvviso risvegliarsi delle istanze di “libertà” dalla Ue di nazioni come la Polonia mi fanno temere il peggio. Non fosse altro per i legami che costoro hanno sempre mantenuto con la Madre Russia. Farebbe assai comodo a Putin avere a sua disposizione un “blocco” nazionalista costituito dalle ex rappresentanti dell’Urss… forse sto facendo dietrologia ma dinanzi a questi fenomeni e al loro manifestarsi che non mi sembra affatto casuale sarebbe opportuno prestare estrema attenzione.

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