Figlia mia – Laura Bispuri

(visto da Francesco Masala)

unico film italiano al festival di Berlino del 2018, è quindi insieme il migliore e il peggiore dei film italiani.
Alba Rohrwacher fa la sua parte di donna perduta, un po’ alcolizzata, un po’ puttana, Valeria Golino fa la parte della brava donna.
all’inizio c’era stato un accordo fra le due donne, ma il tempo e le cose creano problemi.
toccherà a Sara provare a salvare le madri (come tutti i bambini adottati, anche se non lo sa, ma lei lo sa, ha due madri) e se stessa, è l’unica che ne ha la forza, anche morale.
Sara da bambina oggetto deve diventare un soggetto, un ruolo che fa tremare i polsi.
sfondo del film è una Sardegna povera, sottosviluppata, non è roba per turisti.
Sara (la bambina Vittoria nel film), ha una certa somiglianza con un’altra Sara (Cate, la protagonista di Bellas Mariposas, di Salvatore Mereu), per chi se lo ricorda.
buona (e terribile) visione.

http://markx7.blogspot.com/2018/02/figlia-mia-laura-bispuri.html

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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